Il 5G è pericoloso per la salute? il Caso degli uccelli morti a Roma e quanto è pericolosa un'antenna 5G

In questi ultimi giorni, il 5G è tornato ad essere un argomento d'attualità nonostante il rallentamento dei lavori per l'espansione della rete mobile di nuova generazione dovuto all'emergenza sanitaria in corso. A riportare in prima pagina il 5G è proprio la pandemia di Coronavirus ed una serie di bufale che hanno iniziato a circolare in rete. Facciamo, quindi, il punto sulla sicurezza del 5G e su tutte le notizie apparse online (in particolare sui social) in questi giorni a partire dal caso degli uccelli morti a Roma.

Il 5G è pericoloso per la salute? il Caso degli uccelli morti a Roma e quanto è pericolosa un'antenna 5G

Anche il 5G viene coinvolto tra le notizie legate alla pandemia di Coronavirus che, in questi giorni, rappresenta, chiaramente, l’argomento principale dell’attualità quotidiana. Il nuovo standard di connettività in mobilità è finito nuovamente in prima pagina a causa di alcune notizie correlate ai presunti rischi per la salute ed ad un ancora meno chiaro legame con la diffusione del Coronavirus su scala internazionale.

Ricordiamo che il 5G è già parte integrante del settore di telefonia mobile italiano. Il nuovo standard di connessioni mobili, infatti, è disponibile in Italia (per ora solo in alcune città) grazie agli operatori Vodafone e TIM e nel corso del 2020 è prevista l’apertura della rete 5G anche da parte di WINDTRE e Iliad. Scopri le migliori tariffe per smartphone »

5G rischioso per la salute: le bufale sulla diffusione del Coronavirus

Tra i motivi per cui il 5G è rapidamente tornato ad essere uno degli argomenti più “caldi” del momento ci sono dei presunti collegamenti tra il nuovo standard di connessioni mobili (disponibile in Italia per gli utenti dalla scorsa estate) e la diffusione del Coronavirus. Si tratta, in realtà, di due diverse bufale che, grazie al supporto indiretto dei social network e di siti specializzati in fake news, hanno rapidamente raggiunto diversi utenti.

La prima bufala collega il 5G ed, in particolare, le “onde elettromagnetiche” legate al nuovo standard di connessioni mobili ad un indebolimento delle difese immunitarie delle persone più esposte a tali radiazioni. Questo presunto indebolimento delle difese immunitarie aprirebbe la porta al virus che sarebbe così in grado di contagiare un numero maggiore di persone con gravi effetti sulla salute.

La seconda bufala che collega il 5G e il Coronavirus è ancora più fantasiosa. Secondo questa strampalata teoria, infatti, il virus riuscirebbe a diffondersi più rapidamente proprio grazie alle onde elettromagnetiche del 5G (probabilmente più efficaci di quelle del 4G e degli altri segnali radio secondo l’ideatore della bufala). Per via del 5G, quindi, il Coronavirus sarebbe in grado di estendersi su un territorio più ampio e raggiungere un numero maggiore di persone da contagiare.

Come quasi sempre accade quando in rete emergono notizie di questo tipo, non ci sono alcune prove scientifiche, studi o anche solo teorie con un minimo fondamento empirico che vadano a collegare la diffusione del Coronavirus (la cui trasmissione avviene tra le persone) con la presenza di antenne 5G che garantiscono la possibilità di accedere al nuovo standard di connessioni mobili.

Il presunto collegamento tra 5G e Coronavirus è stato considerato attendibile da alcune persone nel Regno Unito. A peggiorare le cose c’è stato anche un articolo del tabloid Daily Star che descriveva delle teorie fantasiose sul 5G con un titolo abbastanza generico che, tradotto in italiano, suonava più o meno così “il 5G può agire come acceleratore per le malattie”. Lo stesso Daily Star ha modificato successivamente il titolo di quest’articolo mettendo in evidenza il fatto che si trattasse di una teoria senza fondamento. Il nuovo titolo dell’articolo è “Coronavirus: attivisti affermano in maniera bizzarra che il 5G potrebbe agire come “acceleratore” per la malattia”.

