Nuove regole WhatsApp: cosa cambia nel 2021

WhatsApp ha chiesto ai suoi utenti di accettare la nuova informativa sulla privacy per poter continuare a utilizzare l'app. La scadenza era prevista per l'8 febbraio ma è stata posticipata al 15 maggio a causa della pioggia di critiche. La piattaforma condividerà alcuni dati con Facebook ma chi utilizza l'app di messaggistica non ha nulla da temere

Nuove regole WhatsApp: cosa cambia nel 2021

In questi giorni WhatsApp è finito nel mirino della critica per aver modificato i termini di utilizzo dei dati degli utenti. L’app di messaggistica apparentemente avrà un rapporto più stretto con Facebook e la cosa non è piaciuta a centinaia di migliaia di suoi clienti in tutto il mondo, che si sono trasferiti su altre piattaforme. Il timore è che l’azienda possa utilizzare le informazioni degli utenti per rafforzare la sua forza nell’ambito marketing con annunci personalizzati o che addirittura violi l’intimità delle conversazioni via chat.

Nuove regole WhatsApp: cosa cambia nel 2021

Il 6 gennaio WhatsApp ha comunicato ai suoi utenti un aggiornamento dell’informativa sulla privacy. Inizialmente se non si accettavano tali condizioni entro l’8 febbraio 2021 non sarebbe stato possibile continuare a utilizzare l’app dopo tale data. A cambiare è la tipologia dei dati che l’app di messaggistica condividerà con Facebook, soprattutto per quanto riguarda le aziende.

WhatsApp infatti è un’azienda di proprietà della multinazionale guidata da Mark Zuckerberg, che l’ha acquisita nel 2014 per una cifra vicina ai 19 miliardi di dollari. A seguito delle polemiche, il colosso di Menlo Park ha comunque deciso di posticipare la scadenza di 3 mesi e più precisamente al 15 maggio 2021.

Nello specifico, le novità più importanti annunciate dall’app sono:

  • La versione aggiornata dei Termini e dell’Informativa sulla privacy fornisce ulteriori dettagli sul modo in cui trattiamo i dati dell’utente, compresa la nostra base giuridica per il trattamento e il nostro impegno in tema di privacy“;
  • Molte aziende si affidano a WhatsApp per comunicare con i propri clienti. Collaboriamo con le aziende che usano Facebook o con terzi per archiviare e gestire al meglio le comunicazioni fra aziende e utenti su WhatsApp“.

Leggendo nel dettaglio l’informativa sulla privacy si chiarisce quali informazioni WhatsApp condividerà con Facebook:

Attualmente, WhatsApp condivide solo alcuni tipi di informazioni con le aziende di Facebook. Le informazioni che condividiamo con le altre aziende di Facebook includono le informazioni sulla registrazione dell’account (come il numero di telefono), i dati delle transazioni, informazioni relative ai servizi, informazioni su come interagisci con gli altri utenti (comprese le aziende) quando utilizzi i nostri Servizi, informazioni sul tuo dispositivo mobile e sul tuo indirizzo IP. Possono includere anche altre informazioni indicate nella sezione «Informazioni raccolte» dell’Informativa sulla privacy o raccolte previa comunicazione o con il tuo consenso“.

Tali dati verranno utilizzati dai partner di Facebook per migliorare i loro servizi e gli annunci pubblicitari. WhatsApp ha inoltre ribadito che il contenuto delle chat rimarrà privato grazie alla crittografia end-to-end, che permette l’accesso alla conversazioni solo al mittente e al ricevente: “Non inviamo o condividiamo il tuo numero di WhatsApp con terzi e non vendiamo e condividiamo, o diamo il vostro numero di telefono agli inserzionisti“.

Nuove regole WhatsApp: cosa cambia per gli utenti italiani

Quali cambiamenti apporteranno effettivamente le nuove regole di WhatsApp per il trattamento dei dati? Dal punto di vista dell’esperienza d’uso non cambierà nulla per gli utenti italiani e in realtà ben poco da quello della privacy. La chat condividerà i dati dei suoi utilizzatori con i partner solo negli Stati Uniti e in diversi Paesi del mondo ma non nell’Unione Europea. Questo perché nei Paesi Ue (Italia compresa) è in vigore il GDPR, ovvero il Regolamento generale sulla protezione dei dati, che prevede norme molto rigide su come le aziende possano utilizzare le informazioni degli utenti.

