- Il 41% di chi non è collegato in fibra FTTH non è passato a una tecnologia superiore per mancanza di copertura
- Il 12% non sa se la sua offerta mobile include il 5G
Buona parte degli italiani, secondo quanto emerge dall'ultima indagina di I-Com, non percepisce il valore aggiunto della fibra e 5G. Questo dipende non solo dalla mancanza di competenze digitali ma anche dalle problematiche nella realizzazione di nuove infrastrutture
La maggioranza degli italiani non percepisce una connessione Internet ad alte prestazioni come un valore aggiunto e di conseguenza non è disposta a pagare un prezzo più alto per la propria offerta di telefonia mobile o per la rete fissa per beneficiare di un segnale più stabile e veloce. Questo è quanto emerge da un’indagine campionaria presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 29 gennaio svolta dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito del Rapporto Futur#Lab, progetto realizzato in collaborazione con Join Group Business Advisory e con la partnership di Ericsson, FiberCop, INWIT, Open Fiber, Unidata e WindTre.
Lo studio, che ha raggiunto la sua terza edizione, è pensato per indagare la domanda di connettività da parte dei consumatori italiani e le criticità che questi riscontrano nel passaggio a reti fisse e mobili di ultima generazione. L’indagine quest’anno ha visto coinvolti 433 soggetti maggiorenni domiciliati in Italia e ha riguardato i seguenti campi: rete fissa e mobile, passaggio a tecnologie più performanti, data center e competenze digitali.
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| Rete fissa e mobile | I dati dell’indagine di I-Com |
| fibra ottica |
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| 5G |
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L’analisi di I-Com ci dice sostanzialmente che gli italiani faticano a comprendere quanto fibra e 5G possano migliorare la propria quotidianità e che per favorire la transizione verso le reti fisse e mobili più performanti serve lavorare su tre elementi: prezzo, copertura e servizi di qualità .
Il 20,6% di chi afferma di non disporre di una linea fissa ha dichiarato di non averne bisogno in quanto è già provvisto di una rete mobile in grado di soddisfare appieno le sue esigenze di connettività . Approfondendo si scopre la percezione tra gli utenti di una mancanza di adeguata copertura. Tra coloro che invece hanno la rete fissa ma non dispongono di una connessione in fibra FTTH (Fiber to the Home), infatti, il 41% afferma di non essere passato a una tecnologia superiore in quanto la zona in cui risiede non è fornita della necessaria infrastruttura.
Un ulteriore 29% si dice soddisfatto della connessione fissa di cui dispone, mentre il 16% afferma di averla sostituita grazie a una connessione mobile. Non è quindi un caso che dall’indagine sia emerso che uno degli incentivi principali per passare a una connessione fissa più performante sia il miglioramento della copertura di rete (38%).
Il 63% del campione si è poi dichiarato totalmente o parzialmente favorevole ai lavori di posa della fibra ottica, contro un 19% che invece si è espresso in maniera negativa. Va detto che un ulteriore 19% non ha alcun interesse sul tema. Coloro che sono favorevoli al cablaggio sono per lo più motivati dalla necessità di fruire di servizi digitali di buona qualità (69%).
Guardando invece a chi ha espresso un’opinione negativa, questo sottoinsieme lamenta soprattutto tempistiche troppo lunghe dei lavori (50%), disagi legati ad interventi nel condominio o nell’abitazione (36%), un possibile impatto negativo sulla viabilità (31%) ma anche costi troppo alti per portare la fibra fino a casa (24%).
Il 64% degli intervistati da I-Com dichiara di avere attivato un’offerta di telefonia mobile con il 5G incluso. La percentuale è in netta crescita rispetto alle due precedenti rilevazioni (47% e 43%). Si riscontra però ancora una quota non trascurabile di utenti che non è in grado di capire se il proprio piano comprenda o meno la connettività di ultima generazione (12%).
Il 40% di chi naviga in 4G dichiara di non aver mai considerato la possibilità di passare a un’offerta 5G. Nel 39% dei casi gli utenti affermano di non averne mai sentito la necessità , mentre il 16% di questo sottoinsieme ritiene il passaggio alla nuova tecnologia troppo costoso. Si registra ancora un 8% di utenti che non intende utilizzare il 5G per paura di effetti negativi sulla salute.
Gli intervistati sarebbero motivati ad effettuare la transizione al 5G soprattutto con offerte economicamente più competitive (44%), anche se questa richiesta risulta in sensibile calo rispetto agli anni precedenti (-8% su base annua). Cresce invece la percentuale di coloro che vorrebbero una copertura più diffusa (40% con +6% su base annua) e un circa il 20% che richiede servizi altamente innovativi.
Anche per le reti mobili è stata rilevata la percezione non sempre positiva in merito ai lavori necessari alla realizzazione di nuove infrastrutture. Il 28% del campione si è infatti espresso negativamente nei confronti della costruzione di antenne 5G. Quasi la metà degli intervistati si è detto comunque favorevole ai lavori, soprattutto perché permetterebbero l’accesso a servizi pubblici avanzati come la telemedicina e opportunità legate allo smartworking (44%). Chi invece non è favorevole ha risposto negativamente perché teme potenziali rischi per la salute (77%) e di impatto ambientale o paesaggistico (59%).
Leggendo questi dati si intuisce come la mancanza di competenze digitali sia una delle principali cause che non permettono agli italiani di percepire fibra e 5G come delle opportunità . Colmare questo gap sembra sarà comunque particolarmente difficile. Stando ai dati della Commissione europea, l’Italia si piazza infatti molto lontana dalla media europea per competenze digitali di base tra la popolazione (45,8% contro il 55,6%). Non solo, le proiezioni contenute in un altro rapporto di I-Com indicano che mantenendo gli attuali ritmi si potrà raggiungere la media europea addirittura nel 2481. Per questo è fondamentale puntare su campagne nazionali di informazione, corsi gratuiti offerti dalle università pubbliche e formazione non solo nel settore pubblico ma anche in quello privato.
Non bisogna comunque trascurare anche la capacità del sistema Paese di realizzare nuove infrastrutture. I problemi maggiori sono legati a tempistiche imprevedibili, problemi bruocratici e mancanza di adeguati finanziamenti. Sicuramente una maggiore copertura, una delle necessità più sentite dagli italiani, e servizi più performanti aiuterebbero a migliorare la percezione di fibra e 5G tra la popolazione.
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