Capitale o rendita vitalizia? Cosa scegliere allo scadere della polizza vita

Una rendita costante, con potere d’acquisto che rimane immutato per tutta la vita, oppure una somma cospicua subito, magari da reinvestire? Non c’è una soluzione univoca riguardo al destino del capitale maturato alla scadenza di una polizza vita: è fondamentale analizzare con attenzione i pro e i contro di ciascuna scelta soprattutto in rapporto alle proprie esigenze, all’eventuale pensione e all’aspettativa di vita. Vediamo come.

La scelta dipende dalle proprie esigenze presenti e future

Cosa scegliere alla scadenza della polizza

Quando scade una polizza vita, l’assicurato ha diverse opzioni, la più importante delle quali riguarda la scelta tra il riscatto del capitale maturato o la sua conversione in rendita vitalizia. Una volta deciso, però, non si può più tornare indietro, motivo per cui è necessario pensarci bene. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle due opzioni?

In verità non c’è una risposta univoca, perché molto dipende dalla situazione del singolo e dalle sue esigenze. Prima di tutto la rendita vitalizia, rispetto al capitale, ha un notevole fattore di rischio, nel caso in cui il decesso dell’assicurato avvenga prima di aver ricevuto indietro il capitale versato. È anche possibile stipulare un’altra tipologia di rendita, ad esempio di un valore fisso per un preciso periodo di tempo (come 5 o 10 anni) o, per avere la certezza di non perdere neanche un centesimo, nominare un beneficiario che riceva la rendita in caso di decesso del vecchio assicurato. È importante ricordare che nel secondo e soprattutto nel terzo caso la rendita corrisposta dall’assicurazione sarà minore, e non di poco, visto i maggiori rischi che comporta per la società quella che di fatto è una rendita a due teste.
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Quando conviene la rendita e quando il capitale

D’altra parte, la rendita è molto più conveniente del capitale quando l’esigenza dell’assicurato è garantirsi un’entrata periodica certa, senza dover più pensare a nulla, quasi come uno stipendio a tempo indeterminato, e con il potere d’acquisto che rimane costante; ad esempio può essere un’integrazione pensionistica particolarmente invitante. Se invece si preferisce poter disporre di una somma ingente da subito perché si ritiene di poterla investire meglio, oppure per un acquisto rimandato tante volte, la soluzione capitale può diventare preferibile.

La rendita annua viene calcolata suddividendo il capitale maturato per un numero di anni pari alla differenza tra l’età dell’assicurato e l’età di vita media; per esempio, un uomo di 55 anni con polizza vita a scadenza vedrà la rendita ammontare al capitale diviso per 28 anni (considerando per le apposite tabelle l’età di 83 anni come età media dell’uomo). Naturalmente, superati gli 83 anni la rendita vitalizia diventa particolarmente vantaggiosa perché viene erogata dall’assicurazione anche se si è consumato il capitale accumulato.

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