Carte di credito: manca la trasparenza

Manca la trasparenza nel settore bancario, in particolare sulle carte di credito con modalità revolving.

Lo scandalo venuto alla luce con le carte credito revolving che ha imposto lo stop di Amex da parte della Banca d’Italia porta in primo piano anche le condizioni contrattuali mai chiare, ambigue al limite del raggiro.

Ora, per magia, emergono tutti i problemi che i clienti denunciano da anni e le associazioni dei consumatori sparano a zero.

Codacons, Adusbef e Federconsumatori annunciano una class action a tutela delle vittime dei tassi usurari, chiedono l’intervento di Antitrust e governo e controlli più rigidi da parte di Via Nazionale. In particolare Codacons sta pensando ad un’azione collettiva risarcitoria a favore degli utenti che non hanno ricevuto un’adeguata trasparenza interessi applicati sul debito contratto.

Dispiace vedere tuttavia un populismo demagogico delle associazioni, che cavalcano l’onda mediatica per brillare di luce impropria. Bisogna ricordare che è infatti impraticabile una class action in Italia a causa della legge fatta in modo da renderla inutilizzabile.

La decisione di Bankitalia di fermare le emissioni di nuove carte di credito apre però la strada alle richieste individuali di rimborso delle somme pagate in più per interessi eccedenti il tasso di usura.

Palazzo Koch assicura che osserva da tempo il settore delle carte revolving e che oltre ad Amex e Diners è sotto indagine anche Fiditalia dall’ottobre scorso. Proprio quest’ultima è già stata multata per 220 mila euro per una pratica scorretta emersa nei sistemi di finanziamento con Coin ai danni dei consumatori.

Gli elementi da valutare per la scelta di una nuova carta revolving sono:

Le carte di credito revolving sono normali carte di credito che consentono di rimborsare a rate: l’importo del rimborso può essere definito dal cliente a partire da una rata minima (solitamente tra il 5 e il 10 %). Se proprio non si può fare a meno di sottoscrivere una carta revolving è necessario prestare massima attenzione ai seguenti indicatori:

TAN

Per TAN si intende il tasso annuo nominale che, contrariamente al TAEG, non tiene conto delle spese e delle commissioni. Viene utilizzato per calcolare solo la quota interesse.

TAEG
E’ il Tasso Annuo Effettivo Globale ed esprime il costo effettivo di un prestito personale, tenendo conto anche delle spese, della periodicita’ delle rate e della durata.

Spese fisse
Quota associativa annuale; costo di invio estratto conto; commissioni sul costo del rifornimento carburante.

La differenza tra una carta di credito tradizionale e una carta revolving è che nel primo caso l’addebito delle somme pagate avviene il 15° giorno del mese successivo all’acquisto, senza l’aggiunta di interessi mentre con la carta revolving il debito viene dilazionato con l’aggiunta degli interessi.

I tassi di interesse applicati alle carte revolving sono in media molto superiori a normali prestiti personali (circa 5-6% in più) ed è quindi necessario fare molta attenzione.

ca la trasparenza nel settore bancario, in particolare sulle carte di credito con modalità revolving.

Lo scandalo venuto alla luce con le carte credito revolving che ha imposto lo stop di Amex da parte della Banca d’Italia porta in primo piano anche le condizioni contrattuali mai chiare, ambigue al limite del raggiro.

Ora, per magia, emergono tutti i problemi che i clienti denunciano da anni e le associazioni dei consumatori sparano a zero.

Codacons, Adusbef e Federconsumatori annunciano una class action a tutela delle vittime dei tassi usurari, chiedono l’intervento di Antitrust e governo e controlli più rigidi da parte di Via Nazionale. In particolare Codacons sta pensando ad un’azione collettiva risarcitoria a favore degli utenti che non hanno ricevuto un’adeguata trasparenza interessi applicati sul debito contratto.

Dispiace vedere tuttavia un populismo demagogico delle associazioni, che cavalcano l’onda mediatica per brillare di luce impropria. Bisogna ricordare che è infatti impraticabile una class action in Italia a causa della legge fatta in modo da renderla inutilizzabile.

La decisione di Bankitalia di fermare le emissioni di nuove carte di credito apre però la strada alle richieste individuali di rimborso delle somme pagate in più per interessi eccedenti il tasso di usura.

Palazzo Koch assicura che osserva da tempo il settore delle carte revolving e che oltre ad Amex e Diners è sotto indagine anche Fiditalia dall’ottobre scorso. Proprio quest’ultima è già stata multata per 220 mila euro per una pratica scorretta emersa nei sistemi di finanziamento con Coin ai danni dei consumatori.

Gli elementi da valutare per la scelta di una nuova carta revolving sono:

Le carte di credito revolving sono normali carte di credito che consentono di rimborsare a rate: l’importo del rimborso può essere definito dal cliente a partire da una rata minima (solitamente tra il 5 e il 10 %). Se proprio non si può fare a meno di sottoscrivere una carta revolving è necessario prestare massima attenzione ai seguenti indicatori:

TAN

Per TAN si intende il tasso annuo nominale che, contrariamente al TAEG, non tiene conto delle spese e delle commissioni. Viene utilizzato per calcolare solo la quota interesse.

TAEG
E’ il Tasso Annuo Effettivo Globale ed esprime il costo effettivo di un prestito personale, tenendo conto anche delle spese, della periodicita’ delle rate e della durata.

Spese fisse
Quota associativa annuale; costo di invio estratto conto; commissioni sul costo del rifornimento carburante.

La differenza tra una carta di credito tradizionale e una carta revolving è che nel primo caso l’addebito delle somme pagate avviene il 15° giorno del mese successivo all’acquisto, senza l’aggiunta di interessi mentre con la carta revolving il debito viene dilazionato con l’aggiunta degli interessi.

I tassi di interesse applicati alle carte revolving sono in media molto superiori a normali prestiti personali (circa 5-6% in più) ed è quindi necessario fare molta attenzione.

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