Tutto ciò che viene condiviso con amici e parenti via chat, che saranno sempre protette dalla crittografia end-to-end, rimarrà privato. WhatsApp così come Facebook non potrà accedere ai contenuti né potranno scambiarsi informazioni sui contatti. I cambiamenti maggiori riguardano quindi WhatsApp Business, ovvero dell’app dedicata alle aziende. Quest’ultime potranno utilizzare i dati degli utenti per inviargli promozioni e sconti, migliorare i loro sistemi di assistenza via chat e altre attività commerciali.

Bisogna inoltre sottolineare che WhatsApp già da tempo condivide alcuni dati con Facebook ma solo per migliorare il suo servizio di messaggistica e risolvere eventuali problemi tecnici non a scopo commerciale o per la pubblicità. Nonostante questo il Garante della Privacy ha dichiarato che i nuovi termini di WhatsApp sono “poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy“.

Siamo a conoscenza del fatto che l’aggiornamento abbia creato un po’ di confusione. Dato che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo“, si legge in una nota di WhatsApp in cui si ribadisce che la nuova informativa non implementa “la capacità di condividere le informazioni con Facebook“.

C’è comunque tempo per decidere se accettare o meno le nuove condizioni imposte dall’app di messaggistica. Nonostante il pulsante “Accetto” sia ben in evidenza è comunque possibile fare tap sul bottone “Non adesso” per posticipare la scelta, ricordandosi però la scadenza del 15 maggio 2021.

App di messaggistica alternative a WhatsApp

Come detto in precedenza, la nuova informativa sulla privacy di WhatsApp ha spinto diversi utenti a spostarsi su altre app di messaggistica. Sia per iOS che per Android esistono infatti molte alternative gratuite al software di proprietà di Facebook. Tra queste c’è Signal, app prima conosciuta per lo più dagli esperti di sicurezza e diventata popolare solo recentemente.

Signal ha visto crescere la sua base di utenti di ben 7,5 milioni in 5 giorni proprio a seguito dell’annuncio di WhatsApp. L’app si distingue per una particolare attenzione alla sicurezza ed è stata sviluppata dalla Signal Foundation, organizzazione non profit che non prevede di inserire pubblicità né cede i dati degli utenti a terzi. La piattaforma utilizzata per tutte le chat un protocollo di crittografia end-to-end prorietario chiamato Signal Protocol e raccoglie pocchissime informazioni sui propri clienti. Tra questi non ci sono i metadati, ovvero principalmente le informazioni associate alla posizione.

I contenuti delle chat sono salvate in locale sul telefono e al posto degli username prevede un codice PIN per identificare un singolo contatto. I messaggi a scomparsa, invece, si cancellano in automatico a seguito della ricezione dopo un lasso di tempo determinato dall’utente. Per il resto Signal condivide con WhatsApp molte funzioni come le chat di gruppo, videochiamate singole e di gruppo, chiamate vocali, etc. A causa di una crescita così esponenziale degli utenti, l’app ha registrato qualche problema tecnico proprio nel giorno in cui annunciava di aver superato i 50 milioni di download. I suoi sviluppatori tramite Twitter hanno promesso di lavorare “il più rapidamente possibile per aumentare la capacità e gestire i picchi di traffico“.

Signal ha diversi sostenitori di spicco tra cui Elon Musk, fondatore di Tesla e Space X, ed Edward Snowden, ex contrator della NSA (National Security Agency) e whistleblower dello scandalo Datagate. Anche Jack Dorsey, CEO di Twitter e Square, afferma di utilizzarla quotidianamente.

Telegram è un’app di messaggistica russa più conosciuta di Signal ma altrettanto attenta alla privacy. Anche la piattaforma sviluppata dai fratelli Durov utilizza la crittografia end-to-end ma solo nelle cosiddette “chat segrete”. Il suo punto di forza sono la presenza dei chatbot e dei canali. Telegram negli ultimi giorni ha visto crescere di 25 milioni la sua già nutrita base di 500 milioni utenti già attivi.

Instagram è una valida alternativa a WhatsApp in quanto con il tempo il social network ha fortemente potenziato le sue funzioni relative alla messaggistica istantanea e lo stesso vale anche per Viber, Messenger, WeChat e Line.

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