Fibra Ottica: Bassanini per Metroweb, ma Fastweb si chiama fuori

Il presidente di CDP (Cassa Depositi e Prestiti), azionista di controllo di FSI (Fondo Strategico Italiano), è al lavoro insieme a F2i (Fondi italiani per le infrastrutture) per progettare un aumento di capitale di Metroweb, fornitore di fibra spenta che sviluppa e affitta l’infrastruttura della rete ai principali operatori di telecomunicazioni attivi in Italia. Il progetto di ricapitalizzazione di Metroweb è aperto ad altri soci, ha dichiarato Franco Bassanini, ma Fastweb, per bocca dell’amministratore delegato Alberto Calcagno, ha già espresso riserve. 

Fastweb dice no al presidente di Cassa Depositi e Prestiti
Fastweb scettica sul piano Metroweb sostenuto da Bassanini

Non sembra avere vita facile Franco Bassanini nel perseguire gli obiettivi di CDP riguardanti il dispiegamento della Fibra Ottica in architettura FTTH (Fiber-to-the-Home) nel territorio italiano. Dopo il botta e risposta con Telecom Italia, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti deve ora incassare anche la contrarietà al progetto espressa da Fastweb.

«Sarebbe importante capire il piano industriale, che non è solo dire quanti chilometri di fibra ci saranno, ma anche quanti clienti e operatori useranno quella fibra, perché per noi ci deve essere sempre un ritorno economico», ha dichiarato Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb.

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«Noi siamo azionisti di Metroweb Milano, che è una società che fa il 95% dei suoi ricavi con Fastweb, mentre credo che il piano Metroweb di cui si parla sia altro rispetto a Metroweb Milano», ha aggiunto Calcagno.

«Il piano Metroweb di cui si parla» è il progetto sostenuto dal Governo in materia di Strategia italiana per la banda ultralarga. L’esecutivo guidato da Matteo Renzi vorrebbe che tutti gli operatori di telecomunicazioni utilizzassero Metroweb come veicolo per portare la Fibra Ottica sull’intero territorio nazionale.

Il capitale di Metroweb Italia, si ricorda, è detenuto al 46,2% da FSI (Fondo Strategico Italiano), a sua volta controllato all’80% da CDP, e al restante 53,8% da F2i (Fondi italiani per le infrastrutture).

Ecco perché Bassanini ha chiamato a raccolta tutti gli operatori di telecomunicazioni. Cassa Depositi e Prestiti è una società per azioni a controllo pubblico il cui capitale è detenuto all’80,1% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

«Stiamo lavorando insieme a F2i per progettare una ricapitalizzazione di Metroweb che la metta in condizione, anche aprendosi ad altri soci, di finanziare un piano di investimenti per poter cablare in fibra ottica le città fino alle case, che noi consideriamo richieda tra i 4,5 e i 5,5 miliardi di euro», ha detto Bassanini.

«Per fare questo, siamo pronti a fare la nostra parte. È possibile che F2i decida di farlo. Se non decide di farlo, è chiaro che noi ci mettere qualcosa in più», ha aggiunto il presidente di CDP, convinto che la ricapitalizzazione di Metroweb si farà in tempi stretti, pena l’impossibilità di presentare i piani industriali in tempo utile per accedere agli incentivi previsti dal Governo.

A sostegno dello sviluppo della banda ultralarga in Italia potrebbe scendere in campo anche Enel, stando a quanto riferito da Reuters e altre agenzie di stampa. Oltre che alle competenze tecnologiche, Enel potrebbe mettere a disposizione le linee e gli armadi della sua rete di distribuzione.

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