Un elemento centrale del mercato energetico è rappresentato dal cambio fornitore di luce e gas. In linea di massima, si tratta di un’operazione gratuita e molto semplice.
In alcuni casi, però, c’è da fare i conti con il cambio fornitore non riuscito. Si tratta di un’eventualità rara ma non impossibile. Le cause possono essere diverse.
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Come funziona il cambio fornitore
Per completare il cambio fornitore di luce o gas è sufficiente completare una veloce procedura di attivazione. È necessario avere a disposizione i seguenti dati:
- i dati identificativi dell’intestatario del contratto
- il codice identificativo della fornitura (POD per la luce e PDR il gas), riportato in bolletta
- le coordinate IBAN del conto corrente per attivare la domiciliazione
Non ci sono costi iniziali da sostenere. L’attivazione della tariffa non è immediata. Il cambio fornitore può richiedere alcune settimane.
Perché il cambio fornitore può essere rifiutato
Ci sono vari motivi per cui il cambio fornitore può essere rifiutato. Ecco quelli più comuni:
- inserimento errato dei dati; fornire un codice identificativo sbagliato oppure nel caso di mancata corrispondenza con i dati dell’intestatario, il cambio fornitore non potrà avvenire e la pratica sarà bloccata; errori nel codice fiscale dell’intestatario o nell’indirizzo potrebbero causare il blocco della pratica
- pratica di cambio fornitore già in corso; una delle cause che può portare al rifiuto del cambio fornitore è la presenza di una pratica già in corso; se è stato avviato un cambio, infatti, sarà necessario attendere il completamento della pratica prima di poter eseguire un nuovo switch
- problematiche tecniche; l’attivazione di una tariffa non idonea al profilo della fornitura può bloccare il cambio fornitore; ad esempio, una fornitura per utenti domestici non potrà attivare tariffe business oppure una tariffa luce per forniture con potenza impegnata fino a 3 kW non potrà essere attivata se la fornitura del cliente ha una potenza impegnata fino a 6 kW
- problemi nella gestione della pratica da parte del nuovo fornitore; il nuovo gestore della fornitura potrebbe registrare in problemi nel completamento della pratica (smarrimento di documenti, problemi di natura tecnico-amministrativa etc.); in questi casi, il cambio fornitore viene annullato
- morosità con il precedente fornitore; la pratica può essere rifiutata dal nuovo fornitore in presenza di una morosità con il precedente gestore della linea
- uso improprio della voltura, come, ad esempio, l’avvio di una pratica per cambio fornitore con annesso cambio intestario al solo scopo di eludere debiti
Un altro caso da tenere in considerazione per il rifiuto del cambio fornitore è l’esercizio del diritto di ripensamento, valido per i primi 14 giorni dalla richiesta di attivazione di una nuova fornitura. Esercitando tale diritto, infatti, il cambio fornitore sarà annullato.