Bonus stufe a pellet e caldaie, ecco quanto puoi risparmiare con l’ecobonus 2019

Detrazioni e sconti del 50% in fattura per spese fino a 96 mila euro entro il 31 dicembre, poi il tetto massimo delle deduzioni scende a 48 mila euro. Ecco quali sono gli incentivi 2019/2020 per chi acquisti stufe a pellet o installi delle caldaie a biomasse o a condensazione. Oltre alle detrazioni dell’Ecobonus si possono anche sfruttare Conto termico 2.0 e bonus per le ristrutturazioni

Ecobonus caldaie e stufe a pellet

Negli ultimi anni l’attenzione del Governo verso i temi ambientali è cresciuta e lo Stato ha cercato di incentivare anche i cittadini ad adottare una gestione più consapevole e responsabile dell’energia elettrica e del gas. Su questo solco sono nati una serie di bonus e di provvedimenti fiscali che puntano a stimolare l’acquisto e l’utilizzo di strumenti meno inquinanti per riscaldare le proprie abitazioni. Si tratta di una serie di supporti per quei cittadini che vogliano aumentare l’efficienza energetica in casa.

Ci sono almeno tre detrazioni che si possono sfruttare, ad esempio, per cambiare le vecchie caldaie con nuovi impianti più green o con stufe a pellet. Le agevolazioni a cui facciamo riferimento sono l’ecobonus, le detrazioni previste per le ristrutturazioni o la riqualificazione degli edifici e infine il Conto Termico. Con questi incentivi si possono richiedere detrazioni o sconti tra il 50% e il 65% della spesa sostenuta, o nel caso dei condomini anche il 75%.

Come risparmiare acquistando caldaie e stufe

La prerogativa indispensabile per accedere a queste deduzioni fiscali da parte dello Stato è che gli interventi realizzati o gli acquisti sostenuti abbiano portato ad una riduzione delle emissioni. In pratica quindi si dovrà garantire che gli importi per cui sia richiesta la detrazione Irpef (bonus ristrutturazioni) o l’incentivo per la riqualificazione energetica (ecobonus) abbiano effettivamente portato ad un innalzamento della qualità energetica della struttura.

Rientrano nei prodotti per cui si possano avanzare le richieste di bonus:

  • caldaie a biomasse
  • caldaie a condensazione
  • camini a biomassa, a pellet o a legna
  • pannelli fotovoltaici
  • pompe di calore
  • spese per la coibentazione di pareti e coperture
  • stufe a pellet
  • termostufe

Fino al 31 dicembre detrazioni fino a 96 mila euro

Restano ancora pochi mesi per poter usufruire delle deduzioni fino a 96 mila euro in vigore con la Legge di Bilancio 2019. In questo provvedimento è stato previsto che alle spese per le ristrutturazioni edilizie, che rispettino le caratteristiche descritte finora, potrà essere applicata una detrazione del 50% con un tetto massimo di 96 mila euro. La nuova Manovra 2020 ha riconfermato questo incentivo ma ha portato la deduzione Irpef al 36% fino ad un importo di 48 mila euro.

Fino al 31 dicembre 2019 saranno ancora valide le condizioni poste dalla precedente legge che ha aperto le detrazioni fino al 50% alle spese sostenute tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2019. Le deduzioni di questo provvedimento riguardano più in generale i lavori di ristrutturazione edilizia compiuti sugli edifici. Per ottenere questi sconti si dovranno pagare le spese per cui si richieda la detrazione tramite bonifico bancario o postale. Sul documento di versamento devono essere riportati:

  • causale del versamento
  • codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento (la ditta o il professionista che esegue i lavori)

Come funziona l’ecobonus

L’Ecobonus è la seconda possibilità di incentivo prevista e quella in cui rientrano direttamente le stufe a pellet e le caldaie. Un utente che decida di acquistare uno di questi prodotti o di cambiare la caldaia ormai vecchia e inquinante con un nuovo impianto più efficiente ed ecologico potrà richiedere l’Ecobonus per la riqualificazione energetica. Anche questo provvedimento è stato esteso fino al 31 dicembre 2019 e, salvo cambiamenti in corsa, è stato riconfermato anche per il 2020.

Una novità rispetto al passato consiste nelle modalità di incentivo che sono state introdotte dal Decreto crescita. Se infatti nella precedente versione della norma si poteva ottenere la detrazione Irpef in 10 anni (l’importo veniva restituito in 10 rate), adesso si può richiedere uno sconto immediato sul prezzo d’acquisto di stufe e caldaie.

Questo sistema però nel 2020 potrebbe subire delle modifiche. Al momento infatti il bonus in fattura è coperto dalle aziende o ditte a cui i clienti si rivolgono. Sono le imprese che anticipano l’importo che poi viene loro restituito dallo Stato. Questo stando alle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, ha svantaggiato le piccole e medie imprese, che hanno in genere una minore liquidità e non sempre possono permettersi questo anticipo di spesa.

Ecco a chi spettano detrazioni del 50% e a chi del 65%

Tornando all’Ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, fino al 31 dicembre 2019 i consumatori avranno diritto al 50% di detrazione Irpef o di sconto in fattura per quei lavori o acquisti che portino la classe energetica dell’appartamento o dell’abitazione a classe A. In particolare, rispetto al tema caldaie è prevista la detrazione Irpef per chi sostituisca l’impianto di riscaldamento obsoleto con una caldaia a condensazione di Classe A.

Il bonus sale al 65% per chi invece procede all’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, o di sistemi di termoregolazione delle classi maggiori alla V. Rientrano negli interventi a detrazione maggiore anche gli impianti ibridi, con pompe di calore e impianti a condensazione.

