Cassa integrazione 9 settimane: cosa prevede il decreto Cura Italia 

Chiamato decreto “marzo” dai Ministri, ribattezzato decreto “Cura Italia” alla stregua del decreto “Salva Italia” dei tempi di Mario Monti, quando i nostri problemi erano di ben altra natura. Ecco quali sono i contenuti del provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, dalla cassa integrazione alle sospensioni degli adempimenti fiscali.

Tutte le misure del decreto Cura Italia
Tutte le misure del decreto Cura Italia

Cassa integrazione fino a 9 settimane: si tratta di una delle misure più importanti tra quelle presenti nel decreto economico emanato per l’emergenza coronavirus, che prevede l’estensione della durata e dei beneficiari degli ammortizzatori sociali.

Si rivolge, in particolar modo, a tutte le imprese che hanno subito un danneggiamento a causa della chiusura obbligata delle attività: vediamo di seguito come funzionerà e quali sono le altre novità introdotte per sostenere tutti gli italiani all’insegna del “nessuno sarà lasciato solo” presenti nel decreto Cura Italia.

Cassa integrazione fino a 9 settimane: cosa prevede il decreto Cura Italia

Le norme speciali sulla cassa integrazione ordinaria rappresentano una delle misure più rilevanti tra quelle presenti nel nuovo decreto Cura Italia in quanto si pongono come strumento per salvaguardare gli stipendi di tutti i lavoratori e le aziende che hanno dovuto sospendere o rallentare la propria attività.

Sono previste, quindi, ben 9 settimane di ammortizzatori sociali a sostegno delle imprese, fino al mese di agosto 2020. I lavoratori riceveranno un assegno direttamente dall’INPS per coprire il periodo che va tra il 23 febbraio 2020 e il 31 agosto 2020. La domanda per accedere alla cassa integrazione ordinaria o all’assegno ordinario deve essere presentata con la causale “emergenza Covid-19”.

Per l’intero 2020 sono stati stanziati 1.347,1 milioni di euro per la cassa integrazione ordinaria: la procedura di accesso agli ammortizzatori sociali sarà semplificata e i limiti ordinari non saranno più in vigore. Nella pratica, tutte le aziende che in data 23 febbraio 2020 si trovavano in cassa integrazione straordinaria potranno fare richiesta di ricezione dell’assegno ordinario, che potrà avere una durata massima di 9 settimane. Il passaggio alla cassa integrazione ordinaria sospende quella straordinaria in corso.

La domanda di accesso all’assegno ordinario per 9 settimane potrà essere fatta anche dai datori di lavoro che sono iscritti al Fondo di integrazione salariale e che hanno un assegno di solidarietà in corso.

La cassa integrazione in deroga viene estesa a tutti colori i quali sono normalmente esclusivi dalla CIGO e dalla CIGS, ovvero i datori di lavoro privati, che comprendono i lavoratori agricoli, della pesca e del terzo settore. Non vi avranno invece accesso i datori di lavoro domestico. Le singole Regioni avranno la possibilità di autorizzare una cassa di integrazione salariale in deroga a sostegno delle aziende che non dovessero rientrano nelle tutele previste dalla disposizione in vigore, ma che necessitano di supporto a causa dell’emergenza coronavirus.

Decreto Cura Italia e sospensione versamenti

Il sostegno economico apportato dal decreto Cura Italia non si limita unicamente alla Cassa integrazione fino a 9 settimane. Un altro punto fondamentale è rappresentato dalla sospensione del versamento delle ritenute d’acconto:

  • dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Tale sospensione riguarderà le partite IVA con un fatturato fino a 2 milioni e non avrà limiti di ricavo nel caso delle imprese appartenenti ai settori che hanno subito maggiori contraccolpi. I versamenti slitteranno al mese di maggio, quando potranno essere pagati in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020, senza che siano applicati sanzioni e interessi, oppure potranno rateizzate a partire da maggio, con un massimo di 5 rate mensili di pari importo.

Tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 è prevista la sospensione degli adempimenti fiscali, ivi comprese le attività di controllo e di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda il credito d’imposta:

  • ai negozianti che pagano l’affitto di unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale C/1 sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione;
  • è previsto un credito d’imposta al 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro messa in atto per contenere il contagio dal virus COVID-19 fino a una cifra massima di 20.000 euro.

Il sostegno agli autonomi e alle PMI

Ai professionisti in partita IVA attiva in data 23 febbraio 2020, ai co.co.co attivi nella stessa data, che siano iscritti alla Gestione separata e non siano titolati di pensione o di altre forme previdenziali obbligatorie, ai lavoratori agricoli a tempo determinato e a quelli dello spettacolo sarà erogata un’indennità pari a 600 euro per il mese di marzo, che potrà eventualmente essere rinnovata ad aprile con un nuovo decreto.

Le imprese saranno sostenute:

  • con garanzie per prestiti fino a 5 milioni di euro da utilizzare per investimenti o per ristrutturazioni di situazioni debitorie;
  • attraverso un fondo per il Made in Italy:
  • tramite il supporto alla liquidità da parte della Cassa depositi e prestiti S.p.A..

Le PMI potranno fare richiesta di misure di sostegno:

  • per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  • per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  • per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Il sostegno a tutti i lavoratori e ai disoccupati

I termini di scadenza per la presentazione della richiesta di disoccupazione NASPI e Discoll sono stati prolungati da 68 a 128 giorni, mentre i licenziamenti avviati dal 23 febbraio sono stati bloccati.

I permessi retribuiti legati alla legge 104 sono stati aumentati a un totale di 12 giorni sia per il mese di marzo sia per il mese di aprile 2020. È stato introdotto un premio per i lavoratori dipendenti che hanno un reddito che non supera i 40.000 euro l’anno e che continuano a lavorare in sede: riceveranno un bonus di 100 euro in base al numero di giorni lavorativi trascorsi in sede a marzo, che non concorreranno alla formazione del reddito.

Dal 5 marzo 2020, i lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato potranno godere di un congedo dal lavoro indennizzato. La quarantena o il periodo di permanenza domiciliare saranno considerati, ai fini del trattamento economico, come malattia.

Il sostegno alle famiglie

La sospensione dei mutui fino a un massimo di 9 mesi sarà applicata ai lavoratori autonomi che dimostrino di aver subito nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo del fatturato pari o superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019, dovuto alla chiusura o alla sospensione della propria attività per l’emergenza sanitaria. Per accedere al Fondo che permette di sospendere le rate del mutuo della prima casa non dovrà essere presentato l’ISEE.

I lavoratori con figli di età non superiore ai 12 anni avranno diritto a un congedo per il quale è prevista un’indennità pari al 50% della retribuzione, che sarà riconosciuta alternativamente a entrambi in genitori, per un totale di 15 giorni. In alternativa, è possibile beneficiare di un bonus baby sitter del valore di 600 euro.

Dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 sono stati sospesi anche i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria delle Colf.

Il supporto sanitario

La protezione civile potrà, fino al 31 luglio 2020, requisire da soggetti pubblici o privati presidi sanitari e medico-chirurgici, e beni mobili di qualsiasi tipo, che possano essere utili per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Una novità senza eguali riguarderà direttamente i neolaureati in medicina: la laurea in medicina diventerà infatti abilitante senza la necessità di dover sostenere un esame di stato. Questa misura eccezionale mira a irrobustire il Sistema sanitario nazionale, attraverso l’assunzione di 10 mila nuovi medici pronti a fare fronte alle difficoltà attuali tra le quali rientra, tra le altre, la mancanza di camici bianchi.

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