Qual è la differenza tra mutuo e prestito?


Mutuo e prestito sono due termini entrati ormai nell’uso comune e che, a una prima occhiata, sembrano indicare un’operazione molto simile: l’erogazione di una somma di denaro a chi la richiede, da restituirsi in un certo numero di rate maggiorata dagli interessi.

Differenza tra prestiti e mutui

In genere, si sa che il mutuo si riferisce all’acquisto di immobili, mentre per il prestito si parla di somme destinate ad un altro genere di acquisti, o semplicemente per avere disponibilità di denaro contante. Ma è davvero così? Qui di seguito cerchiamo di capire qual è la principale differenza mutuo e prestito. 

La principale differenza mutuo prestito 

La fondamentale differenza mutuo e prestito è che il prestito non prevede obbligatoriamente l’esistenza di garanzie reali, laddove per il mutuo si richiede di solito l’ipoteca sull’immobile da acquistare. Inoltre, mentre il mutuo è un tipo di finanziamento a lungo termine, anche fino a 30 anni di durata, per quanto riguarda il prestito le somme di cui si parla sono inferiori e con un orizzonte più a breve termine, di norma tra i 6 e i 120 mesi. Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche dell’uno e dell’altro tipo di finanziamento. 

Il mutuo: il finanziamento per la casa 

Come detto più sopra, lo scopo del mutuo è generalmente l’acquisto della casa e ha una durata molto lunga. Si tratta il più delle volte del finanziamento di maggior importo che viene richiesto, e dà diritto anche a diverse agevolazioni fiscali, come la detrazione degli interessi e l’imposta agevolata (lo 0,25% sulla somma ottenuta).

Il mutuo per l’acquisto di un immobile ha una durata pluriennale che va, di norma, da 15-20 anni fino anche a 30: la durata è stabilita da vari fattori (ovviamente, più il finanziamento è lungo più è bassa la rata ma maggiori gli interessi, quindi la somma restituita più alta), e di solito il cliente può deciderla almeno parzialmente, a meno che non abbia un’età piuttosto avanzata, che il più delle volte preclude i mutui a scadenza più lunga.

L’approvazione di un mutuo ha un iter piuttosto complesso, che passa attraverso una perizia dell’immobile che si intende acquistare ed eventualmente anche la nomina di un garante.

Visti gli importi necessari per l’acquisto di una casa, infatti, le banche e gli istituti di credito concedono il mutuo solo quando hanno la ragionevole certezza che la somma verrà restituita senza intoppi: per questo è importante poter contare, ad esempio, su un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio mensile che permetta l’agevole pagamento della rata, oppure la possibilità di avere – oltre all’immobile acquistato stesso, che diventa oggetto di ipoteca e opera già come garanzia reale – ulteriori patrimoni, mobili e immobili, su cui contare, o ancora appunto la firma di un’altra persona (per i mutui di solito si tratta dei genitori) obbligata in solido.

Visto il mutare del mercato del lavoro, oggi ottenere un mutuo non è più facile come un tempo, ma esistono particolari agevolazioni e percorsi privilegiati per determinate categorie di richiedenti, ad esempio le giovani coppie che acquistano la loro prima casa.

In ogni caso, la procedura richiede tempi piuttosto lunghi, che si intrecciano con la prassi per l’acquisto di una casa (di solito viene stipulato il compromesso quando si ha l’ok per il mutuo, e la somma verrà erogata contestualmente alla firma del rogito, alla presenza di un notaio). Ricapitolando, quindi, il mutuo:

  • ha una lunga durata
  • le somme richieste sono ingenti
  • è un prestito finalizzato, il più delle volte all’acquisto di un immobile
  • viene richiesta una garanzia reale (l’ipoteca sulla casa acquistata)
  • beneficia di particolari sgravi fiscali come la detrazione di parte degli interessi 

Il mutuo e le diverse tipologie di tasso 

Il mutuo, inoltre, può essere a tasso fisso oppure a tasso variabile: nel primo caso, il tasso d’interesse rimane lo stesso per tutta la durata del finanziamento, quindi si sa già con certezza l’esatto ammontare della somma che verrà restituita; nel secondo caso, invece, il tasso d’interesse è legato all’andamento dell’Euribor e quindi muta periodicamente.

