Il “mash up” delle reti mesh

Una rete mesh consente all’utente che vi acceda una sicurezza del tutto particolare, proprio perché i dati di navigazione entrano in un circuito chiuso che possono condividere solo alcuni utenti. Una rete del genere non è solamente l’effetto del “post Primavera Araba” è il frutto di un movimento che ormai ha preso piede in tutto il mondo. Dall’Italia alla Spagna, dalla Tunisia agli Usa, ecco dove si annidano le più interessanti e curiose reti mesh.

Dalla Tunisia passando per l'Italia fino ad arrivare negli States, sono le reti mesh!

Tunisia. In Tunisia vi è uno dei casi più unici al mondo di rete mesh., Sadaya, 15 mila abitanti, cittadina che si affaccia sul Mediterraneo presenta diversi palazzi aggrovigliati in fitte ragnatele di antenne. Sono le reti mesh, ottime per un paese tradizionalista come la Tunisia dove navigare su internet è ancora per molti un tabù. Nel circuito di Sayada le opzioni di questa rete locale se non sono infinite sono comunque molto ampie: app per la condivisione file, chat private, una versione di Wikipedia in francese e arabo e una biblioteca digitale.

Stessa cosa accade a Roma, grazie a Ninux. Ninux è il regno digitale a ciricuito chiuso di uno sviluppatore, Nino Ciurleo che ha unito il suo nome al sistema che ha ospitato la sua storica impresa, Linux. Da lì la più facile delle crasi, Ninux. E con questa nuova idea molte strade della capitale adesso fanno riferimento ad un’unica rete, sono ben 250 i casi di rete mesh in Italia, la più celebre appunto quella romana.

Guifi.net. La spagnola Guifi.net è una delle più grandi d’Europa, collega tramite un fitto reticolato le esigenze di rete e di community di diverse città della costa catalana fino ad arrivare a Valencia. Una rete sicura, rapida che non ammette virus e spystory di cattivo gusto questa iberica, apprezzata e imitata negli USA.

Brooklyn. New York è la grande mela, e per questo non poteva non avere una grande rete… ma questa volta mesh! Dopo il successo di Detroit è stata la volta delle community degli enormi quartieri newyorkesi. Il progetto è di quelli interessanti patrocinato dal governo a lavorarci c’è l’Open Technology Institute, il braccio tecnologico di New America Foundation che ha creato una serie di pacchetti per poter navigare e organizzare reti mesh un po’ ovunque. Del resto in america sono abituati a fare le cose in grande, l’Usaid l’agenzia per lo sviluppo internazionale ha stanziato 4,3 milioni di dollari per produrre reti mesh anche a Cuba.

Si tratta adesso di capire quali potenzialità possano avere queste curiose reti locali che se non altro, sono assai utili quando l’obiettivo è unire in qualche modo la “disgregazione offline” di popolazioni divise da ferite talmente profonde che nessuna rete al mondo è ancora riuscita a congiungere.

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