Banda Ultra Larga: a che punto è la diffusione della fibra in Italia?

La Corte dei Conti ha pubblicato gli ultimi aggiornamenti su Piano banda ultra larga e nonostante i passi avanti restano ancora diverse criticità a livello di copertura, soprattutto nelle cosiddette "aree bianche"

In 30 sec.
Piano banda ultra larga: gli ultimi dati di gennaio 2026
  1. 77% degli immobili e il 99,8% delle sedi di PA e aree industriali sono coperti in fibra FTTH
  2. La copertura degli immmobili in Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d'Aosta è inferiore al 70%
 
Banda Ultra Larga: a che punto è la diffusione della fibra in Italia?

Il Piano banda ultra larga ha sicuramente contribuito a contrastare il digital divide e portare una connessione veloce a un numero sempre più grande di italiani. La diffusione della fibra ottica, però, non è ancora sufficiente e la copertura è decisamente inferiore a quella riscontrata in altri Paesi europei.

La conferma arriva dalla Delibera n. 71/2025/CCC della Corte dei Conti in cui sono presentati gli ultimi dati sullo stato di attuazione del Piano banda ultra larga per le cosiddette “aree bianche“, ovvero quelle zone del Paese dove gli operatori non hanno interesse ad investire per una questione economica e limiti territoriali.

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Banda ultra larga: i dati sulla copertura in Italia a gennaio 2026

Fibra ottica in Italia I dettagli
Piano banda ultra larga
  • 77% degli immobili coperti in fibra FTTH
  • 99,8% delle sedi di PA e aree industriali coperte in fibra FTTH
  • Il livello di copertura per le abitazioni in Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta è inferiore al 70%
Accessi alla rete fissa
  • 20,54 milioni in totale a giugno 2025 (+0,3% rispetto a giugno 2024)
  • 31,6% di accessi in fibra FTTH (+6,1%)
  • 42,6% di accessi in FTTC (-3,8%)
Quote di mercato degli operatori
  • TIM con il 36,3% (-1,7%)
  • Fastweb + Vodafone con il 28,4% (-1,2%)
  • WindTre con il 14,3% (+0,1%)
  • Sky Italia con il 3,9% (+0.5%)
  • Eolo con il 3,4% (+0,1%)
  • Tiscali con il 2,7% (-0,6%)
  • Iliad con il 2,1% (+0,6%)
  • Altri con il 9% (+2,1%)

Stando ai dati riportati dalla Corte dei Conti, a fine ottobre 2025 la fibra FTTH (Fiber to the Home) che offre un collegamento diretto fino al modem dell’utente finale copriva il 77% degli immobili previsti dal Piano banda ultra larga, pari a circa 4,8 milioni di unità. La copertura in fibra misto radio o FWA (Fixed Wireless Access) era di 1,25 milioni di immobili (61%). I dati sono decisamente migliori per quanto riguarda il collegamento delle sedi della Pubblica amministrazione e delle aree industriali. In questo caso sono state collegate il 99,8% delle strutture previste (27.141). Il Piano banda ultra larga nel complesso coinvolge 8,3 milioni di unità immobiliari, di cui 6,3 milioni da coprire in fibra ottica e 2 milioni in FWA.

Le differenze a livello di copertura sono evidenti tra le varie Regioni. In Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta la soglia delle abitazioni civili collegate in banda ultra larga è inferiore al 70%. In Liguria ed Emilia-Romagna si evidenzia anche un ritardo anche nel collegamento della Pubblica amministrazione. Solo 8 Regioni superano la soglia del 90%, mentre le altre sono posizionate in una fascia intermedia.

Alla luce di questi dati il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha deciso di rafforzare il sistema di controllo e coordinamento per accelerare l’applicazione del Piano banda ultra larga e favorire un monitoraggio più intenso dei cantieri e la collaborazione delle istituzioni locali con Infratel e Open Fiber. Tali misuri hanno portato a una riduzione del numero dei Comuni in forte ritardo e a un aumento del contributo pubblico di 660 milioni di euro. Attualmente sono 441mila gli immobili in fase di collaudo e circa un milione ancora in corso d’opera.

Banda ultra larga: i dati dell’AGCOM

Il ritardo nella diffusione della banda ultra larga è confermato anche dai dati del Osservatorio n.3/2025 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). A giugno 2025 si registrano 20,54 milioni di accessi alla rete fissa in Italia, in aumento dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I collegamenti in fibra FTTH crescono del 6,1% ma ancora oggi rappresentano solo il 31,6% del totale contro il 42,6% degli accessi in o FTTC (Fiber to the Cabinet). Tecnologie meno performanti della fibra pura come la fibra misto rame e ADSL registrano comunque un calo superiore al 3% rispetto a giugno 2024.

TIM resta il primo operatore in Italia con una quota di mercato del 36,3%. La telco italiana, però, è anche quella che registra il calo più significativo (-1.7%). Al secondo posto in classifica si piazza Fastweb + Vodafone con il 28,4%, seguito da WindTre con il 14,3%. Iliad è l’operatore con il tasso di crescita più alto (+0,6%) insieme a Sky Wi-Fi (+0,5%).

Guardando solo alle connessioni in fibra FTTH, invece, Fastweb + Vodafone conquista la vetta con una quota di mercato del 30,4%, anche se in calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. TIM scende in seconda posizione con il 26,8% (+0,4%) mentre WindTre resta sul gradino più basso del podio con il 16,2% (-1,4%).

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Matteo Testa
Esperto in Telecomunicazioni, telefonia e Pay TV
Iscritto all’albo dei giornalisti dal 2014, ha iniziato a lavorare presso testate online nell'ambito informatico e della tecnologia come DataManager.it e YouTech, oltre a SOStariffe.it. Attualmente è editor per SOStariffe.it e per il quotidiano Affaritaliani.it, dove si occupa di innovazione tecnologica, nuove tendenze digitali e soluzioni per il risparmio energetico
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