Con il nuovo contratto a tempo indeterminato sarà più facile chiedere un Mutuo?

Con le misure previste dal tanto discusso Jobs Act ci si aspetta diverse novità. In particolare col nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti ci si è posto il problema della maggiore o minore facilità nell’ottenere un finanziamento per i titolari di un rapporto di lavoro di questo tipo.

Che effetti avrà sui mutui il Jobs Act?

Il Jobs Act ha portato con sé tante polemiche, tante aspettative, ma anche tante incognite. Le questioni aperte tagliano trasversalmente il mondo del lavoro, delle relazioni industriali, della previdenza sociale, ma anche aspetti indirettamente legati alle sue implicazioni, tra le quali spicca la possibilità di ottenere un finanziamento.

Il Jobs Act introduce il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che prevede il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo).
Senza addentrarci nello specifico del meccanismo, con la nuova norma sarà più facile per le aziende licenziare, pertanto il rapporto di lavoro dovrebbe essere considerato meno stabile rispetto al classico rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Come può influire questo aspetto sulla capacità di ottenere un mutuo?

Le banche o le finanziarie, nel momento in cui sono chiamate ad esaminare una richiesta di credito hanno bisogno di fare affidamento su delle garanzie per il recupero delle somme concesse. Il primo fattore su cui gli istituti di credito fanno affidamento è il reddito del richiedente.

Un rapporto di lavoro considerato instabile porterebbe a ritenere più rischiosa la concessione del finanziamento.
Ancora è presto per valutare gli effetti complessivi della riforma. Il Governo, almeno secondo quanto dichiarato, punta a ridurre il numero di rapporti di lavoro precari. Se dunque dovessero aumentare i rapporti a tempo indeterminato, benché meno tutelati, potrebbe anche verificarsi un aumento di soggetti che possono vedere accolta la propria domanda di credito.
Sono tutte ipotesi, almeno per il momento.
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Ma come si comportano le banche al momento?

Secondo quanto emerso da un’inchiesta pubblicata sul quotidiano Repubblica, la maggior parte degli istituti bancari al momento sarebbe non del tutto preparata di fronte al nuovo rapporto a tempo indeterminato. Dai livelli alti non sarebbero ancora arrivate delle direttive e occorre improvvisare, almeno al momento. Alcuni impiegati prendono tempo, altri suggeriscono di affidarsi ad un garante, altri ancora consigliano la stipula di un’assicurazione contro la perdita dell’impiego da incorporare al mutuo.

In conclusione, resta ancora un’incognita ciò che cambierà sul fronte dei mutui in seguito all’entrata in vigore del nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Al momento si possono fare solo previsioni.
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