Bonus Giovani 2020: come richiederlo e a chi spetta

Cos’è il bonus Giovani 2020? Si tratta di un contributo per incentivare le assunzioni dei giovani under 35enni. Ecco come fare domanda all’Inps e quali sono i requisiti per poter accedere a questa agevolazione contributiva. Tutte le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020

Bonus Lavoro per Giovani under 35 anni, come funziona

Il tasso di disoccupazione a Gennaio è stato del 9.8%, un dato stabile rispetto a quello del Dicembre 2019. Ad essere preoccupante però è stato il dato sulla disoccupazione giovanile, intesa come quella dei cittadini tra i 15 e i 24 anni, pari al 28.9% a Dicembre 2019 e salito a 29.3% a Gennaio 2020.  Il dato di occupati tra le persone da 25 anni a 34 ha segnato un meno 28 mila unità.

E questa è solo una piccola porzione delle statistiche sui dati del lavoro giovanile. Gli aggiornamenti sulle condizioni del mercato del lavoro post coronavirus sono ancora da definire, ma di certo ci si attende un peggioramento per le fasce già in difficoltà.

A mitigare questa situazione dovrebbero intervenire le misure del Governo per cercare di contrastare la crisi economica che si è sviluppata come conseguenza del lockdown per il contenimento del coronavirus. I prestiti a tassi agevolati con garanzie statali e le misure per sostenere le imprese in questa seconda Fase dell’emergenza mirano proprio a cercare di scongiurare le chiusure e i licenziamenti di migliaia di lavoratori.

Come funziona il Bonus Giovani

Oltre ai decreti straordinari, ci sono anche provvedimenti già messi in atto negli anni scorsi che sono stati rinnovati e che mirano a creare nuove opportunità di lavoro per gli under 35 enni. In particolare in questa guida analizzeremo il Bonus Lavoro, o Bonus Giovani,  e le condizioni per poter farne domanda.

Il 28 Marzo l’Inps ha pubblicato le indicazioni per poter fare domanda per ottenere quest’agevolazione. Il Bonus in questione infatti consiste in un esonero o una riduzione contributiva per chi assume giovani con meno di 35 anni. Questo incentivo potrà essere richiesto solo da chi propone contratti subordinati a tempo indeterminato.

In Italia costi del lavoro troppo alti

Il provvedimento quindi consiste in una diminuzione dei costi legati al lavoratore per il datore di lavoro. Nel Giugno 2019 è stato pubblicato un report sui costi del lavoro nelle diverse regioni dell’Unione Europea.

Le ricerche Eurostat hanno mostrato come a livello di costi non salariali, quindi quelli contributivi e sociali a carico dei datori di lavoro, i paesi con le spese più elevate siano stati: Francia (32,6 %), Svezia (32,3 %), Lituania (29,2 %) e Italia (28,4 %). Il doppio di paesi come Malta o della Danimarca.

Le modifiche allo sgravio contributivo 2020

Il Bonus Lavoro riservato agli under 35 enni è stato introdotto nel 2017 e poi prorogato nel 2018 con il Decreto Dignità. Il provvedimento è stato pensato per agire proprio su una riduzione della voce di spesa più pesante per chi offre lavoro in Italia. Lo sgravio fiscale dei contributi INPS nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto incentivare le assunzioni di giovani.

Con la Manovra finanziaria approvata nel 2019 è stata introdotta qualche modifica alle precedenti versioni di questa misura. Innanzitutto, dal 2021 il Bonus Lavoro Giovani varrà solo per le assunzioni di persone che abbiano fino a 30 anni d’età, è invece stato confermato il tetto dei 35 anni per il 2020.

Il funzionamento del Bonus è rimasto pressoché identico agli anni precedenti:

  • i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro vengono dimezzati per tre anni se si assume un dipendente con meno di 35 anni a tempo indeterminato
  • viene concesso un esonero fino a 3000 euro annui, la soglia massima mensile è di 250 euro
  • lo sgravio sarà del 100% per le assunzioni nelle Regioni del Sud Italia

Nella Legge di Bilancio è stato stabilito che la decurtazione delle spese contributive potrà essere applicata anche per quei datori che trasformeranno un contatto a termine in indeterminato.

Per quali lavoratori varrà il Bonus

Il Bonus non potrà essere richiesto per chiunque, i beneficiari della misura dovranno assicurarsi che gli under 35enni che vogliano assumere:

  • non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato
  • non abbiano richiesto altre agevolazioni fiscali per l’assunzione
  • non siano lavoratori domestici

Quali aziende lo possono richiedere

Se queste sono le condizioni per i dipendenti, sono previste anche delle specifiche categorie di imprese che possono utilizzare questo incentivo. Così come riportato nella circolare dell’INPS sono riconosciuti come datori di lavoro che possono richiedere il bonus:

  • gli enti pubblici economici
  • gli Istituti autonomi case popolari
  • gli enti che sono diventati società di capitali
  • le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato purché iscritte nel registro delle persone giuridiche
  • le aziende speciali costituite anche in consorzio
  • i consorzi di bonifica
  • i consorzi industriali
  • gli enti morali ed ecclesiastici

 

 

 

Non hanno invece accesso a questa misura le amministrazioni statali e le aziende dello Stato, Regioni, province e città metropolitane; anche le Unioni di comuni, le Comunità montane e isolane e in genere gli enti e i consorzi di aree. Sono escluse anche le Università e le Camere di commercio.

Volendo generalizzare si potrebbero includere in questo elenco di esclusi gli enti pubblici e delle pubbliche amministrazioni, le aziende sanitarie e ospedaliere, gli organi come la Banca d’Italia e la Consob.

Le condizioni di esclusione o rifiuto del Bonus

Per le aziende a cui è consentito ottenere lo sgravio per le assunzioni di giovani sono poste alcune condizioni che se non rispettate portano al rifiuto della domanda di bonus. Ecco quanto riporta l’INPS nella circolare rispetto ai casi di negazione del contributo: “l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine che abbia manifestato per iscritto, entro sei mesi dalla cessazione del rapporto (tre mesi per i rapporti stagionali), la propria volontà di essere riassunto”.

Il secondo caso in cui l’esonero può essere rifiutato è quello in cui “il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione”.

Misura compatibile con altri incentivi come la NASPI

Il Bonus lavoro non entra in conflitto con altre misure come quelle che incentivano le assunzioni dei lavoratori che hanno beneficiato della NASPI o per chi ha avuto un contributo per l’impiego di lavoratori con disabilità. La misura inoltre può essere richiesta anche da chi ha avuto accesso ai contributi per incentivare le assunzioni al Sud e per implementare l’occupazione tra i NEET ( i giovani che non studiano e non lavorano).

L’unico caso in cui il bonus non è ritenuto cumulabile ad altri incentivi è quando si tratti di esoneri o riduzioni “delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, limitatamente al periodo di applicazione degli stessi”. Il caso citato anche dalla circolare dell’INPS è quello delle misure per incentivare l’occupazione di donne senza impiego da almeno 2 anni. In casi del genere però si potrà usufruire prima di un contributo e poi dell’altro incentivo.

 

 

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