Bonus TV 2021: come funziona e richiedere il contributo


Il passaggio al digitale terrestre ha portato moltissimi vantaggi rispetto alla tradizionale antenna, la modalità standard di ricezione ancora fino a pochi anni fa: addio a trasmissioni disturbate, al famigerato “effetto neve” e soprattutto all’impossibilità di ricevere determinati canali in zone particolarmente impervie o raggiunte male dal segnale, in favore di una visione nitida di tutti i programmi, con numerose possibilità di interattività.

internet tv

Allo stesso tempo, però, questo ha significato un cambiamento obbligatorio di tecnologia, in particolare verso il nuovo standard: dai vecchi decoder tv per ricevere il digitale terrestre alle attuali smart tv che il decoder l’hanno integrato, in molti ne hanno approfittato per rinnovare il proprio dispositivo negli ultimi tempi. Per gli altri, che entro il 2022 saranno obbligati comunque a effettuare la transizione alle nuove modalità di trasmissione, c’è il bonus tv.

Quando e perché sarà necessario passare al nuovo standard di digitale terrestre

Il nuovo standard per la televisione digitale terrestre viene detto Dvb-t2 con codifica Hevc main 10, ed entro il giugno 2022 i televisori non idonei a questo standard diventeranno inutili per la ricezione dei programmi e dovranno essere smaltiti. Per quella data infatti finiranno i due anni di transizione (iniziata nel 2020) necessari per adeguarsi allo standard, e chi non l’ha ancora fatto non ha che una scelta: dotarsi di un nuovo decoder oppure di una televisione con decoder integrato, a patto che siano sufficientemente aggiornati da garantire la decodifica del nuovo segnale.

Il motivo del cambio di standard va ricercato nell’introduzione delle nuove frequenze di telefonia mobile, ovvero il 5G che comincia a diffondersi nelle principali città italiane. Il 5G, infatti, utilizza la stessa frequenza del vecchio segnale televisivo (il Dvb-t1), cioè 700 Mhz, mentre il nuovo standard funziona in un raggio molto ampio, tra i 490 e i 790 Mhz. In questo modo sarà possibile evitare interferenze e assicurare il massimo delle prestazioni sia per quanto riguarda la telefonia che per i programmi televisivi.

Il passaggio obbligatorio all’alta definizione

Ma c’è anche un’altra data da ricordare: il passaggio dal formato Mpeg-2 a Mpeg-4 (cioè all’alta definizione, ormai difusissima nelle case degli italiani) che avrà luogo a settembre 2021. Il Dvb-T 2 ovviamente supporta l’alta definizione e anzi arriva fino ai video in 8K, attualmente il massimo in circolazione. Le televisioni che non hanno più di 10 anni sono quasi tutte compatibili, ma per saperlo basta vedere se si visualizzano senza problemi i canali dal 501 in poi. Qui, infatti, si trovano le versioni dei canali RAI, Mediaset, La7 e così via in alta definizione.

Entro il 31 dicembre 2021 il passaggio a Mpeg-4 avrà luogo in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, province autonome di Trento e di Bolzano; dal primo gennaio 2022 fino al 31 marzo, in Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania; dal 1° aprile al 30 giugno 2022, in Puglia, Basilicata, Marche, Molise, Abruzzo, Calabria e Sicilia.

Chi è che deve cambiare dispositivi televisivi

Se l’alta definizione e quindi il Mpeg-4, a meno di non avere un televisore davvero molto vecchio, non dovrebbero dare problemi, diverso è il discorso per il passaggio a Dvb-t2. Ma come si fa a sapere se il proprio televisore supporta o meno il nuovo standard per il digitale terrestre? Basta aver acquistato una televisione o un decoder negli ultimi quattro anni. A partire da gennaio 2017, infatti, i venditori sono obbligati a vendere dispositivi in linea con il nuovo standard. 

Che succede se si ha un televisore più vecchio? È molto probabile che lo si dovrà cambiare, o perlomeno dotarlo di un decoder tv di nuova generazione: per avere la certezza bisogna esaminare le specifiche del proprio dispositivo, ma quasi sicuramente chi ha comprato il suo televisore prima del 2017 non potrà supportare il nuovo standard senza interventi. Un altro test possibile è digitare il 100 o il 200 sul proprio telecomando: se appare la scritta “Test HEVC Main10” allora il supporto è garantito, altrimenti – se il canale non si sintonizza – entro giugno 2022 bisognerà acquistare un apparecchio nuovo, magari sfruttando proprio il bonus tv.

Il bonus tv 2021: che cos’è e a quanto ammonta 

Il bonus tv è la misura messa a punto dal Governo italiano per aiutare chi deve obbligatoriamente cambiare dispositivo (tv o decoder) a causa del cambiamento di standard di trasmissione di cui si è parlato. Il bonus tv è stato lanciato a partire dal 28 dicembre 2019 ed è un incentivo rivolto alle famiglie con un ISEE non superiore ai 20.000 euro, finalizzato all’acquisto di una nuova televisione o di un decoder compatibile con lo standard Dvb-t2. Il bonus è rivolto ai cittadini italiani e ai cittadini stranieri che siano residenti in un Comune in Italia.

Il valore massimo del bonus tv che è possibile ricevere è pari a 50 euro, il che significa che se si acquista un dispositivo più costoso, si potrà godere interamente dell’ammontare; se invece il decoder costa di meno, il bonus sarà inferiore, ma coprirà l’intero importo della spesa. Il bonus funziona come uno sconto diretto al momento dell’acquisto.

Come fare a richiedere il bonus tv 2021

Se si fa parte delle famiglie che hanno diritto a richiedere il bonus tv, la procedura prevede la possibilità di farlo entro il 31 dicembre 2022, o comunque fino al termine dei fondi disponibili (sono stati stanziati 150 milioni di euro per il triennio 2019-2022, poi ulteriormente incrementati con altri 100 milioni di euro in seno alla Legge di Bilancio 2021).

Per ottenere il bonus, bisogna visitare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico e scaricare il modulo relativo (altrimenti si può trovare facilmente presso i negozi di elettronica). Nel modulo bisognerà dichiarare di avere la residenza in Italia e che il nucleo familiare di cui si fa parte ha ISEE non superiore a 20.000 euro; inoltre, è necessario che altri componenti delle stessa famiglia non abbiano mai usufruito del bonus tv. Non bisogna invece includere documenti che dimostrino il proprio ISEE, visto che il modulo comprende anche l’attestazione da compilare in autocertificazione.

Una volta compilato il modulo, è sufficiente presentarsi direttamente presso il negozio, muniti di carta d’identità in corso di validità e di codice fiscale: lo sconto verrà applicato subito. È anche possibile delegare un’altra persona a ritirare il televisore rispetto a quella che ha diritto al bonus e che ha compilato il modulo; è necessario, come di consueto, fornire una delega scritta e una copia di un documento d’identità sia del delegante che del delegato. È possibile pagare il resto del prezzo d’acquisto del dispositivo, tv o decoder, con qualsiasi modalità, sia con pagamento elettronico che in contanti (in quest’ultimo caso, senza ovviamente superare i limiti di legge per questo genere di transazioni).

Non è di norma possibile utilizzare il bonus tv per l’acquisto online di un dispositivo, ma c’è una soluzione anche per questo; basta effettuare l’acquisto presso lo store online di un negozio che prevede il ritiro di persona.

Per saperne di più sui prodotti che è possibile acquistare con il bonus tv, sempre sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico è disponibile una lista con tutti gli apparecchi per i quali si ha diritto all’agevolazione, pronta da scaricare.

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