Internet satellitare: Facebook abbandona, SpaceX non si ferma

Facebook ha abbandonato il progetto di costruzione e di lancio di un satellite concepito per fornire servizi di accesso a Internet nelle aree del pianeta carenti o del tutto prive di infrastrutture terrestri, ha riferito Amir Efrati, senior reporter presso The Information. Non si ferma, invece, SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation). Nel 2016, l’azienda fondata da Elon Musk lancerà i primi due prototipi di satelliti della costellazione destinata a portare la banda larga nei luoghi più remoti della Terra

Facebook abbandona il progetto di costruzione e lancio di un satellite per la banda larga
SpaceX lancerà due prototipi nel 2016

Facebook continuerà a sperimentare l’utilizzo di droni a energia solare per fornire servizi di accesso a Internet, ma non costruirà e lancerà alcun satellite. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg avrebbe dovuto investire non meno di 500 milioni di dollari per portare la banda larga nelle aree più svantaggiate del pianeta attraverso la tecnologia satellitare.

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Un impegno di spesa giudicato troppo oneroso, stando a quanto riferito da una fonte intercettata da Amir Efrati, senior reporter presso The Information, che tempo fa aveva rivelato informazioni riguardanti Project Fi, il servizio di telefonia mobile firmato Google.

Facebook, dunque, si ferma di fronte ai costi necessari per fornire soluzioni di Internet satellitare, ma Zuckerberg e compagnia continueranno a guardare verso il cielo, per verificare la fattibilità del progetto ideata in seno al Connectivity Lab: una costellazione di droni a energia solare per portare la banda larga nelle aree più svantaggiate del pianeta.

Non si ferma, invece, SpaceX (Space Exploration Technologies Corportation), azienda fondata da Elon Musk, numero uno di Tesla Motors e co-fondatore di PayPal, che nel 2016 lancerà i primi due prototipi di satelliti di una flotta che, nelle intenzioni della società, porterà la banda larga nelle aree più remote della Terra.

Denominati MicroSat-1a e MicroSat-1b, i due prototipi sono stati progettati per operare in banda Ku per un tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi, ma l’obiettivo di Musk e compagnia è di spingersi oltre, stando a quanto si è appreso da alcuni documenti depositatati da SpaceX presso FCC (Federal Communications Commission).

Le stazioni di terra che comunicheranno con i satelliti saranno costruite nei pressi del quartier generale di SpaceX, a Hawthorne (California, USA), della nuova sede inaugurata a Redmond (Washington, USA), e del quartier generale di Tesla Motors, a Freemont (California, USA).

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