Carbone più pulito: cosa succede in Italia.

Entro giugno di quest’anno L’Epa americana varerebbe norme per porre limiti all’inquinamento da carbonio generato dalle centrali elettriche con limiti stabiliti dal Cleean Air Act.  In Italia per Industriali e Assocarboni invece ci sono poche centrali e in porto ci sono tre progetti: Porto Tolle, Vado Ligure e Saline Joniche. Ma quali sono i pro e i contro?

In Italia le 13 centrali a carbone producono il 12 per cento del mix energetico nazionale

Che il carbone pulito non esista è stato detto chiaramente. Il carbone emette circa 800 grammi di CO2 per 1 Kilowattora di energia, contro il 350 grammi del metano e l’assenza di emissioni per fotovoltaico e nucleare. Tuttavia in Italia, Assocarboni, l’associazione delle imprese del settore, la produzione di carbone è ancora bassa in quanto pesa il 12% dell’energia della nazione, contro una media europea del 33%. Il resto lo fa soprattutto il gas naturale, olio combustibile e fonti rinnovabili.

Inoltre il Presidente di Assocarboni Andrea Clavarino sottolinea come Civitavecchia sia un esempio di innovazione verso la pulizia del carbone. Effettivamente l’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, sottolinea che la centrale di Civitavecchia è molto più efficente di altri impianti quanto ai dispositivi di rimozione degli ossidi di azoto e polveri, il cui impatto è più significativo rispetto alle emissioni di particolato.

Rimane che nessuno potrà mai rassicurare del tutto i cittadini allarmati, in quanto nessuno può affermare che non ci sono rischi alla salute, soprattutto considerando il numero di decessi e di malati causati dalle centrali. La Tirreno Power, la società proprietaria di una delle tre centrali di cui si è chiesto l’ampliamento e la riconversione, quella di Vado Ligure, è sotto inchiesta per disastro ambientale e omicidio colposo e la centrale è sotto sequestro.

Per Porto Tolle invece è stato ritirato il nullaosta legato all’ottenimento del decreto di valutazione di impatto ambientale concesso dal ministero nel 2009. Per la centrale calabrese di Saline Joniche invece la procedura è a buon punto.

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