Qual è la differenza tra franchigia e massimale?

Massimale e franchigia sono tra le variabili più importanti quando si sceglie la propria assicurazione per l’auto: attenzione a non farsi tentare da un premio molto basso a fronte di massimali di modesta entità e franchigie troppe alte, perché in caso di incidente si potrebbe andare incontro anche a spese molto ingenti di responsabilità propria. Ecco come regolarsi per scegliere con criterio.

Attenzione alle soglie quando si stipula la nuova RCA

L’importanza di termini chiari

A volte i termini utilizzati nelle polizze per l’assicurazione auto non sono sempre chiari a tutti. Conoscerli, però, è importante per scegliere la RCA più adatta alle proprie esigenze, in modo da pagare non solo un premio ridotto ma anche evitare brutte sorprese nel malaugurato caso in cui dovesse verificarsi un incidente. Massimale e franchigia sono tra le più comuni fonti di confusione per gli assicurati.

Che cos’è il massimale

Il massimale è l’importo massimo che la compagnia assicuratrice può risarcire per i danni causati da un suo assicurato. Oltre questa cifra, è l’assicurato che deve rispondere di tasca propria. Di solito i massimali si misurano in milioni di euro, ma non è impossibile, in casi estremi, ipotizzare danni ancora più gravi; si pensi a un danno grave alle mani di un chirurgo di fama investito e così via. Di solito scegliere un massimale più alto per la propria assicurazione comporta un aumento del premio di una manciata di euro.

In Italia, il massimale minimo previsto per legge è tra i più bassi d’Europa: 1 milione di euro per i danni alle cose e 5 milioni di euro per i danni alle persone.
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Che cos’è la franchigia

Anche la franchigia è una soglia, ma funziona, in un certo senso, all’opposto rispetto al massimale: è una quota a carico dell’assicurato nel risarcimento del danno, ma al contrario del massimale è una quota minima. In altre parole, è una cifra al di sotto della quale la compagnia non è tenuta a pagare: con una franchigia a 1.000 euro e un danno di 3.000 euro, ad esempio, i primi 1.000 devono essere pagati dall’assicurato di tasca propria, gli altri 2.000 sono a carico della compagnia.

È possibile abbassare la franchigia, ma ovviamente il premio annuo sarà più cospicuo.

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