Inflazione zero a dicembre, scendono anche carburanti e carrello della spesa

Il 2015 comincia con una buona notizia: prezzi più bassi. Secondo recenti dati Istat, a dicembre l’inflazione è rimasta stabile, mentre sono calati i prezzi del carrello della spesa (-0,5% su base annua) e quelli dei carburanti, che segnano picchi sotto 1,5 €/litro al Nord. Adiconsum denuncia che “Nonostante l’abbassamento dei prezzi, il carrello della spesa dei consumatori italiani continua a rimanere vuoto“.

prezzi in calo
Il prezzi scendono nel 2015 ma in realtà non è una buona notizia

Confermando la stima provvisoria dell’Istat, a dicembre 2014 l’indice dei prezzi al consumo non ha segnato variazioni, sia rispetto al mese di novembre sia nei confronti di dicembre 2013, quindi inflazione zero per l’ultimo mese dello scorso anno. Il tasso di inflazione medio annuo per il 2014 si attesta a +0,2%, in rallentamento di un punto percentuale rispetto al 2013 (+1,2%).

Per l’Istituto di Statistica  “l’azzeramento dell’inflazione è da ascrivere in larga misura al netto accentuarsi del calo tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-8,0%, da -3,1% di novembre), dovuto all’ulteriore marcata diminuzione dei prezzi dei carburanti”. In effetti, i prezzi carburante scendono in tutta Italia, con minimi sotto 1,5 €/litro al Nord.

Scende anche il carrello della spesa nel 2015

Scendono tendenzialmente dello 0,2% i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. In calo anche i prezzi del “carrello della spesa”, cioè dei prodotti a maggior frequenza di acquisto, che segnano una flessione dello 0,3% su base mensile e dello 0,5% su base annua (era +0,2% a novembre).

Rispetto novembre 2014, le uniche voci che aumentano sono quelle di ricreazione, spettacoli e cultura (+0,5%), Trasporti (+0,4%) e Comunicazioni (+0,2%), le due prime a causa di fattori stagionali.

Confrontando dicembre 2014 con lo stesso mese del 2013, invece, sono aumentai l’Istruzione (+1,8%), i Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%) e i Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,6%), con rincari più contenuti per i Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%).

I prezzi che sono scesi, nello stesso periodo, sono stati: Comunicazioni (-2,3%), Trasporti (-0,9%), Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili (-0,4%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,2%).

Famiglie hanno risparmiato fino a 370 euro

Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, la minor inflazione (0,2% del 2014 dall’1,2% del 2013) ha consentito alle famiglie un risparmio di 291 euro/anno per una famiglia media, ovvero:

  • di 368 euro per una famiglia numerosa (3 o più figli);
  • di 366 euro per le coppie con due figli;
  • di 342 euro per le coppie con un figlio.

I nostri dati ci confermano che l’abbassamento dell’inflazione, per quanto non abbia ridato capacità di spesa alle famiglie, visto che i prezzi sono comunque saliti dello 0,2%, ha almeno consentito un minor aggravio di spesa rispetto al 2013 – ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – Nel 2014, insomma, la situazione di difficoltà delle famiglie italiane resta drammatica. In termini di aumento del costo della vita, però, c’è stato un netto miglioramento rispetto al 2013“.

Codacons: i prezzi non aumentano perché non c’è domanda

Preoccupato il Codacons, che afferma che “I dati definitivi dell’Istat sull’inflazione del 2014 sono la rappresentazione statistica della pesantissima crisi dei consumi in Italia”. Il presidente Codacons, Carlo Rienzi, ha sottolineato infatti che “I prezzi si fermano e non aumentano perché non c’è domanda”.

Il calo dei prezzi del carrello della spesa significa che gli italiani non ce la fanno più a comprare nemmeno i prodotti indispensabili: “I prezzi di beni come gli alimentari sono passati dal +2,2% del 2013 al +0,3% del 2014 – spiega il Codacons – e ciò è un dramma, perché significa che gli italiani non comprano più nemmeno l’indispensabile, e rinunciano a beni primari come il cibo. Basti pensare i consumi degli italiani nel settore alimentare si sono ridotti addirittura del 12% tra il 2008 e il 2014”.

Risparmiare sulle utenze domestiche è possibile

Ricordiamo che è possibile tagliare le spese domestiche in maniera incisiva cambiando fornitore. Ad esempio, con diverse offerte energia elettrica del mercato libero si possono risparmiare fino a 145 euro circa, e sul gas altri 140 euro. Ancora di più si può tagliare le spese per la connessione internet con una nuova offerta ADSL e telefono, soprattutto dopo l’ultimo aumento del canone Telecom di novembre.
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