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Contenuti tv: come fare il brand entertainment

Al primo appuntamento del il ciclo di incontri sulla ‘videoevoluzione’ del sistema televisivo che ha come obiettivo quello di creare un contatto diretto tra studenti e personalità fondanti del mondo della tv italiana, Maurizio Costanzo ha affermato la necessità di un rapporto più diretto della televisione con i ‘telespettatori’.

Contenuti tv: come fare il brand entertainment

E’ partito due giorni fa il ciclo di incontri sulla ‘videoevoluzione’ del sistema televisivo ( 3 aprile, 10 aprile, l’8 e il 15 maggio), organizzato da Riccardo Pasini, ceo di ‘Prodotto, fattori di videoevoluzione’ in collaborazione con Gianni Canova, preside della Facoltà di Comunicazione, Relazioni pubbliche e Pubblicità, presso l’Università Iulm di Milano.

Il primo appuntamento aveva come  titolo  ‘Branded entertainment e second screen: nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento del telespettatore’ e ha toccato il tema del “brand entertainment”. Concetto ormai diffusissimo nel mercato web, ora anche la televisione sembrerebbe occuparsene riflettendo su come un prodotto pagante per presenziare in tv possa diventare parte della programmazione non solo pubblicitaria, ma diventare esso stesso soggetto principale di un contenuto. Questo di conseguenza comporta una nuova strategia di comunicazione, nuove strategie per coinvolgere l’utente, anche e soprattutto su web.

Altro punto focale della conferenza è rappresentato dal dibattito riguardo al ruolo giocato oggi dalla televisione. Ne è emerso che la tv è ancora un mezzo di comunicazione ben radicato all’interno della società.  Francesco Barbani,  head di Fox, ha parlato di ‘transmedialità’: i canali televisivi devono imparare ad offrire servizi mirati che vadano ad integrare i contenuti dei propri programmi, con attività volte a coinvolgere i ‘telespettatori’ sul web anche e soprattutto mediante le piattaforme social.

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