Energia elettrica, l’esempio pugliese per lo sviluppo compatibile

In Puglia buona parte dell’energia prodotta risulta in eccedenza e, pertanto, è potenzialmente esportabile. Sono questi i dati forniti dall’ultimo rapporto del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia, su elaborazione statistiche Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale.

Energia elettrica: dati di produzione in Puglia
Energia elettrica: dati di produzione in Puglia

Secondo quanto affermato dal Centro Studi, dagli impianti idroelettrici, termoelettrici, ecolici e fotovoltaici è possibile produrre oltre 37,6 mila gigawatt: un ammontare estremamente elevato per il territorio regionale, se si considera che il fabbisogno dell’area è pari a poco più di 20,5 mila gigawatt. Pertanto, nel 2012 la Puglia ha prodotto 17.110 gigawatt in più rispetto a quelli effettivamente consumati, rendendo la regione una potenziale esportatrice di energia pulita.

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Sempre secondo quanto stimato da Confindustria, a consumare un maggiore volume di risorse energetiche è stata l’industria (8.827 gigawatt), seguita dal terziario (4.613 gigawatt) e dal settore domestico (4.415,5 gigawatt). A chiusura il settore agricolo, che ha assorbito 570 gigawatt.

Discorso a parte per le risorse consumate dalle Ferrovie dello Stato, che per la trazione dei propri mezzi, le perdite di trasmissione e di distribuzione in rete, ha consumato circa 1.970 gigawatt.

Complessivamente, pertanto, il fabbisogno del territorio pugliese (famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni) si aggira intorno ai 20,5 mila gigawatt.

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