Pagamento utenze e affitti e Coronavirus: sospensione bollette gas, luce e cosa sapere

Aumentano i contagi e il Governo vara il decreto Cura Italia per cercare di porre un freno alle conseguenze economiche per cittadini e imprese. Ecco quali saranno le nuove disposizioni su provvedimenti fiscali  e di supporto a famiglie e imprese per far fronte all’emergenza coronavirus e chi sarà interessato dalla sospensione del pagamento delle bollette di luce, gas e utenze

Coronavirus, sospensione dei tributi e delle utenze di luce e gas

Le notizie sul coronavirus si rincorrono e cresce la preoccupazione dei cittadini, i timori non riguardano purtroppo solo la salute. Carceri in rivolta, aziende costrette alla chiusura, l’Italia sottoposta a misure di contenimento del contagio sempre più stringenti. Il bollettino fornito ieri ha visto salire a 31.506 i casi di contagio e i morti per l’infezione da Covid-19 sono arrivati a 2.503. I guariti sono 2.941. In tutto questo però aumentano anche i dubbi dei cittadini per quel che riguarda il pagamento di tributi e utenze.
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Coronavirus, sintomi e numeri utili

Le prescrizioni mediche e di prevenzione del contagio consigliano di mantenere una distanza di un metro tra le persone, di lavarsi spesso le mani con saponi o igienizzanti, di pulire con alcol e candeggina le superfici, di tossire o starnutire nel gomito o in un fazzoletto usa e getta, di evitare i luoghi affollati. Se si ha febbre o tosse non recarsi nei pronto soccorso o dal proprio medico ma telefonare al dottore e chiedere istruzioni o chiamare i numeri per le emergenze.

I sintomi del Covid-19 a cui prestare attenzione sono: febbre alta, tosse secca, fiato corto, mal di testa. Se si hanno dubbi i numeri da contattare sono il 1500 per informazioni o il 112 per emergenze sanitarie. Sono stati attivati anche degli appositi numeri verdi in ciascuna regione:

  • Abruzzo: 800 860 146
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte: 800 333 444
  • Provincia autonoma di Trento: 800 86 73 88
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Trentino Alto Adige: 800 751 751
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 46 23 40

Covid-19: nuovi provvedimenti del Governo

Visto lo stop forzato di molte attività o gli incassi praticamente azzerati in tanti si stanno chiedendo come riusciranno a pagare le bollette, le rate dei mutui e gli affitti alla fine del mese. Il decreto dell’11 Marzo ha allargato le restrizioni su spostamenti e chiusure di negozi, bar e ristoranti a tutta la Penisola. Questo ampliamento della zona rossa però ha reso ancora più confuse le misure di supporto annunciate dal Governo, come la sospensione del pagamento delle utenze.

Il decreto del 28 Febbraio 2020 ha riscritto le scadenze fiscali di quest’anno posticipando il 730 al 30 Settembre 2020. Nei giorni scorsi sono state sospese le attività dell’Agenzia delle Entrate e sono stati chiusi gli sportelli, le pratiche quindi avranno delle proroghe. In ogni caso i termini di riscossioni e contenziosi sono stati sospesi fino a fine Maggio.

Il provvedimento denominato Cura Italia ha poi dato seguito agli annunci di sospensione o posticipo dei versamenti IVA di Marzo. Per i settori martoriati dal coronavirus è stata disposta la sospensioni del versamento dei contributi, delle rate assicurative e delle ritenute d’acconto. Le categorie ritenute più colpite e che quindi potranno avere accesso a questo stop delle scadenze IVA sono quelle turistico-alberghiere e dell’intrattenimento, insieme organizzazione eventi e fiere e anche ai centri scommesse.

Chi non dovesse rientrare nei settori riconosciuti come più svantaggiati avrà solo un posticipo delle scadenze dal 16 Marzo al 20. Per società sportive e dilettantistiche sono stati rimandati fino al 31 Maggio 2020 i versamenti dei canoni di locazione degli impianti. I lavoratori domestici potranno pagare i contributi entro il 10 Giugno 2020.

Il decreto per le zone rosse e la sospensione dei tributi

Uno dei punti centrali per i cittadini però resta piuttosto oscuro, la sospensione dei tributi annunciata a più riprese e già deliberata nel decreto del 28 Febbraio per le prime zone rosse in Lombardia e Veneto è stata estesa? No, la risposta al momento è questa. Il pagamento di acqua, luce, gas e tributi è stato sospeso solo nei 14 comuni che sono stati interessati dalle misure restrittive più stringenti nelle prime settimane di emergenza e durerà solo fino al 30 Aprile.

I comuni dunque a cui sarà applicata questa misura straordinaria restano Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e V0’ Euganeo. I pagamenti di bollette sono solo sospesi, non cancellati, sarà dunque poi necessario capire quali saranno le condizioni con cui si ritornerà alla normalità e si recupereranno tributi e utenze. Lo ripetiamo si tratta di una sospensione e non di una cancellazione delle bollette e delle tasse.

Inizialmente era circolata la notizia che questa misura straordinaria avrebbe potuto liberare da scadenze e pagamento delle bollette gli utenti per 6 mesi, poi il tutto è stato ridimensionato e nel testo approvato il termine della sospensione è stato fissato a 2 mesi circa. Tra le bufale che si stanno diffondendo c’è anche chi sostiene che la sospensione vada avanti per tutto l’anno. Si tratta di notizie false. Invece è confermato che sarà incluso nella sospensione anche il pagamento del Canone Rai, lo si pagherà con la prima bolletta post sospensione e sarà versato in un’unica rata.

