TAN e TAEG: cosa sono e cosa indicano


Quando si parla di mutui e, dunque, di finanziamenti, ci sono due termini ricorrenti che contribuiscono a fare la differenza nella modalità con la quale saranno rimborsati i soldi presi in prestito: il tasso di interesse TAN, che è l’acronimo di Tasso Annuale Nominale, e TAEG, che invece sta per Tasso Annuo Effettivo Globale d’interesse.

TAN e TAEG: cosa sono e cosa indicano

Si tratta di due parametri molto significativi quando si vuole quantificare il costo reale di un finanziamento richiesto, per esempio, per l’acquisto di un immobile. Confrontare TAN e TAEG può risultare dunque indispensabile per valutare il tipo di mutuo che avrà i tassi di interesse più bassi: quale parametro sarà necessario prendere maggiormente in considerazione? Qual è, invece, il tasso di interesse più conveniente quando si vuole fare un mutuo per la casa?

Ecco di seguito una panoramica dettagliata sul significato dei due termini, su quali aspetti focalizzarsi e su quanto può essere vantaggioso o sconveniente optare per un mutuo con un tasso di interesse fisso oppure per uno con un tasso di interesse variabile.

Cos’è il TAN?

Il TAN è il tasso di interesse applicato dalla banca, il cui calcolo varia a seconda che un mutuo sia a tasso fisso o variabile. Il Tasso Annuale Nominale corrisponde al tasso di interesse, espresso in termini percentuali, che viene applicato ogni anno sul capitale erogato. Si tratta, in altra parole, del tasso di interesse puro, ovvero la somma che si versa al finanziatore in un anno calcolata sulla base dell’importo pagato. In genere, nei normali piani di ammortamento, il TAN non viene pagato a fine anno in un’unica soluzione, ma suddiviso in rate con scadenza prestabilita. Per esempio, nel piano di ammortamento alla francese, gli interessi che vengono rimborsati in un primo periodo sono superiori alla quota capitale, e vanno diminuendo man mano che si accorcia la durata del finanziamento.

Cos’è il TAEG

Il TAEG, invece, è un tasso che non viene applicato sul calcolo delle rate di rimborso. È un parametro che indica qual è il costo globale del prestito o del mutuo, e di conseguenza comprende tutte le spese obbligatorie da pagare all’apertura e alla chiusura di un mutuo o di un finanziamento. La funzione del TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale d’interesse, è, pertanto, più di tipo informativo, nel senso che serve a calcolare quale sarà il costo complessivo per un finanziamento di qualsiasi tipo.

Sulla base della Direttiva europea 90/88/CEE, le spese obbligatori previste dal TAEG, detto anche Isc (Indicatore sintetico costo), sono le seguenti:

  • l’imposta sostitutiva;

  • le spese di istruttoria dell’istituito di credito;

  • il costo della perizia del tecnico della banca;

  • le spese di gestione della pratica, come quelle di incasso rata, quelle per le operazioni di pagamento o i costi per le comunicazioni periodiche;

  • le spese di mediazione creditizia se interviene una società di consulenza;

  • le polizze obbligatorie, quali quella scoppio e incendio sul fabbricato.

Il TAEG non annovera le spese notarili.

In molti ritengono che per trovare il miglior mutuo disponibile sia necessario confrontare i TAN: nella pratica, per individuare qual è il mutuo più conveniente l’indicatore che bisognerebbe comparare è invece il TAEG. Per farlo basta mettere a confronto la documentazione informativa dei vari finanziamenti e avere con precisione la stima di quale avrà il costo maggiore o minore.

Su SosTariffe.it è disponibile un comparatore online gratuito che mette a confronto il TAEG previsto dai vari istituti di credito per i prestiti per l’apertura di un mutuo, che permette di valutare la soluzione migliore grazie a un filtro di ricerca comprendente i seguenti parametri:

  • l’importo del mutuo da sostenere;

  • la tipologia di tasso di interesse (variabile, fisso, misto);

  • la propria provincia di residenza;

  • la durata del finanziamento;

  • la propria età e il valore medio mensile dello stipendio percepito.

Dopo avere inserito i valori sopra indicati, sarà possibile avere a disposizione una tabella con l’elenco completo delle banche disponibili, disposte secondo un ordine progressivo che prende in considerazione il costo della rata mensile, il TAEG applicato, il costo fisso, quello dell’istruttoria e quello della perizia. In questo momento la banca con il TAEG più basso, pari all’1,12%, è Hello Bank!, la banca online del gruppo BNL.

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TAN e TAEG: esempi

Riportiamo due esempi di finanziamento per comprendere meglio le differenze esistenti fra i due indicatori.

 

TAN

TAEG

Importo richiesto

10.000 €

10.000 €

Durata del finanziamento

60 mesi

60 mesi

Importo rata

193,33 €

206,66 €*

Spese apertura pratica, gestione e polizze obbligatorie

800 €

 

6,00 % TAN

7,60 % TAEG

*La rata è stata calcolata nel modo seguente: 193,33 € + (800 € : 60 mesi ) = 206,66 €

Dopo aver ribadito che nel valutare il finanziamento per un mutuo è consigliabile fare un confronto fra i TAEG, ricordiamo le diverse tipologie di muto esistenti e quali sono i vantaggi che le caratterizzano. Nello specifico, saranno analizzati:

  • i mutui con un tasso di interesse fisso;

  • i mutui con un tasso di interesse variabile;

  • i mutui con tasso misto.

Cos’è il mutuo a tasso fisso?

