La dipendenza dell’Europa dai circuiti di pagamento americani, come Visa e Mastercard, e dal dollaro, essenziale per l’operatività sui mercati delle banche, rappresenta una minaccia concreta per i cittadini europei che potrebbero vedersi bloccare l’operatività dagli Stati Uniti.
Si tratta di uno scenario ipotetico ma da non trascurare, soprattutto in considerazione della politica aggressiva che l’attuale Governo americano sta mantenendo su questioni economiche, come i dazi, e non solo.
Prima di approfondire la questione, ricordiamo che tutti i cittadini italiani maggiorenni hanno la possibilità di operare con un conto corrente e con una carta di debito abbinata (eventualmente richiedendo anche carte di credito e prepagate).
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Un problema di dipendenza
Un’indagine di Milena Gabanelli e Francesco Bertolino pubblicata sul Corriere della Sera analizza nei dettagli i rischi connessi alla dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti dal punto di vista economico e finanziario. L’indagine parte dalle sanzioni degli Stati Uniti ai giudici della Corte penale internazionale “colpevoli” di aver emesso un mandato di cattura per crimini di guerra nei confronti del premier israeliano Netanyahu.
Un altro esempio arriva dal caso delle sanzioni americane a Francesca Albanese, cittadina italiana che ricopre il ruolo di relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi. Queste sanzioni hanno limitato fortemente le libertà delle persone colpite, con carte bloccate e conti congelati. La stessa Albanese ha confermato di non poter aprire un conto corrente in Italia, con le banche che si rifiutano di portare avanti la pratica per evitare di essere colpite dalle sanzioni americane.
Il problema è duplice: da una parte c’è la forte dipendenza dai circuiti di pagamento americani (Visa, Mastercard e American Express) e dall’altra c’è il legame delle banche europee con il dollaro che costringe gli istituti a rispettare le sanzioni americane (anche se tecnicamente non valide in Europa) per evitare di perdere l’accesso ai mercati finanziari.
Una soluzione è possibile?
Si tratta di una vera e propria dipendenza strutturale, rafforzatasi nel corso degli anni. Per risolvere questi problemi, l’UE sta lavorando a diversi progetti come l’euro digitale e la possibilità di sfruttare un circuito di pagamenti europeo.
Secondo l’indagine, però, per riuscire a contrastare la dipendenza dagli USA bisognerebbe fare più debito unico, con un mercato unico di capitali, trasformando le 27 piazze finanziarie europee in un’unica grande piazza per competere con Wall Street, un progetto che richiederebbe il pieno supporto da parte di tutti i Paesi europei.
Un altro aspetto di grande rilevanza è l‘aumento del commercio in euro con trattati di libero scambio come quelli sottoscritti da poco con l’India e con i Paesi del Mercosur, che permettono di incrementare il peso dell’euro nell’import-export, riducendo contestualmente quello del dollaro.
La questione continuerà a essere attuale nel corso dei prossimi anni, con l’Europa che tenterà di rafforzare la sua indipendenza, riducendo progressivamente la dipendenza finanziaria che oggi esiste nei confronti degli Stati Uniti.