Per ottenere le detrazioni sarà necessario inviare alcuni documenti all’Enea, dall’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Sul sito dell’ente sono inoltre presenti tutte le indicazioni su come compilare le domande, quando e a chi inviare le pratiche e una sezione con le risposte alle domande più frequenti da parte dei cittadini.

La classifica Enea degli interventi e i tetti di spesa

In dettaglio ecco quali sono i tetti massimi di spesa che possono essere ottenuti come detrazione per caldaie e altri impianti di riscaldamento stando alla classificazione Enea:

  • per le caldaie a biomassa si può richiedere una detrazione del 65% della spesa, con un tetto massimo deducibile di 30 mila euro
  • fino al 65% fino ad un massimo di 30 mila euro per caldaie a condensazione
  • per la riqualificazione energetica globale la spesa massima su cui si può ottenere il 65% della detrazione è circa 154 mila euro, quindi la deduzione massima è intorno 100 euro

È previsto un termine di 90 giorni per l’invio dei documenti all’ente dalla fine dei lavori sia per l’Ecobonus che per le detrazioni ristrutturazione. L’Agenzia ha anche attivato il lunedì, dalle 12 alle 15.50, e il mercoledì, dalle 10.30 alle 14.00, una linea dedicata con i propri tecnici a disposizione degli utenti per rispondere ai loro dubbi.

I documenti da allegare alla domanda

Sul sito inoltre gli utenti dovranno caricare una scheda descrittiva dell’intervento. Ci sono anche dei documenti che l’Agenzia raccomanda ai contribuenti di conservare. Nello specifico per tutti i tipi di impianti di dovrà consegnare:

  • copia certificazione del produttore (o fornitore) delle caldaie e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o di altro tipo di regolazione) che attesti il rispetto dei requisiti tecnici

Per gli impianti con una potenza inferiore ai 100 kW:

  • scheda prodotto o caratteristiche tecniche riportante il valore dell’efficienza energetica stagionale del riscaldamento d’ambiente
  • scheda prodotto del dispositivo di controllo della temperatura

Per sistemi superiori ai 100 kW:

  • attestazione di conformità dei requisiti tecnici da parte di un architetto, geometra, ingegnere o perito iscritto al proprio Albo professionale

Il Conto Termico 2.0 e le detrazioni

Infine, con il Conto Termico si può ottenere un contributo pari al 65% delle spese sostenute. Il Conto Termico 2.0 viene gestito dal Gestore Servizi energetici, società controllata dal Ministero dell’Economia e della Finanza. Questo incentivo era riservato alle PA, ma una modifica ha ampliato la platea dei richiedenti includendo anche le cooperative. Potrebbe quindi essere utile conoscere le condizioni che permettono di avanzare richiesta.

Il contributo è, anche in questo caso, per interventi che accrescano l’efficientamento energetico dei palazzi con l’installazione di caldaie, stufe e termocamini. Il contributo cresce all’aumentare del miglioramento delle condizioni ecologiche garantite dal nuovo impianto in termini di emissioni.

Questo contributo può variare tra il 65% delle spese e il 40 % in base al tipo di intervento:

  • per la demolizione e ricostruzione di edifici a energia quasi zero è fino al 65%
  • sempre fino al 65% per sostituzione degli impianti tradizionali con impianti a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, ma anche per chi scelga sistemi ibridi e solari termici
  • scende al 55% per isolamento termico, sostituzione infissi e installazione o sostituzione caldaia o impianti di calore
  • fino al 50% per il solo isolamento termico
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento di copertura e pareti, infissi, installazione di schermature solari e di tecnologie di building automation o per la sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione

Con il Conto Termico inoltre i soggetti privati e le cooperative potranno ottenere un finanziamento del 50% dei costi per la diagnosi energetica e per l’Attestato di prestazione energetica delle strutture.

I contributi ottenuti con questa soluzione vengono riconosciuti entro 3 mesi dai lavori e sono erogati in un’unica soluzione se non superano i 5 mila euro. Se invece sarà riconosciuto un importo maggiore a 5 mila euro, il contributo sarà erogato in 2 rate: la prima entro i 90 giorni e la seconda l’anno successivo ai lavori.

Le deduzioni per le stufe a pellet

Chi non voglia installare un intero impianto ma ritenga che per le dimensioni del proprio appartamento o della propria casa sia sufficiente una stufa può ottenere le detrazioni o gli incentivi all’acquisto per le stufe a pellet. Il pellet è infatti uno scarto della legna ed è anche decisamente economico, ma per piccoli ambienti.

Per questa soluzione, come per le diverse caldaie è possibile sia ottenere lo sconto immediato che la detrazione che varierà tra il 50% e il 65%. Si potrà accedere alla deduzione del 50% se la stufa sarà acquistata e installata come parte di un’operazione di ristrutturazione edilizia, mentre se rientrerà nelle spese per l’incremento dell’efficienza energetica dell’abitazione la detrazione salirà al 65%.

Nella manovra di Bilancio 2020 è stato prorogato anche questo contributo. Per questo tipo di incentivo la spesa massima detraibile è inferiore a quelle viste per le caldaie, infatti si ferma a 30 mila euro e si potrà richiederla inviando la documentazione descritta in precedenza all’Enea entro 90 giorni dal termine dei lavori.

Il risparmio inizia dalle bollette

Quelli descritti sono gli strumenti per ottenere degli sconti sugli interventi di sostituzione o installazione di caldaie e stufe. Se volete per iniziare a risparmiare e a gestire meglio la spesa energetica di casa potrete però anche utilizzare il comparatore di SosTariffe.it e conoscere le migliori offerte luce e gas con energia verde del momento.

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