I mutui a tasso fisso possono avere un’interesse più alto rispetto ai mutui a tasso variabile in un determinato momento, ma assicurano, a fronte di un pagamento inizialmente più alto, una certa serenità; i mutui a tasso variabile possono apparire più convenienti ma bisogna mettere in conto la possibilità che il tasso d’interesse aumenti di molto, e che quindi ci si ritrovi in difficoltà a pagare in futuro, quando l’inflazione aumenterà.

C’è anche il tasso di interesse misto, ovvero una tipologia di mutuo che consente di passare da un finanziamento a tasso fisso a uno a tasso variabile con scadenze che possono essere fisse o prestabilite, in base a quanto è stato sottoscritto con il contratto iniziale in banca.

Attenzione perché non ogni finanziamento finalizzato relativo alla casa è per forza un mutuo: rientrano infatti nella categoria del prestito, ad esempio, i finanziamenti per i lavori di ristrutturazione, per gli interventi di manutenzione di un immobile, per il restauro, per l’acquisto dei mobili e dell’arredo. 

Il prestito: il finanziamento per gli altri acquisti 

Se la differenza mutuo prestito più importante riguarda proprio il motivo per cui viene richiesta una certa somma, ciò significa che il prestito è molto più diffuso come forma di finanziamento e assai più flessibile, il che si traduce in una maggiore probabilità di riceverlo (inversamente proporzionale all’ammontare della somma richiesta). 

Il prestito ha dunque sia l’importo (in genere il limite è di 30.000 euro) che la durata inferiori al mutuo, e richiede molte meno garanzie (a volte non le richiede affatto) perché venga erogata la somma richiesta. Non ci sono però sgravi fiscali (si tratta infatti di acquisti considerati di tipo “secondario” rispetto all’esigenza primaria di avere una casa).

A differenza del mutuo, che deve essere sempre finalizzato all’acquisto di un bene prestabilito, a necessità di dichiarare per cosa verrà utilizzata la somma varia di caso in caso, a volte è richiesta (almeno “informalmente”) e a volte no.

Il prestito personale ha tempi molto più brevi per l’erogazione del capitale: si va da pochi giorni (e a volte addirittura poche ore) a un paio di settimane. Il prestito non richiede la presenza del notaio e non ha le spese legate all’apertura della pratica o di istruttoria tipiche invece del mutuo.

Di contro, di norma il prestito ha un tasso di interesse assai più elevato di quello di un mutuo, anche perché la durata inferiore permette la restituzione della somma in pochi anni (di solito la durata massima è 120 mesi) e quindi chi richiede il prestito ha comunque la possibilità di saldare il conto senza pagare interessi complessivi troppo alti.

Il prestito, quindi, ha le seguenti caratteristiche:

  • ha generalmente breve durata
  • le somme richieste sono di entità modesta 
  • non sono previsti particolari sgravi fiscali
  • non è necessario, a parte rare eccezione, dichiarare lo scopo per cui si richiede il denaro, che può essere utilizzato dal debitore nella maniera che desidera 

Come scegliere il mutuo e il prestito 

Vista la differenza mutuo e prestito, nella maggior parte dei casi, l’utente sa già che tipologia di finanziamento vuole richiedere, se un mutuo per la casa o un prestito personale di ridotta entità.

Per scegliere l’offerta più conveniente tra le tante che vengono messe a disposizione dalle banche e dagli istituti di credito è necessario uno studio accurato, in particolare se si prevede l’acquisto di una casa da parecchie centinaia di migliaia di euro, in quanto frazioni percentuali di interesse possono far alzare considerevolmente la rata mensile.

Il modo migliore per farlo è utilizzare un comparatore come quello di SOSTariffe.it, che mette a confronto non solo i tassi d’interesse delle varie proposte (TAN, cioè il tasso netto, e TAEG, cioè quello lordo), ma anche le altre caratteristiche, con possibilità di simulazione di un acquisto per vedere fin da subito quale sarà l’ammontare della rata che si dovrà pagare in caso di esito positivo della pratica.

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