Carte di credito e frodi via web: come evitarle e cosa fare se capita

Quando si effettua un acquisto sul web c’è sempre un po’ di timore: e se la transazione non fosse sicura come sembra? E a guardare i dati, tutto sommato sembra che le frodi ai danni delle carte di credito via Internet non siano poi un fenomeno così limitato: a dirlo è anche la Banca Centrale Europea.

Nuovi fondi europei per la sicurezza online
Nuovi fondi europei per la sicurezza online

Secondo le stime della BCE, contenute nel terzo rapporto sulle frodi a danno dei sistemi di pagamento elettronici nell’area SEPA, circa un euro viene frodato ogni 2.635 spesi con carta di credito. In altri termini, circa lo 0,038% delle transazioni totali è stato oggetto di frodi. Poco? In assoluto sì, ma calcolando che si parla di un volume pari a circa 3.500 miliardi di euro, ci sono state frodi per oltre 1,3 miliardi di euro, il 14,8% in più rispetto all’anno precedente (il 2012, ultimo periodo preso in analisi, contro il 2011).

C’è naturalmente da considerare l’incidenza sempre più preponderante del commercio online rispetto a quello tradizionale, grazie ai grandi servizi come Amazon o eBay che vendono quasi qualsiasi oggetto e lo portano fin sulla soglia di casa, senza contare l’uso di smartphone e tablet (che magari vengono lasciati in giro senza aver effettuato un logout) per effettuare acquisti, ma sarebbe un errore imputare solo al traffico crescente l’aumento delle truffe. Man mano che le tecnologie usate dai malintenzionati diventano più sofisticate, anche gli utenti più smaliziati rischiano di vedersi sottrarre soldi dal propro conto corrente in un batter d’occhio.

Come fare per proteggersi

Esistono alcune semplici misure di sicurezza che possono essere seguite per ridurre al minimo il rischio di frode.

  • È scontato, ma non sempre ci si fa attenzione: effettuate pagamenti online solo in siti sicuri, che potrete riconoscere dal protocollo https nella finestra con l’indirizzo del vostro browser. Nella maggior parte dei browser è anche presente l’icona di un lucchetto.
  • Se avete una carta di credito ricaricabile, come quelle che la maggior parte dei conti correnti online oggi mette a disposizione, usate quella invece della vostra carta di credito classica, caricandola con l’importo che vi serve per ogni transazione via via che la effettuate. Occhio ai costi di ricarica, che sono quasi sempre zero ma a volte possono ammontare a qualche centesimo, e in caso di acquisti frequenti diventare piuttosto onerosi: una visita al nostro comparatore toglierà ogni dubbio.
  • Cambiate spesso le vostre password e scegliete di poco ovvie (bandite date di nascita, nomi di parenti, indirizzi e tutto ciò che un truffatore con un minimo di fantasia può evincere dai vostri dati). Usatene diverse per ogni servizio.
  • Custodite sempre con cura i vostri dati personali.
  • Evitate di cadere in truffe via email e phishing. Ormai siamo tutti abbastanza esperti da sapere che difficilmente una mail in cui ci vengono promesse grandi somme senza fatica da parte di improbabili uomini d’affari stranieri è qualcosa di diverso da una goffa truffa, ma il phishing può essere molto insidioso: alcune email copiano perfettamente la grafica e i marchi di un sito o di una società ben noti e li sfruttano per condurvi a siti non sicuri e prelevare i vostri dati. Date sempre un’occhiata al mittente della mail per vedere se è sospetto. In genere, diffidate di messaggi allarmistici e minacce di chiusura degli account, nonché di richieste di donazioni non qualificate dopo qualche catastrofe naturale. Anche l’ortografia e la grammatica possono essere un indizio (quasi sempre queste truffe si basano su traduttori automatici). Quasi mai, comunque, capita che i servizi online facciano richiesta delle vostre password via mail.
  • Attenzione anche alla truffa dello «straniero che paga»: può capitare che durante una transazione l’altra persona, un compratore non residente in Italia, vi faccia un bonifico o un assegno più alto dell’importo stabilito «per errore», e vi chieda di restituirgli i soldi in più con un servizio di money transfer immediato. Il problema è che la vostra banca impiegherà un po’ di tempo a scoprire che il bonifico è fasullo, ma voi avrete già pagato con soldi buoni.
  • Non eseguite MAI file allegati che arrivano da fonti sospette.
  • Controllate con una certa regolarità il vostro conto per vedere se è tutto normale.

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Cosa fare una volta scoperta la frode 

A volte tutte le precauzioni non bastano e si cade vittima della frode, o perlomeno si ha il dubbio di essere stati truffati. Non bisogna però farsi prendere dal panico.

Per prima cosa contattate la vostra banca, di persona o tramite call center, per effettuare un controllo ed eventualmente bloccare la vostra carta. Se effettivamente c’è stata una truffa, allora prima di tutto è necessario sporgere denuncia all’organo competente, che in Italia è la Polizia Postale. Il modo più semplice è iniziare la procedura attraverso lo Sportello per la sicurezza degli utenti del web all’indirizzo www.commissariatodips.it.

Da qui, dopo essersi registrati, si può scegliere il tipo di denuncia (per reato telematico o per furto/smarrimento) e si accederà alla zona riservata, dove si potrà scegliere l’Ufficio di Polizia più vicino per effettuare la denuncia di persona, di fronte all’ufficiale di Polizia Giudiziaria.

Tutele e possibilità di riavere il denaro

Con la semplice denuncia alla Polizia Postale le possibilità di riavere indietro il proprio denaro non sono troppo elevate, anche se in presenza di più denunce da utenti diversi può venire attivata una procedura di identificazione ed eventuale arresto del truffatore. Se si ritiene però che la banca possa essere co-responsabile della frode (ad esempio perché non ha garantito uno standard di sicurezza sufficiente alle transazioni) allora ci si può rivolgere alla banca stessa e, se questa rifiuta il risarcimento, ricorrere al giudice; o ancora, per una risoluzione più semplice, stragiudiziale e meno impegnativa, all’Arbitro Bancario Finanziario. L’ABF è un organismo indipendente e imparziale, sostenuto dalla Banca d’Italia, con decisioni che non sono vincolanti come quelle del giudice; le inadempienze degli istituti di credito vengono però rese pubbliche, una pessima pubblicità che nessuna banca vorrebbe mai. Il ricorso all’ABF costa 20 euro.

Al momento, la giurisprudenza dell’ABF si è mossa in un’ottica di tutela del cliente in casi di nessuna responsabilità dell’utente o di doppia responsabilità; a favore invece dell’istituto di credito quando la truffa avviene con metodi ormai conosciuti come il phishing e quindi evitabili con un minimo di diligenza da parte del correntista.

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