Proroga Maggior Tutela bloccata: al via la liberalizzazione di luce e gas da Gennaio 2024

Nessuna proroga Maggior Tutela nel decreto Energia approvato dal Governo: si prosegue sulla strada della liberalizzazione delle tariffe luce e gas, prevista il 10 gennaio 2024 (per le forniture del metano) e il 1° aprile 2024 (per quelle elettriche). Tutte le novità a novembre 2023 e le migliori offerte del Mercato Libero per risparmiare in bolletta su SOStariffe.it.

In 30 secondi

Non ci sarà alcuna proroga Maggior Tutela luce e gas, ecco le novità di novembre 2023:
  1. Via libera al decreto Energia, ma nessuna traccia della proroga Mercato Tutelato
  2. Avanti con la liberalizzazione delle tariffe luce e gas: il 10 gennaio 2024 (gas) e il 1° aprile 2024 (luce)
  3. Cosa cambia dal 2024 per i clienti domestici ancora nel regime delle tariffe fissate dallo Stato
  4. Si può passare al Mercato Libero già da ora: ecco le top offerte luce e gas per risparmiare in bolletta sul comparatore di SOStariffe.it
Proroga Maggior Tutela bloccata: al via la liberalizzazione di luce e gas da Gennaio 2024

La proroga Maggior Tutela non ci sarà. Il decreto Energia approvato lunedì 27 novembre 2023 dal Consiglio dei ministri (Cdm) non prevede alcuno slittamento della fine del Mercato tutelato di luce e gas, le cui scadenze restano quindi fissate al 10 gennaio 2024 per le forniture del metano e al 1° aprile 2024 per quelle dell’energia elettrica.

Nel decreto-legge che ha ottenuto il semaforo verde dal Cdm, dal titolo “Disposizioni urgenti per la sicurezza energetica del Paese, la promozione del ricorso alle fonti rinnovabili di energia, il sostegno alle imprese a forte consumo di energia”, non c’è infatti alcuna traccia del rinvio della cessazione del regime delle tariffe in bolletta fissate dallo Stato, tema che è stato oggetto di un acceso dibattito politico negli ultimi mesi, anche a fronte del pressing di sindacati e associazioni dei consumatori per un posticipo della fine Maggior Tutela.

Prima di analizzare cosa succederà con lo stop al Mercato Tutelato luce e gas dal 2024, è bene ricordare che, sin da ora, è possibile anticipare l’uscita dal Mercato Tutelato e affidarsi alle offerte luce e gas del Mercato Libero, generalmente accomunate da un prezzo più basso della materia prima (costo kWh e costo metano al metro cubo).

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Proroga Maggior Tutela bloccata: via alla liberalizzazione delle tariffe luce e gas

PROROGA MAGGIOR TUTELA BLOCCATA: COSA SAPERE
1 Avanti con la liberalizzazione delle tariffe luce e gas: nel decreto Energia non c’è traccia di una proroga Maggior Tutela
2 Il 10 gennaio 2024 scatta lo stop al regime Tutelato gas
3 Il 1° aprile 2024 è fissata la cessazione della Tutela luce
4 Il passaggio al Mercato Libero di luce e gas riguarda solo i clienti “non vulnerabili”
5 Sarà istituito un tavolo per garantire un passaggio “morbido” per le famiglie alla libera concorrenza

Il decreto Energia appena varato dal Consiglio dei ministri non contiene alcun riferimento alla proroga Maggior Tutela di luce e gas per i clienti domestici non vulnerabili, la cui scadenza non subisce, dunque, alcuna variazione.

Il 10 gennaio 2024, come previsto per legge, scatterà lo stop al regime delle tariffe gas fissate dallo Stato, mentre il 1° aprile 2024 sarà la volta della cessazione di quelle dell’energia elettrica. Questo significa che, dopo tali date, i consumatori ancora nel regime Tutelato (circa un terzo del totale) potranno scegliere liberamente un fornitore del Mercato Libero (dove si servono già gli altri due terzi) e le condizioni tariffarie da esso proposto.

Per quanto riguarda le forniture di metano, qualora il cliente finale non sottoscriva un contratto nel Mercato Libero, a partire dal 10 gennaio 2024 l’attuale venditore continuerà a erogare il servizio a condizioni contrattuali simili a quelle delle offerte “Placet” di gas naturale a prezzo variabile. Per quanto riguarda, invece, le forniture dell’energia elettrica, i clienti domestici che scelgano di “non scegliere” saranno automaticamente “traghettati” nel Servizio a Tutele Graduali (STG), un regime transitorio che durerà 3 anni. È comunque possibile in ogni momento scegliere una qualsiasi offerta nel Mercato Libero.

Ricordiamo che il passaggio dalla Maggior Tutela al Mercato Libero coinvolgerà solo i clienti domestici “non vulnerabili” (circa 5,5 milioni di utenti). Per i clienti “vulnerabili” (4,5 milioni di persone, tra cui anziani over 76, persone con disabilità e percettori dei bonus luce e gas per disagio economico), il regime di Maggior Tutela proseguirà anche dopo il 10 gennaio 2024 per le utenze gas, in quanto potranno accedere al Servizio di Tutela della Vulnerabilità, alle condizioni economiche previste per il servizio di tutela gas definite da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

Pur in assenza di una proroga Maggior Tutela, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha fatto sapere che istituirà un tavolo per studiare modalità di passaggio “morbide” e non traumatiche per le famiglie.

Decreto Energia: le novità salienti del provvedimento

Come si legge in una nota del ministero dell’Energia e della Sicurezza energetica, il decreto Energia approvato lunedì 27 novembre 2023 dal Consiglio dei ministri ha dato l’ok a:

  • un fondo per stimolare la costruzione di impianti rinnovabili in aree idonee;
  • incentivi per le imprese energivore che vogliano decarbonizzare;
  • due aree portuali per l’eolico galleggiante.

Il provvedimento ha introdotto tra l’altro:

  • un fondo per Regioni e Province Autonome da 350 milioni l’anno fino al 2032 per misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale a fronte dell’installazione di impianti rinnovabili in aree idonee;
  • un sistema di incentivazione a installare impianti a fonti rinnovabili rivolto a circa 3.800 imprese a forte consumo di energia elettrica come quelle della chimica, del vetro e del tessile. Queste potranno vedersi anticipare dal GSE gli effetti della realizzazione di questi impianti, da restituire nei successivi venti anni;
  • l’acquisto a prezzo vantaggioso di gas per circa mille aziende gasivore (quali quelle della siderurgia, della carta e del vetro), attraverso il GSE e il rilascio di nuovi titoli per la coltivazione di idrocarburi;
  • semplificazioni per il geotermoelettrico, in particolare per quanto riguarda l’assegnazione delle concessioni;
  • sostegno all’eolico galleggiante nel Mezzogiorno, con l’individuazione di due aree portuali del Sud per sviluppare investimenti nel settore, funzionali a ospitare piattaforme galleggianti.

Con il decreto Energia vogliamo liberare le grandi potenzialità del nostro Paese, per renderlo riferimento nel Mediterraneo sulle rinnovabili: un provvedimento che vale 27,4 miliardi di investimenti. Vogliamo sostenere famiglie e imprese, per renderle ancor più protagoniste di una transizione bilanciata e realistica”, ha spiegato in una nota il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.