IMU, TARI, TASI: le novità dal 2016

Quest’anno ci sono molti cambiamenti in materia di tasse sulla casa. Fra le più importanti spiccano l’eliminazione della TASI e l’IVIE (quella sulle case all’estero) per la prima abitazione. Nessun aumento di aliquota per il 2016 rispetto all’anno scorso, ma potrebbero esserci modifiche sulla TARI. Ecco tutte le novità 2016 per IMU, TARI e TASI.

Abolita TASI sulla prima casa, nessun aumento IMU e TASI per il 2016, incertezze per la TARI

Il 2016 porta molte novità in materia di tasse sulla casa che andremo a spiegare nelle prossime righe, ricordandovi che per risparmiare sulle utenze domestiche come energia elettrica, gas, telefono, Internet etc. la mossa più sicura è cambiare fornitore.
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Principali novità 2016 su TASI, IMU e TARI

Partiamo per un breve riassunto per poi approfondire su ogni imposta. La prima novità che riguarda IMU e TASI è che non ci saranno aumenti di aliquota: sono state sospese leggi regionali e deliberazioni comunali che prevedessero rincari rispetto al 2015. Per quest’anno i Comuni devono deliberare ed applicare le stesse aliquote applicate l’anno scorso. Non è purtroppo così per la TARI, la tassa sui rifiuti, né per i Comuni che abbiano deliberato il dissesto o il predissesto finanziario (vedi D.lgs.267/2000).

Dal 2016 le prime case, ovvero l’abitazione principale e residenza anagrafica, sono esenti dalla TASI (tassa sui servizi indivisibili) e dall’IVIE (tassa sulle case all’estero).

Sono state introdotte riduzioni di IMU e TASI per le abitazioni locate con contratto a canone concordato (3+2, per studenti, transitori) e per quelle date in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado.

Infine, arrivano esenzioni IMU per le cooperative edilizie assegnate a studenti universitari e per gran parte dei terreni agricoli di proprietà dei coltivatori diretti o imprenditori professionali.

1. TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili)

La buona notizia del 2016 per i proprietari di prime case è l’abolizione della TASI. Sono esenti le unità immobiliari di residenza anagrafica adibite ad abitazione principale dal possessore o dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, con eccezione per quelle considerate “di lusso” (categoria catastale A1, A8 e A9).

Se l’utilizzatore dell’immobile non è il proprietario, quest’ultimo dovrà corrispondere la TASI nella misura percentuale fissata per il 2015 dal Comune (variabile dal 70 al 90%); per i comuni dove non è stata deliberata la percentuale, il proprietario si fa carico del 90% della tassa.

Nessun aumento rispetto al 2015: sono state confermate per quest’anno le aliquote TASI 2015 e gli eventuali aumenti applicate dal comune (fino allo 0,8 per mille sulle aliquote base).

Per le seconde abitazioni che pagano sia TASI che IMU, la soglia massima (TASI + IMU) rimane all’11,40 per mille.

Aliquota TASI ridotta al 75% per immobili locati a canone concordato (contratti 3+2, per studenti, transitori).

Anche per immobili destinati alla vendita scendono le aliquote allo 0,1% (1 per mille), in particolare per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, purché permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Attenzione ad eventuali modifiche dai Comuni, che hanno la possibilità di aumentare l’aliquota fino allo 0,25% (2,5 per mille), ma anche di diminuirla fino all’azzeramento.

Per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado, tanto per IMU che per TASI dal 2016 scende la base imponibile al 50%, a patto che:

  1. l’immobile non rientri nelle categorie catastali considerate “di lusso”;
  2. il contratto sia registrato (anche verbalmente);
  3. il comodante non possieda, oltre all’immobile dato in comodato, la propria casa di abitazione nello stesso Comune.

Per quanto riguarda la TASI, e stando alla Risoluzione Ministero economia e finanze n.1 DF del 17/2/2016, il comodatario che abita l’immobile non deve versare nulla (poiché si tratta di abitazione principale). Il proprietario invece deve corrispondere la TASI calcolata sulla base imponibile ridotta al 50% e applicando le aliquote TASI 2015, nella misura percentuale fissata tra il 70 e il 90% a seconda del Comune (90% se non fosse stata fissata alcuna percentuale).
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2. IMU – Imposta Municipale Unica

Sul fronte IMU le novità 2016 includono la diminuzione per immobili locati a canone concordato, con l’aliquota base ridotto al 75% per gli immobili locati a canone concordato (contratti 3+2, per studenti, transitori). L’aliquota base IMU è lo 0,76%, variabile in funzione del Comune fino a massimo 0,3 punti percentuali.

Come menzionato prima, inoltre, da quest’anno le unità immobiliari concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado che le abitano non sono più assimilabili dai Comuni all’abitazione principale, ma beneficiano per legge della riduzione del 50% della base imponibile, con le stesse condizioni elencate per la TASI. Per usufruire di questo vantaggio il soggetto passivo deve presentare un’apposita dichiarazione al Comune.

Sono esenti dal pagamento dell’IMU a partire dal 2016 le cooperative edilizie destinate a studenti universitari, anche non residenti, nonché per la maggior parte dei terreni agricoli. Resta in vigore solo per i proprietari di terreni di pianura non coltivatori diretti o imprenditori professionali.

3. TARI – Tassa sui rifiuti

Purtroppo non ci sono, almeno per ora, buone notizie sul fronte TARI, essendo l’unica imposta che può subire aumenti quest’anno. La Legge Stabilità 2016 ha precisato soltanto che i Comuni possono continuare ad applicare, durante tutto quest’anno e fino al 2017, “gli stessi criteri tariffari basati sulla quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti sulla base degli usi e la tipologia di attività svolta e del costo del servizio”, stando a quanto si legge in recente comunicato Adoc.

Va ricordato che per la tassa sui rifiuti, i calcoli del dovuto vengono effettuati dal Comune che invia comunicazioni alle abitazioni di ogni contribuenti, con scadenze liberamente fissate.

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