L’Arera e la gestione del blocco delle bollette di luce e gas

L’Arera ha avuto mandato di gestire questa situazione straordinaria. Non è di certo il primo caso di sospensione delle fatture, ma come è stato ricordato anche dal Presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini, negli altri casi si trattava di eventi diversi. Questa misura ad esempio è stata applicata in caso di calamità naturali e per sismi come quello che colpì il Centro Italia, in quella situazione particolare la sospensione è andata avanti dal 2016 al 2020.

Come ha riportato il Corriere della Sera, Besseghini ha sottolineato come qualsiasi misura per contrastare il Covid-19 “si applichi nei confronti di consumatori e imprese, infatti, produce effetti sull’equilibrio complessivo del sistema, che vanno previsti e misurati. A differenza di altre emergenze, come alluvioni e terremoti, non ci sono danni strutturali alle utenze e la continuità del servizio è assicurata. L’elemento da valutare in questi casi, come si sta facendo, è limitato ai rapporti contrattuali tra gestori e utenti e alle misure di riconoscimento della parte economica”.

L’Arera nel frattempo ha sospeso le interruzioni di servizio per morosità per clienti in bassa tensione e con non superino un consumo di 200.000 smc. Ci sono anche state compagnie come l’Acea, Iren, A2a e Hera che hanno attivato degli speciali piani di rateizzazione dei pagamenti per gli utenti in difficoltà e che hanno provveduto a sospendere eventuali interruzioni per mancati pagamenti.

Le misure a sostegno di imprese e famiglie

Nel Decreto Cura Italia sono state istituite molte delle misure di supporto straordinario di cui si parlava nelle scorse settimane. Per le famiglie è prevista una sospensione sui mutui per la prima casa tramite il sostegno garantito dal Fondo solidarietà mutui prima casa. Questa misura è estesa anche ai liberi professionisti che possano accertare un calo più alto del 33% del proprio fatturato al 21 Febbraio 2020.

Sono garantiti fino ad un massimo di 600 euro per i genitori che hanno figli minori e che sono comunque costretti a recarsi al lavoro di voucher baby-sitter.  Viene anche concessa l’opzione di 12 giorni, eventualmente prorogabili se la chiusura degli istituti dovesse andare avanti, di congedo parentale.

Sono anche contenute nel decreto delle importanti decisioni in merito ad ammortizzatori sociali e le azioni straordinarie a livello fiscale e tributario, come visto. Nel decreto vengono stabiliti i criteri per accedere alla cassa integrazione e ai Fondi speciali, come il Fondo di integrazione salariale. Restano da chiarire i provvedimenti presi per lavoratori autonomi e stagionali.

La cassa integrazione in deroga è stata allargata a tutte le aziende, anche quelle con meno di 5 dipendenti, che abbiano subito un brusco calo di lavoro a causa dell’emergenza. Il periodo massimo per questo strumento è di 9 settimane.

Anche partite Iva e lavoratori autonomi riceveranno un contributo per sostenere i disagi e le forti crisi di settore che stanno affrontando per la situazione creatasi con il contagio Covid-19. Nel Cura Italia è stato previsto un bonus di 600 euro per i lavoratori stagionali, autonomi, P.IVA, per i dipendenti a con contratti co.co.co., per tutte le figure di lavori di impianti come terme e del settore turistico stagionale.

Anche per lavoratori autonomi del mondo dello spettacolo, del cinema, dei teatri, e gli addetti del mondo della cultura è valido il bonus da 600 euro. In questo caso è previsto un limite di reddito per poter accedere al contributo statale, si devono percepire meno di 50 mila euro l’anno.

Per chi è costretto a recarsi a lavoro sarà aggiunto un bonus di 100 euro alla busta paga e sarà un contributo non sottoposto al conteggio fiscale. Non sono inclusi i lavoratori in smart working.

I divieti a cui attenersi per contenere i contagi

Il decreto diffuso il 9 Marzo nel frattempo ha posto dei precisi divieti e delle norme di comportamento indispensabili per cercare di uscire il più rapidamente possibile dallo stato d’emergenza in cui il Paese è venuto a trovarsi. Ecco in breve cosa è permesso fare e cosa no in tutta Italia:

  • divieto di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico
  • tutti i centri commerciali e i mercati dovranno restare chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Nei normali giorni di lavoro si dovrà rispettare la condizione del metro di distanza tra persone e all’interno dei centri commerciali potranno essere aperti solo supermercati, farmacie e tabacchi
  • farmacie, parafarmacie e negozi di beni alimentari saranno regolarmente aperte, vi si dovrà rispettare il metro di distanza e dovranno essere rispettate le severe norme igieniche
  • chiuse le palestre, i pub, i centri ricreativi, spa, piscine, centri sociali e culturali
  • solo i centri termali hanno delle deroghe per trattamenti sanitari
  • tutti gli eventi e le competizioni sportive sono sospese, anche quelli che finora si sono tenuti a porte chiuse come le partite del campionato di calcio. Sono consentite solo le competizioni organizzate da organismi internazionali ma dovranno svolgersi senza pubblico e in impianti a porte chiuse
  • gli impianti sportivi potranno essere utilizzati per allenamenti di professionisti e non professionisti che il Comitato olimpico e le federazioni riterranno necessari e di interesse nazionali per la partecipazioni ai giochi olimpici

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