Decreto Ristori Ter: tutto sul nuovo decreto per sostenere l'economia

Nuovi stanziamenti pari a 2 miliardi per aiutare le aziende nelle zone rosse, rifinanziare i buoni spesa per le famiglie in difficoltà e per implementare i fondi per l'acquisto dei farmaci per la cura del Covid. Ecco quali sono i nuovi provvedimenti contenuti nel Decreto Ristori Ter e cosa potrebbe contenere il Quater

Decreto Ristori Ter: tutto sul nuovo decreto per sostenere l'economia

“I primi segnali in controtendenza dopo le settimane di crescita vertiginosa del contagio si vedono, ma sono ancora del tutto insufficienti. La pressione sui sevizi sanitari è fortissima. L’indice Rt sta calando ma dovrà ancora scendere strutturalmente sotto l’1. Sola allora vedremo risultati più significativi”. Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza riportate dell’ANSA. Il Ministro ha anche aggiunto: “Dovremo ancora resistere per una fase significativa. Guai a interpretare questi primi segnali come un liberi tutti”.

Un lieve miglioramento dunque a distanza di una quindicina di giorni dall’introduzione delle zone rosse e del sistema di chiusure e restrizioni per contenere la seconda ondata di Covid. I numeri del contagio d’altra parte sono ancora preoccupanti, lo dimostrano anche le conclusioni del rapporto settimanale pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità il 20 Novembre: “L’epidemia in Italia si mantiene a livelli critici sia perché l’incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento, sia per gravità con un significativo impatto sui servizi assistenziali”.

Come potrebbero cambiare le misure dal 27 Novembre

Per il momento le zone rosse, quelle sono di fatto in una nuova sorta di lockdown, sono: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Provincia di Bolzano, Campania e Toscana. Si dovrà attendere il 27 Novembre, almeno stando alle ultime notizie diffuse, per capire se la mappa dei contagi permetterà delle riaperture e degli allentamenti nelle misure di contenimento del virus.

In questi giorni si discute molto su come preservare i consumi natalizi. Se la situazione continuerà a migliorare i commercianti e le Regioni richiedono un allentamento delle misure anti contagi per le spese di Natale. Tra gli scenari possibili ci sarebbero:

  • estensione dell’apertura dei negozi fino alle 22 – per evitate assembramenti
  • bar e ristoranti regolarmente aperti a cena – mascherine, distanziamento e limite di 4 persone per tavolo
  • divieto di assembramenti e di vendita di alcolici o cibi all’aperto, quindi solo asporto o servizio ai tavoli
  • prolungamento del coprifuoco fino alle 24

L’applicazione di una o più di quest misure dipenderà dall’andamento dei contagi e dalla situazione delle terapie intensive regionali. Non è detto infatti che la situazione porterà ad un mutamento uniforme in tutta la Penisola. Questi provvedimenti potrebbero essere adottati realisticamente nelle zone gialle.

Sostegni economici, il decreto Ristori Ter

Per quel che riguarda la situazione economica, il Governo ha appena approvato il Decreto Ristori Ter. Si tratta di un ulteriore ampliamento delle misure di sostegno economico alle attività messe in difficoltà dalle chiusure anti Covid 19.Il provvedimento Ristori Ter prevede che questi nuovi fondi per l’emergenza siano ripartiti in questo modo:

  • 1,45 miliardi saranno destinati al finanziamento dei sostegni per le attività economiche chiuse nelle zone rosse
  • 400 milioni di euro sono per rifinanziare i buoni spesa peri i Comuni
  • 100 milioni di euro andranno a rimpinguare il Fondo per l’emergenza sanitaria, in particolare questo stanziamento dovrà servire per l’acquisto dei farmaci anti Covid

Il provvedimento economico Ter ha anche aggiunto alla lista di codici Ateco che riceveranno aiuti a fondo perduto dallo Stato i negozi di calzature. La norma si aggiunge al Decreto Ristori e al Ristori bis che hanno stanziato contributi a fondo perduto per 7,56 miliardi di euro. Il Decreto Ter è stato necessario per reperire i fondi per poter aiutare le attività di ristorazione e i negozi che sono stati costretti alla chiusura visto che anche la Toscana e Campania dal 15 Novembre sono diventate zona rossa.

Con l’approvazione di questo provvedimento è anche stato dato il via libera, dal Consiglio dei Ministri, ad uno scostamento di bilancio da 8 miliardi. Queste risorse, secondo quanto riportato dal comunicato del Consiglio, serviranno al Governo per “adottare misure che, in continuità con quelle precedenti, consentiranno di estendere gli interventi previsti a favore degli operatori economici, per il sostegno dei settori produttivi e per il sostegno dei cittadini, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale”.

Le misure fiscali in discussione nel Ristori Quater

Sono anche state annunciate diverse decisioni che dovrebbero trovare spazio nel prossimo Decreto Ristori Quater, atteso in questa settimana. In particolare, il nuovo provvedimento dovrebbe ufficializzare una proroga delle tasse in scadenza entro la fine dell’anno (misura da 4,8 miliardi si euro), con rinvio acconti IRPEF, IRAP e IRES.