La modifica è avvenuta troppo tardi. L’articolo del Daily Star, infatti, è diventato “virale” online tra gli utenti del Regno Unito. Il risultato è la vandalizzazione di oltre 20 torri 5G in diverse parti del Paese, da Liverpool a Birmingham sino a Belfast. Tutte queste torri sono state vandalizzate e, in alcuni casi, date alle fiamme nel giro di pochi giorni, a partire da giovedì scorso.

Il caso degli uccelli morti a Roma

Il caso degli uccelli morti di Roma è un altro tema che, in queste ore, ha visto protagonista il 5G, accusato di aver causato la morte di intero stormo di uccelli nei pressi di Viale del Policlinico. L’evento, in realtà, risale allo scorso 5 febbraio ma la notizia è stata riproposta in queste ore sui social network (le fonti della diffusione sono i soliti account di fake news e bufale).

Alcuni hanno riportato la notizia vedendoci nella morte degli uccelli un segno di sventura che, in qualche modo, anticipava la pandemia di Coronavirus nel nostro Paese. Secondo altri utenti, invece, a causare la morte degli uccelli sarebbero state le “solite” onde elettromagnetiche del 5G. Altri ancora hanno interpretato l’evento come una conferma della diffusione del Coronavirus tra gli animali ed, in particolare, tra i volatili.

In realtà, la morte degli uccelli è legata, molto probabilmente alla caduta di alcuni alberi dovuti al forte vendo che colpii Roma a inizio febbraio. Alcuni alberi avrebbero danneggiato dei cavi elettrici. Gli uccelli sarebbero morti per folgorazione dai fili dell’alta tensione.

I rischi per la salute del 5G e la lotta alle fake news

Il ritorno in prima pagina del 5G, a causa di fake news di vario tipo, conferma ancora volta la necessità di una corretta informazione e soprattutto di un inasprimento della lotta alle bufale ed alle fake news che circolano sul web ed, in particolare, sui social network. Nel Regno Unito dove la vandalizzazione delle torri 5G ha causato ingenti danni economici, il ministro della Cultura Dowden ha contattato Facebook, Google e Twitter per chiedere l’adozione di nuovi strumenti per la lotta alle fake news anche in considerazione dell’emergenza sanitaria in corso.

Google ha già annunciato che su YouTube verranno analizzati e rimossi tutti i video che abbineranno il 5G alla pandemia di Coronavirus. In questo modo, si spera, si riuscirà a contenere il più possibile la diffusione di fake news e si eviteranno casi come la distruzione delle torri di trasmissione avvenuta nel Regno Unito.

E’ utile ricordare, in conclusione, che non esistono conferme scientifiche in merito alla pericolosità di un’antenna 5G. Il nuovo standard di connessioni mobili, infatti, rispetta tutte le normative in materia di emissioni elettromagnetiche (che in Italia sono molto più stringenti rispetto ad altri Paesi europei). Lo sviluppo dello standard 5G va avanti da diversi anni e non si tratta certo di una novità assoluta.

In questi anni, le connessioni che rispettano questo nuovo standard sono state analizzate in modo approfondito e nessuno studio è riuscito ad identificare un rischio, anche minimo, per la salute dell’essere umano. Da tempo, in ogni caso, sulla diffusione del 5G su scala internazionale circolano bufale e fake news di vario tipo ed, in particolare, collegate a possibili rischi per la salute.

E’ importante sottolineare, inoltre, che le analisi sulla rete 5G continuano ancora oggi. La creazione della rete mobile di nuova generazione in Italia, infatti, procede pari passo a controlli e test che hanno l’obiettivo di verificare possibili rischi per la salute. Ad oggi, non esistono evidenze in merito a tali rischi. Ovviamente, anche tutti i collegamenti tra 5G e Coronavirus sono totalmente privi di fondamento.

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