Bolletta anomala e sospensione fornitura: nuove norme da luglio

Con la delibera 17/2016 l’AEEGSI (l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema idrico) ha emanato nuove norme che da luglio 2016 obbligheranno tutti gli operatori a fornire spiegazioni su bolletta anomala e sospensione fornitura. Errori di lettura, contatori difettosi e conguagli possono incidere sul costo della bolletta elettrica facendola lievitare in modo spaventoso. Ecco le tutele per i consumatori.

Reclamo contro bollette pazze. Ecco i diritti dei consumatori dettati dall'Autorità

Stanchi della bolletta anomala e sospensione fornitura inaspettata? Stufi di rivolgersi al fornitore e di non avere risposta? Con le nuove norme da luglio 2016 le cose cambieranno in favore dei consumatori, perché l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema idrico è intervenuta in modo incisivo sulle bollette “pazze”, esorbitanti o inesatte. La prima mossa da fare in questi casi è cambiare urgentemente operatore per pagare meno l’energia elettrica, ma anche informarsi su tutte le tutele disponibili per recuperare il surplus pagato in modo ingiusto.
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Bolletta anomala: la nuova disciplina

Le regole sono contenute nella delibera n° 17/2016 dell’Autorità, e dovranno essere seguite da tutti gli operatori, che saranno obbligati a fornire spiegazioni esaurienti ed eventualmente a rettificare le bollette inesatte. Le anomalie possono essere dovute al malfunzionamento del contatore, ad errori di lettura ma anche ad allacci truffaldini, ma in ogni caso il consumatore ha il diritto di vedere chiaro sulla bolletta anomala e sulla sospensione della fornitura.

Si definisce bolletta anomala quella di valore superiore a 50 Euro, il cui importo sia almeno una volta e mezzo la media di quanto è stato pagato da quella famiglia nell’ultimo anno per l’energia elettrica e il doppio per il gas. Se fino ad oggi ho ricevuto importi pari a 60 Euro ad esempio, una fattura che supera gli 80 senza alcuna variazione dei consumi effettivi è da considerarsi certamente “pazza”.

I diritti dei consumatori

Quali diritti si possono far valere se si ricevono bollette “pazze”? Eccoli:

  • i costi in bolletta devono essere indicati in modo chiaro, ogni voce deve essere dettagliata, con distinzione tra i valori sicuri (quelli rilevati tramite lettura) e quelli variabili, stimati dal fornitore che possono riportare inesattezze;
  • ogni operatore dovrà mettere a disposizione sulla Home Page del proprio portale Internet un modulo online per il reclamo, fermo restando il diritto del consumatore di inviare il reclamo via posta, con raccomandata a/r;
  • per far valere i propri diritti, il consumatore dovrà inoltrare il reclamo almeno 10 giorni prima della scadenza della bolletta. Per questo è preferibile attivare la fornitura con operatore online e fatturazione elettronica: solo in questo caso si può evitare la ricezione della bolletta “pazza” in ritardo e non perdere il diritto al reclamo;
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  • la società di fornitura deve rispondere al reclamo entro 40 giorni, la riposta deve essere completa e se il problema viene individuato l’errore è accertato con un riscontro tecnico, il cliente ha diritto alla rettifica, se al contrario l’importo della bolletta corrisponde ai consumi effettivi, il consumatore dovrà pagare. Se l’operatore non risponde alla domanda sulla bolletta anomala non può procedere alla sospensione fornitura, se lo fa, il consumatore ha diritto ad equo indennizzo secondo i valori stabiliti dall’Autorità.

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