Dalle notizie che circolano lo stop delle imposte potrebbe interessare le imprese che abbiano un fatturato fino a 50 milioni di euro e che abbiano perso almeno il 33% delle proprie entrate.Il calo dei ricavi dovrebbe essere calcolato confrontando i risultati dei primi 6 mesi del 2019 con quelli del 2020. Il decreto dovrebbe anche prorogare le spese legate alla rottamazione delle cartelle e al saldo dei debiti fiscali.

Se le prime ipotesi saranno confermate, il Governo deciderà per un rinvio anche del pagamento dei contributi previdenziali in scadenza a metà Dicembre e per lo stop del versamento dell’acconto IVA, previsto per il 27 Dicembre 2020.

Quali sono i provvedimenti a sostegno dell’economia

Analizzando più in dettaglio l’ultima decisione del Governo ha approvato i Ristori per le nuove zone rosse. Nelle nuove Regione entrate nelle aree a rischio più elevato di contagio le imprese dei settori alberghiere e turistici e di una serie di attività legate alla cura della persona avranno diritto a:

  • proroga delle scadenze per il pagamento del secondo acconto IVA per soggetti che rispettano gli indici di affidabilità fiscale
  • sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa in zone soggette alle nuove misure restrittive
  • anche per le aziende chiuse nelle zone rosse, cancellazione della rata IMU di dicembre per i proprietari e i gestori di locali
  • per chi deve pagare l’affitto di locali commerciali è previsto un credito d’imposta al 60% per ottobre, novembre e dicembre
  • bonus baby sitter, fino a 1000 euro, o congedo parentale Covid per chi ha figli minori di 12 anni o disabili in caso di chiusura delle scuole o dei centri assistenziali

I contributi a fondo perduto saranno distribuiti seguendo quanto già previsto dai due precedenti Decreti. Le somme saranno accreditate direttamente sui conti correnti delle imprese e saranno superiori a quelle già riconosciute nella prima fase di questa emergenza sanitaria.

Le percentuali di indennizzo saranno due volte superiori a quelle del Decreto Rilancio per chi ha negozio o attività costrette alla chiusura totale dal nuovo DPCM, stesso indice sarà applicato anche a chi dovrà rispettare orari ridotti e senza servizio al tavolo o adoperarsi con le consegne a domicilio (come nel caso di pasticcerie, bar, pub, ristoranti e simili).

A quali attività andranno gli indennizzi

Le attività che possono accedere a questi contributi sono quelle che operano con i seguenti codici Ateco

  • 47.19.10 –Grandi magazzini
  • 47.19.90 – Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari
  • 47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa
  • 47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati
  • 47.71.10 – Commercio al dettaglio di confezioni per adulti
  • 47.72.10 – Commercio al dettaglio di calzature e accessori
  • 47.81.01 – Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli
  • 47.82.02 – Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie
  • 47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • 55.10.00 – Alberghi
  • 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie
  • 56.10.41 – Ambulanti alimentari
  • 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili senza cucina
  • 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza
  • 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure
  • 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing
  • 96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari)
  • 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona

Per ottenere il contributo statale è richiesto il domicilio fiscale o sede operativa in Italia sarà anche necessario dimostrare un calo del fatturato.

Come fare domanda per il contributo

Per le attività che avevano già richiesto il contributo a fondo perduto durante il primo lockdown l’accredito sarà automatico. Le altre imprese potranno presentare l’istanza fino al 15 Gennaio 2021 tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Ecco qual è la procedura da seguire per poter inoltrare la richiesta degli aiuti per la propria attività.

Entrate nel vostro profilo sul sito del Fisco, oppure utilizzando le credenziali Spid (Identità digitale) o con la Carta nazionale dei servizi. Tra i menu troverete Fatture e corrispettivi e potrete compilare il modulo per il contributo Covid. La domanda dovrà essere inviata in formato digitale e potrà essere corretta rientrando nella propria istanza e reinviandola, a patto che non il contribuente non abbia già ricevuto risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il sistema ha anche previsto la possibilità di rinunciare all’istanza, attenzione però perché questa opzione implica che l’utente rinunci del tutto al contributo.

Una volta completato l’iter si riceverà una prima comunicazione che certifica la presa in carico della vostra domanda. Successivamente l’ente vi invierà una seconda ricevuta con l’esito positivo o negativo dell’istanza. Nel modulo da compilare i contribuenti dovranno inserire i seguenti dati:

  • codice fiscale di chi richiede il sostegno (persona fisica o giuridica)
  • in caso si attività ereditate il codice del defunto che ha avviato il negozio o l’impresa
  • codice fiscale intermediario (se si affida la pratica ad un commercialista, per esempio)
  • IBAN dell’impresa che dovrà ricevere l’indennizzo
  • ammontare del fatturato nel 2019 e nel 2020
  • per chi ha avviato l’attività nel 2019 si dovrà certificare la data di inizio dell’esercizio e si riceverà la cifra minima (1000 euro per gli autonomi e 2000 euro per le imprese)
  • indicare a quale fascia di fatturato appartiene l’impresa (inferiore a 400 mila euro, tra 400 mila euro e 1 milione di euro o superiore ad 1 milione di euro).

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