Benzina “allungata” e danno auto: come funziona il risarcimento?

All’improvviso il serbatoio dell’auto perde colpi, il motore singhiozza e ricordate di aver fatto il pieno presso un distributore di benzina diverso dal solito. Un controllo tecnico dimostra la presenza di acqua, e che la benzina è stata “allungata”. In tempi di crisi le truffe abbondano, e non è raro ritrovarsi con un danno auto al motore perché qualcuno, per risparmiare sul carburante, ha usato escamotage illeciti. In questi casi non è semplice ottenere il risarcimento del danno, che tuttavia, necessita di un procedimento simile a quello per l’assicurazione

Serbatoio fuori uso e danno al motore. Quando la colpa è del distributore

Di questi tempi è facile incappare in qualche truffa-carburante. Basta capitare al distributore sbagliato per ritrovarsi con un danno auto al motore a causa della benzina “allungata”. Purtroppo non è semplice rendersi subito conto dell’inghippo: quando viene inserita nel serbatoio benzina con acqua, ci si può ritrovare l’auto in panne anche diverse ore dopo. Spesso i danni sono irreparabili, come ottenere dunque il risarcimento?

Ogni richiesta di risarcimento deve bastarsi su prove, esattamente come quando al verificarsi di un sinistro, vi rivolgete all’assicurazione auto. Anche in questo caso le assicurazioni per procedere alla liquidazione dovranno valutare la veridicità e il valore del danno.
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Il Tribunale di Genova ha recentemente stabilito che in caso di danno auto al motore, quando nel serbatoio è stata versata benzina con acqua, l’automobilista debba dimostrare che la benzina era inquinata all’origine, e che esiste un nesso di causalità tra questa circostanza e il pregiudizio subito. Allo stesso modo con l’assicurazione auto si deve dimostrare, per ottenere il risarcimento, la correlazione tra sinistro e danno.

Per ottenere un indennizzo in questi casi bisogna richiedere una perizia per tempo, e far mettere per iscritto all’officina o al tecnico che vi ha provveduto, gli esiti dell’analisi del carburante.

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