Il comitato NGN mette in imbarazzo l’AGCOM

Il fallimento del comitato NGN, sfocia in una conseguenza molto importante: gli operatori alternativi disconoscono i contenuti della proposta di linee guida presentate da Francesco Vatalaro, Presidente del Comitato NGN.

I contenuti delle linee guida per la transizione verso le reti NGN non sono, in alcun modo rappresentativi di posizioni condivise dai partecipanti al tavolo e quindi rappresenta la mera posizione personale del PresidenteIl documento esula dagli obiettivi, non illustra l’esito dei lavori finora svolti, e non rappresenta trasparentemente le diverse posizioni espresse da ciascuno degli operatori senza spiegare i criteri che hanno portato alla formulazione di chiare proposte nel caso in cui non vi sia stato trovato accordo tra gli operatori partecipanti al comitato.

Gli operatori alternativi ritengono che il Comitato NGN non abbia raggiunto gli obiettivi preposti e che pertanto non possa fornire supporto alle decisioni che AGCOM sarà chiamata ad assumere sulla definizione dell’assetto regolamentare delle reti NGN.

Disconoscendo, senza ogni ragionevole dubbio, il rapporto in tutto e per tutto, Agcom si trova in evidente imbarazzo: un documento che se approvato potrebbe portare a una perdita di autorità/autorevolezza/potere. Senza contare i ricorsi da parte di tutti gli operatori. Anche con il rigetto del documento si andrebbe incontro a un giudizio negativo del comitato e degli enti terzi, dando di fatto ragione ai “ribelli”.

Gli operatori disconoscono in particolare l’approccio proposto da Telecom e, ad oggi, presente anche nelle conclusioni del Presidente, sulla differenziazione geografica cui applicare differenti rimedi regolamentari che, paradossalmente, contrasta con la regolamentazione definita dall’Autorità stessa ed oggi in vigore. A tale approccio peraltro si è giunti utilizzando il criterio della profittabilità che confligge con i principi regolatori europei e nazionali vigenti.

Ci si trova dinnanzi ad un documento che non può essere ignorato, derivato dal lavoro dell’Autorità. Non può essere sconfessato ma nemmeno approvato, senza una chiara prosizione dell’AGCOM, che sembra intenzionata ad andare verso tutt’altra strada. Eccoci quindi in una nuova posizione di attesa, l’ennesima.

to del comitato NGN, sfocia in una conseguenza molto importante: gli operatori alternativi disconoscono i contenuti della proposta di linee guida presentate da Francesco Vatalaro, Presidente del Comitato NGN.

I contenuti delle linee guida per la transizione verso le reti NGN non sono, in alcun modo rappresentativi di posizioni condivise dai partecipanti al tavolo e quindi rappresenta la mera posizione personale del PresidenteIl documento esula dagli obiettivi, non illustra l’esito dei lavori finora svolti, e non rappresenta trasparentemente le diverse posizioni espresse da ciascuno degli operatori senza spiegare i criteri che hanno portato alla formulazione di chiare proposte nel caso in cui non vi sia stato trovato accordo tra gli operatori partecipanti al comitato.

Gli operatori alternativi ritengono che il Comitato NGN non abbia raggiunto gli obiettivi preposti e che pertanto non possa fornire supporto alle decisioni che AGCOM sarà chiamata ad assumere sulla definizione dell’assetto regolamentare delle reti NGN.

Disconoscendo, senza ogni ragionevole dubbio, il rapporto in tutto e per tutto, Agcom si trova in evidente imbarazzo: un documento che se approvato potrebbe portare a una perdita di autorità/autorevolezza/potere. Senza contare i ricorsi da parte di tutti gli operatori. Anche con il rigetto del documento si andrebbe incontro a un giudizio negativo del comitato e degli enti terzi, dando di fatto ragione ai “ribelli”.

Gli operatori disconoscono in particolare l’approccio proposto da Telecom e, ad oggi, presente anche nelle conclusioni del Presidente, sulla differenziazione geografica cui applicare differenti rimedi regolamentari che, paradossalmente, contrasta con la regolamentazione definita dall’Autorità stessa ed oggi in vigore. A tale approccio peraltro si è giunti utilizzando il criterio della profittabilità che confligge con i principi regolatori europei e nazionali vigenti.

Ci si trova dinnanzi ad un documento che non può essere ignorato, derivato dal lavoro dell’Autorità. Non può essere sconfessato ma nemmeno approvato, senza una chiara prosizione dell’AGCOM, che sembra intenzionata ad andare verso tutt’altra strada. Eccoci quindi in una nuova posizione di attesa, l’ennesima.

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