Rimborso Canone RAI 2021: che cosa è e come ottenerlo

Il canone RAI è un’imposta che deve essere pagata ogni anno e che da qualche tempo viene inserita all’interno della bolletta della luce, ma ci sono dei casi nei quali si può avere diritto all’esenzione dal pagamento e si può richiedere un rimborso. Vediamo quali sono e cosa bisogna fare per ottenere il rimborso del canone RAI 2021.

Rimborso Canone RAI 2021: che cosa è e come ottenerlo

Il canone RAI è un’imposta che ogni italiano è tenuto a sostenere ogni anno, che un tempo doveva essere pagata tramite un bollettino postale. Negli ultimi anni le cose sono cambiate e il canone viene addebitato direttamente sulla bolletta della luce

Esistono comunque alcuni casi in cui è possibile accedere all’esenzione del pagamento del canone RAI o chiedere il rimborso nel caso in cui lo si avesse già pagato e ci si rendesse conto di rientrare nei requisiti per i quali si può beneficiare dell’esenzione. 

Nel caso in cui si volessero ricevere informazioni specifiche sul canone TV, si potrebbe chiamare il numero gratuito 800 938 362, che è disponibile dal lunedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 21:00. Il numero può essere contattato sia dai telefoni fissi sia dai numeri di cellulare. Qualora ci si ritrovasse all’estero, invece, si dovrà chiamare il numero 0039 0687408198, pagando sulla base della tariffa del proprio operatore telefonico. 

Quanto costa il canone RAI

Il canone RAI ha un costo di 90 euro, che vengono suddivisi sulla bolletta della luce in rate di pari importo e che corrispondono a 9 euro al mese. La bolletta viene dunque pagata in un totale di 10 mesi. 

Nel caso in cui la bolletta della luce arrivasse su base bimestrale, allora in fattura sarebbe addebitato il costo di 2 mensilità, ovvero di 18 euro, i quali si sommerebbero al resto degli importi che compongono il costo totale della bolletta. 

Nell’ipotesi in cui non si fosse titolari di un contratto di energia – per esempio nel caso in cui si vivesse in affitto e la fornitura di energia elettrica fosse intestata al proprietario dell’immobile – si potrebbe comunque sostenere il costo del canone RAI tramite modello F24. Un’altra strada possibile è rappresentata dall’addebito sulla pensione

Chi non paga l’imposta dovuta incorre nel pagamento di una sanzione, la quale ha un valore compreso tra i 200 e i 600 euro. Qualora si inviasse un’autocertificazione per non pagare il canone che non corrisponde al vero, le conseguenze sarebbero ancora più gravi in quanto si commetterebbe il reato di truffa. 

Chi deve pagare il Canone

Il pagamento del canone RAI spetta a chiunque sia in possesso di un apparecchio televisivo, ovvero di un dispositivo che sia in grado di ricevere o di trasmettere un segnale, il quale viene diffuso tramite digitale terrestre oppure modalità satellitare. 

La somma da versare non dipende dal numero di televisori che si hanno in casa, quindi ammonta sempre a 90 euro.  La cifra viene quindi pagata una sola volta, a rate, con fatturazione mensile o bimestrale a seconda della cadenza con la quale si riceve la bolletta della luce. 

Chi ha diritto all’esenzione del canone

Come anticipato nelle righe precedenti, ci sono alcuni casi in cui è possibile essere esenti dal pagamento del canone RAI. Nello specifico, lo sono coloro i quali possiedono un apparecchio televisivo, ma hanno superato i 75 anni

Nell’ipotesi in cui, invece, non si abbia alcun apparecchio televisivo in casa, è possibile richiedere il rimborso del canone RAI, presentando l’apposito modulo di esonero. Tale modulo consiste in una dichiarazione sostitutiva o un’autocertificazione, la quale viene fornita direttamente dall’Agenzia delle Entrate. 

La richiesta può essere inviata telematicamente entro la fine di gennaio di ogni anno: la scadenza per richiedere l’esonero per il 2021 è, dunque, fissata al 31 gennaio 2021. 

