- le rinnovabili contribuiscono per il 47% al consumo lordo di energia elettrica in UE
- l'Italia è sotto la media con una percentuale del 40%
Le rinnovabili sono sempre più diffuse in UE, con un contributo significativo al consumo complessivo di energia elettrica. Questo trend coinvolge anche l'Italia che, però, è ancora al di sotto della media europea. Andiamo a riepilogare gli ultimi dati disponibili.
Il programma di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive in atmosfera, passa per un incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si tratta di un elemento essenziale per il futuro e su cui l’UE si è impegnata in modo significativo negli ultimi anni.
I dati Eurostat, aggiornati al 2024, confermano un trend positivo per la diffusione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La crescita è continua e, anno dopo anno, il contributo delle rinnovabili diventa sempre più evidente.
In questo contesto, si registrano dati positivi anche in Italia, dove le rinnovabili sono in crescita. C’è, però, un elemento da considerare in più. Il nostro Paese, infatti, è ancora al di sotto della media europea e, quindi, i margini di miglioramento sono tanti.
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| 3 COSE DA SAPERE SULLE RINNOVABILI IN UE | |
| 1. | Il contributo al consumo lordo di elettricità è pari al 47,5% |
| 2. | In Italia il contributo è pari a circa il 40% |
| 3. | In Austria, Svezia e Danimarca, le rinnovabili contribuiscono per più del 75% |
Le fonti rinnovabili rappresentano il 47,5% del consumo lordo di energia elettrica in UE (i dati sono aggiornati al 2024). Questo risultato si traduce in un incremento di 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nel confronto con il 2004, invece, la crescita è di ben 30 punti mentre rispetto al 2014 il contributo delle rinnovabili è cresciuto di quasi 20 punti.
In questo momento, è l’eolico a giocare un ruolo da protagonista, coprendo il 38% della produzione di energia da fonti rinnovabili. Dati positivi arrivano anche dall’idroelettrico, che contribuisce per più del 26%. Per quanto riguarda il fotovoltaico, invece, il contributo è significativo, risultando pari a più del 23%.
L’energia solare è in continua crescita tanto da essere diventata, nel corso del 2025, la prima fonte di produzione di energia elettrica in UE, come confermato dai dati del think tank energetico Ember relativi allo scorso mese di giugno. Si tratta di numeri significativi che fotografano al meglio i risultati degli investimenti effettuati negli ultimi anni.
Il contributo delle rinnovabili ai consumi di energia elettrica in Italia risulta essere pari a circa il 40%. Si tratta di un dato sicuramente positivo e che conferma la crescita registrata negli ultimi anni. Tale crescita è stata ulteriormente confermata da Terna. Ad agosto 2025, infatti, il contributo delle rinnovabili in Italia è salito fino al 48%. Il dato italiano (40% nel 2024) è ancora inferiore alla media UE (che come detto è pari al 47,5%).
Le percentuali più alte in UE sono registrate dall’Austria (90,1%, grazie soprattutto all’idroelettrico), Svezia (88,1%, con un mix di idroelettrico e eolico) e Danimarca (79,7%, sfruttando principalmente l’eolico). Da segnalare che diversi Paesi riescono a superare il 50%. Tra questi troviamo: Portogallo (65,8%), Spagna (59,7%), Croazia (58,0%), Lettonia (55,5%), Finlandia (54,3%), Germania (54,1%), Grecia (51,2%) e Paesi Bassi (50,5%). Alcuni Paesi, come Malta (10,7%), Repubblica Ceca (17,9%), Lussemburgo (20,5%), Ungheria e Cipro (24,1%) e Slovacchia (24,9%), sono ancora al di sotto della soglia del 25%.