Con mutuo a tasso fisso si intende un finanziamento che ha una rata a importo mensile costante per tutta la sua durata. Il tasso fa riferimento all’IRS, Interest Rate Swap, noto anche come Eurirs (il tasso base usato di solito per il calcolo degli interessi fissi) al quale si aggiunge lo spread della banca, che in genere ha valore compreso fra lo 0,5% e il 3%.

Il mutuatario che opta per un tasso fisso saprà già, nel momento in cui sottoscrive il contratto, quale sarà la durata del suo mutuo, quanto costerà ogni singola rata e la cifra complessiva che dovrà rimborsare all’istituito di credito che ha concesso il finanziamento.

Vantaggi e svantaggi del mutuo a tasso fisso

Uno dei punti di forza di un mutuo con tasso di interesse fisso è rappresentato dalla sicurezza data al mutuatario che, nel periodo stabilito, quello della durata dell’ammortamento, pagherà sempre la stessa quota. Quest’ultima non potrà subire variazione alcuna. In tal senso, sarà molto più pratico poter organizzare il proprio budget mensile e gestire la rata del mutuo in relazione a tutte le altre spese da dover sostenere.

D’altro canto, il principale svantaggio di un finanziamento a tasso fisso si lega al costo, che è generalmente più oneroso. In più, il mutuo a tasso fisso non potrà usufruire di eventuali agevolazioni sui tassi che le oscillazioni dei mercati a volte generano, ma è comunque possibile tentare nel tempo di abbassare il proprio tasso di interesse fisso ricorrendo a una surroga.

Il mutuo a tasso fisso è in genere consigliato ai lavoratori dipendenti, che hanno uno stipendio mensile fisso e la necessità di pianificare le proprie spese, cercando di ridurre al minimo gli imprevisti. In più, un mutuo con un interesse di questo tipo rappresenta una buona soluzione anche per tutti coloro che non hanno intenzione di correre dei rischi e vogliono conoscere la cifra effettiva da pagare mese per mese.

Cos’è il mutuo a tasso variabile?

Per quanto riguarda, invece, il mutuo a tasso variabile si tratta di un finanziamento nel quale il tasso di interesse dipende dall’oscillazione di un indice finanziario di riferimento, chiamato Euribor. Se questo tasso sale, allora aumenta anche l’importo della rata, che al contrario diminuisce all’abbassarsi dell’Euribor. Chi sceglie questa tipologia di mutuo è perfettamente consapevole della variabilità delle rate mensili. Uno degli aspetti che spesso vengono considerati consiste nel fatto che gli importi delle rate iniziali di un mutuo a tasso variabile sono più bassi rispetto a quelle di un mutuo a tasso fisso.

In questo particolare momento, le politiche monetarie messe in atto dalla Banca centrale europea e la riduzione dello spread, hanno reso la sottoscrizione di nuovi mutui molto vantaggiosa, in quanto i tassi di interesse – sia i fissi sia i variabili – si trovano ai minimi storici e risulta conveniente, anche per chi ha già un mutuo all’attivo, andare alla ricerca di una surroga e tentare di abbassare gli interessi sulle rate mensili.

Vantaggi e svantaggi del mutuo a tasso variabile

Come già anticipato, uno degli aspetti più significativi della convenienza di un mutuo a tasso variabile è rappresentato dal fatto che l’importo delle prime rate è ridotto rispetto a quelle del mutuo a tasso fisso. Inoltre, al diminuire dell’inflazione, chi ha scelto questa tipologia di pagamento avrà dei vantaggi in quanto l’importo della rata da pagare sarà più basso. Il tasso variabile dipende dalle oscillazioni del mercato: questo aspetto può rappresentare uno svantaggio che però si conosce fin dall’inizio, per questo è la migliore soluzione per chi non ha paura di rischiare.

Chi è il target ideale del mutuo con tasso di interesse variabile? Sicuramente un mutuatario che vorrebbe ottenere un ritorno economico derivante dalle dinamiche di mercato, quindi una persona flessibile, consapevole di quanto peso potrà avere sul suo patrimonio un’eventuale variazione in negativo o in positivo del costo di una rata mensile. Per questo motivo, il mutuo a tasso variabile viene in genere scelto da chi ha un reddito medio/alto, in grado di sostenere senza particolari difficoltà le variazioni improvvise dovute all’aumento dei tassi.

Cos’è il mutuo a tasso misto

Nel tempo, è stata ideata una terza soluzione che prende il nome di mutuo a tasso misto, nato dalla fusione fra il tasso fisso e il tasso variabile. Si tratta di una particolare tipologia di mutuo nel quale è possibile passare da un tasso fisso a uno variabile – e viceversa – in base a quelle che sono le condizioni stabilite nel contratto e alle scadenze fissate. In genere, è il mutuo preferito da chi è alla ricerca di una soluzione intermedia fra i vantaggi e gli svantaggi dei tassi fisso e variabile.

Ricapitolando:

  • il mutuo con tasso di interesse fisso prevede una rata con importo fisso per tutta la durata del finanziamento. Il tasso viene calcolato sulla base dell’Eurirs e dello spread della banca. Le rate del mutuo sono in genere più alte nel periodo iniziale;

  • il mutuo con tasso di interesse variabile, invece, comporta un tasso che varia in relazione all’andamento dell’Euribor, legato alla politica finanziaria stabilita dalla Banca centrale europea. Questa tipologia di mutuo prevede rate più basse nel periodo iniziale;

  • il tasso di interesse misto è quello che combina il tasso fisso al tasso variabile, garantendo al mutuatario una rata di tipo variabile.

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