Come funziona, invece, il canone RAI nel caso in cui si avesse una seconda casa? Si ha diritto all’esenzione o si è tenuti a pagarlo nel caso in cui si utilizzassero dei televisori? La risposta dipende dalla tipologia di utenza domestica che è attiva per la seconda casa. 

Nello specifico:

  • qualora si avesse all’attivo una seconda utenza domestica non residente, allora non si dovrebbe sostenere un secondo canone RAI per la seconda casa;
  • al contrario, nell’ipotesi di una seconda utenza di tipo residenziale, allora il canone RAI andrebbe versato anche sulla seconda casa. 

Se la seconda casa fosse una casa vacanze, il canone non andrebbe invece pagato. 

Come si richiede il rimborso del canone RAI

Nell’ipotesi in cui fossero state pagate la rate del canone RAI, sarebbe possibile inviare una richiesta di rimborso: per ottenerlo, si potrà presentare un’istanza con l’utilizzo dell’applicazione Web. La richiesta di rimborso potrà essere inviata non solo dal titolare dell’utenza elettrica, ma anche dagli eredi o dagli intermediari abilitati. 

In alternativa, se non la si volesse inoltrare telematicamente, si potrebbe inoltrare la richiesta di rimborso inviando una raccomandata all’indirizzo Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Nell’ipotesi in cui la richiesta venisse accolta, si riceverebbe l’accredito di quanto pagato direttamente sulla prima fattura dell’energia elettrica. Nel caso in cui non ci ricevesse il rimborso in questo modo, quindi con versamento diretto da parte del proprio fornitore di energia elettrica, quest’ultimo sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. 

Motivi per i quali si può richiedere il rimborso

Tra i motivi principali per i quali è possibile fare richiesta di rimborso, ci sono:

  • l’essere in possesso dei requisiti di esenzione, quindi aver compiuto 75 anni e avere un reddito complessivo che non superi i 6.713,98 euro;
  • l’essere esenti per effetto di convenzioni internazionali, quali quelle di tipo diplomatico e militare;
  • l’ipotesi in cui il canone sia stato pagato, per errore, due volte da due diversi componenti dello stesso nucleo familiare;
  • nel caso in cui non si avessero televisori in casa: in questa situazione specifica, è necessario inviare una dichiarazione sostitutiva. 

Esiste anche la possibilità di inserire una motivazione diversa rispetto a quelle indicate nel presente elenco, inserendo il codice 6. 

Cosa sono le streaming TV

Mentre un tempo avere un televisore in casa era praticamente la norma e si aveva la tendenza a possedere quasi sempre più di un apparecchio televisivo, oggi la situazione è abbastanza diversa. 

Nonostante il successo delle smart TV, è assai diffusa, soprattutto fra i giovani che vivono in affitto, l’abitudine di utilizzare il PC per poter usufruire di contenuti legati all’informazione o all’intrattenimento. 

Questo cambiamento nella fruizione dei contenuti è stato incentivato anche dalla nascita delle streaming TV, piattaforme che permettono di vedere i programmi di proprio gradimento direttamente online.

Per poterle utilizzare, non serve altro che sottoscrivere un abbonamento e disporre di una connessione Internet casa: migliore sarà la qualità della connessione, migliori saranno, di conseguenza, i contenuti ai quali si potrà avere accesso. 

Il mercato delle streaming TV si è sempre più stratificato nel corso degli anni ed è diventato terreno fertile per la concorrenza, anche perché, in virtù della convenienza dei prezzi proposti, è riuscito a intercettare anche un pubblico di giovani e giovanissimi, con produzioni originali pensate appositamente per soddisfare i loro interessi. 

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 Per esempio, uno degli ultimi arrivati in Italia è Disney+, che propone due diverse tipologie di abbonamento:

  • su base mensile, al costo di 6,99 euro al mese;
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La piattaforma permette di vedere tutti i classici della Disney, assieme alle nuove produzioni, ma anche quelli di Pixar, Star Wars, Marvel e National Geographic. I contenuti potranno essere visti in qualsiasi momento, da un numero massimo di 4 dispositivi in contemporanea. 

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