30 milioni di Italiani in rete, ma cosa fanno?

Audiweb rende noti i risultati della ricerca sulla diffusione di internet in Italia, constatando che più del 60% della popolazione (30.8 milioni), compresa tra gli 11 e i 74 anni naviga in internet da casa, dall’ufficio o da altri luoghi privati/pubblici. Nel 2009 la diffusione di internet ha segnato una crescita positiva, con un incremento del 10.4% sul 2008.

Solo il 70% delle famiglie che possiedono un collegamento a internet da casa ha una connessione a banda larga (Adsl o Fibra ottica) di tipo flat (90.3% ).
La diffusione della connesione a Internet migliora al Sud, arrivando al 58% della popolazione, al Centro è il 69.6% della popolazione a essere connessa, mentre al Nord Est e Nord Ovest è il 67.4%.
Sono invece i giovani e gli uomini a essere più connessi: tra gli 11 e i 17 anni (82.7%), tra i 18 e i 34 anni (78.9%) e tra i 35 e i 54 anni (71.9%), mentre gli uomini hanno accesso a internet per il 68.2% contro il 61.2% delle donne.
Il fenomeno più rilevante di crescita nel 2009 è stata la navigazione in mobilità che è arrivata a connettere il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un aumento del 47.5% rispetto al 2008. La connessione avviene tramite cellulare, palmare o smartphone dai possessori di una sim da almeno 3 anni, per la maggior parte ricaricabile (84.2%), con una spesa media di 30 euro al mese (71.1%)

Ma cosa fanno online gli italiani?

La maggior parte degli italiani considera Internet una fonte di informazione: per il lavoro, lo studio e il tempo libero e per gestire le proprie relazioni personali.

Purtroppo per quanto riguarda la fruizione di servizi online, l’Italia è ancora piuttosto indietro rispetto al resto d’Europa: secondo uno studio commissionato da Kelkoo, le vendite effettuate dagli e-commerce italiani costituiscono appena lo 0.8% del totale, in Spagna l’1%, in Francia il 4.9%, in Germania il 6.9% e in Gran Bretagna addirittura il 9.5%. Oltretutto l’acquisto di prodotti online è ancora una delle attività di fruizione di un servizio più diffusa online in Italia. Si pensi quanti sono quei servizi ad alto valore aggiunto che ancora non hanno potuto raggiungere il grande pubblico per questioni di diffidenza, e scarsa cultura Internet.

Questi dati sono ancora più preoccupanti quando si legge, dalla ricerca Audiweb, che gli italiani che accedono alla rete hanno per la maggior parte un profilo medio-alto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) , a conferma che probabilmente è una questione culturale.

de noti i risultati della ricerca sulla diffusione di internet in Italia, constatando che più del 60% della popolazione (30.8 milioni), compresa tra gli 11 e i 74 anni naviga in internet da casa, dall’ufficio o da altri luoghi privati/pubblici. Nel 2009 la diffusione di internet ha segnato una crescita positiva, con un incremento del 10.4% sul 2008.

Solo il 70% delle famiglie che possiedono un collegamento a internet da casa ha una connessione a banda larga (Adsl o Fibra ottica) di tipo flat (90.3% ).
La diffusione della connesione a Internet migliora al Sud, arrivando al 58% della popolazione, al Centro è il 69.6% della popolazione a essere connessa, mentre al Nord Est e Nord Ovest è il 67.4%.
Sono invece i giovani e gli uomini a essere più connessi: tra gli 11 e i 17 anni (82.7%), tra i 18 e i 34 anni (78.9%) e tra i 35 e i 54 anni (71.9%), mentre gli uomini hanno accesso a internet per il 68.2% contro il 61.2% delle donne.
Il fenomeno più rilevante di crescita nel 2009 è stata la navigazione in mobilità che è arrivata a connettere il 9% della popolazione italiana tra gli 11 e i 74 anni, con un aumento del 47.5% rispetto al 2008. La connessione avviene tramite cellulare, palmare o smartphone dai possessori di una sim da almeno 3 anni, per la maggior parte ricaricabile (84.2%), con una spesa media di 30 euro al mese (71.1%)

Ma cosa fanno online gli italiani?

La maggior parte degli italiani considera Internet una fonte di informazione: per il lavoro, lo studio e il tempo libero e per gestire le proprie relazioni personali.

Purtroppo per quanto riguarda la fruizione di servizi online, l’Italia è ancora piuttosto indietro rispetto al resto d’Europa: secondo uno studio commissionato da Kelkoo, le vendite effettuate dagli e-commerce italiani costituiscono appena lo 0.8% del totale, in Spagna l’1%, in Francia il 4.9%, in Germania il 6.9% e in Gran Bretagna addirittura il 9.5%. Oltretutto l’acquisto di prodotti online è ancora una delle attività di fruizione di un servizio più diffusa online in Italia. Si pensi quanti sono quei servizi ad alto valore aggiunto che ancora non hanno potuto raggiungere il grande pubblico per questioni di diffidenza, e scarsa cultura Internet.

Questi dati sono ancora più preoccupanti quando si legge, dalla ricerca Audiweb, che gli italiani che accedono alla rete hanno per la maggior parte un profilo medio-alto: imprenditori e liberi professionisti (93,7%), dirigenti, quadri e docenti universitari (92,1%), impiegati e insegnanti (91%), laureati (93,2%) e, più di tutti, gli studenti universitari (98,5% dei casi) , a conferma che probabilmente è una questione culturale.

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