Rideterminazione saldo conto corrente: cos’ha stabilito la Cassazione

Saldo conto corrente con nuove disposizioni stabilite dalla Cassazione sulla legittimità della capitalizzazione infrannuale degli interessi per verificare se una banca debba o meno restituire somme indebitamente percepite al correntista. Tutte le novità su SOStariffe.it, con le migliori offerte conto corrente a dicembre 2023.

In 30 secondi

Saldo conto corrente, le novità previste dopo la sentenza della Cassazione nelle controversie tra cliente e banca:
  1. È legittimo per un correntista chiedere l'accertamento giudiziale sulla capitalizzazione infrannuale degli interessi
  2. Nell'eventualità, far dichiarare la nullità degli addebiti illegittimi sul proprio conto
  3. Rideterminare il saldo conto corrente con un maggior credito disponibile
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Rideterminazione saldo conto corrente: cos’ha stabilito la Cassazione

Quando il cliente può contestare alla propria banca addebiti illegittimi sul proprio conto e chiedere la rideterminazione del saldo conto corrente?

Quando è possibile richiedere un accertamento giudiziale per verificare se la banca abbia rispettato o meno le leggi e le norme vigenti sull’anatocismo, cioè la produzione di interessi da altri interessi scaduti e non pagati, su un determinato capitale? E, quindi, se l’istituto di credito debba o meno rifondere al correntista le somme indebitamente prelevate dal suo conto?

La questione è complessa, ma importante: riguarda la tutela dei diritti dei risparmiatori in caso di controversia con una banca. Di seguito scopriremo le risposte a queste domande su un tema che disciplina i rapporti contrattuali tra cliente e istituto di credito.

In particolare, che cosa cambia alla luce delle ultime novità destinate a fare giurisprudenza dopo una sentenza della Corte di Cassazione che si è pronunciata sulla legittimità o meno di questi controlli e sulla rideterminazione del saldo conto corrente.

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Saldo conto corrente: dalla Cassazione le regole per la tutela dei risparmiatori

LE PAROLE CHIAVE SPIEGAZIONE
Anatocismo e interesse composto
  • L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi che sono già maturati su una somma dovuta
  • Gli interessi maturati si trasformano in capitale (in linguaggio tecnico si dice che si “capitalizzano”) ossia sono sommati all’importo dovuto e producono a loro volta interessi: è in questo caso che si parla di interesse composto
Interessi creditori (o attivi)
  • Sono gli interessi spettanti al cliente sulle somme depositate (il cosiddetto saldo attivo)
Interessi debitori (o passivi)
  • Sono gli interessi dovuti dal cliente per l’utilizzo delle somme messe a disposizione dalla banca

La capitalizzazione infrannuale degli interessi sul saldo conto corrente deve rispettare i criteri fissati dalla delibera CICR (Comitato Interministeriale per il Credito) del 9 febbraio 2000. E la legittimità dell’operazione dipende dalla corrispondenza tra il tasso annuo nominale (TAN) e quello effettivo (TAE). Ma nel momento in cui i due tassi coincidono, non si registra un aumento effettivo degli interessi, di conseguenza il saldo conto corrente deve essere rideterminato senza anatocismo (ovvero la capitalizzazione degli interessi sugli interessi).

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione (Sez. I, Ord., 03/07/2023, n. 18664) chiamata in causa da un correntista che ha fatto ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano che confermava il saldo debitore richiesto dal Gruppo Montepaschi. Secondo il titolare del conto corrente c’era stata una violazione della normativa sull’anatocismo, in quanto si rilevava un’assenza di un incremento effettivo del tasso degli interessi attivi e, quindi, era necessaria una rideterminazione del saldo conto corrente.

Con la sentenza della Cassazione, in merito alla rideterminazione saldo conto corrente, un correntista ha diritto a richiedere un accertamento giudiziale sulla nullità delle clausole anatocistiche prima della chiusura del proprio conto bancario. Gli obiettivi sono di:

  • ottenere la ripetibilità delle somme illecitamente percepite dalla banca;
  • evitare annotazioni illegittime nel futuro;
  • dichiarare la nullità di addebiti illegittimi; 
  • ottenere un saldo corretto, con una maggiore disponibilità di credito.

Il risultato di questa legittima rideterminazione saldo conto corrente è che il cliente di una banca ha il diritto alla restituzione degli interessi pagati indebitamente.

Anche di recente la Cassazione si era pronunciata sulla questione: “In tema di conto corrente bancario, il correntista ha interesse all’accertamento giudiziale, prima della chiusura del conto, della nullità delle clausole anatocistiche e dell’entità del saldo parziale ricalcolato, depurato delle appostazioni illegittime, con ripetibilità delle somme illecitamente riscosse dalla banca, atteso che tale interesse mira al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile e non attingibile senza la pronuncia del giudice, consistente nell’esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime, nel ripristino di una maggiore estensione dell’affidamento concessogli e nella riduzione dell’importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere alla cessazione del rapporto“, avevano argomentato i giudici della Suprema Corte.

Dunque, anche con l’ultima sentenza, la Cassazione ha ribadito quanto aveva già stabilito in passato, ossia che il correntista, vista l’illegittimità dell’addebito sul conto, può agire in giudizio per far dichiarare la nullità del titolo su cui quell’addebito si basa e, di conseguenza, per ottenere una rettifica del saldo conto corrente. In questo modo, potrà recuperare una maggiore disponibilità di credito entro i limiti del fido concessogli dalla banca stessa.

Saldo conto corrente: come si calcolano gli interessi a Dicembre 2023

È utile a questo proposito per i correntisti sapere come si calcolano gli interessi e quando devono essere pagati. È opportuno ricordare almeno queste semplici regole dettate dalla Banca d’Italia:

  • regola 1: gli interessi passivi maturati non possono produrre altri interessi;
  • regola 2: gli interessi passivi e attivi devono essere calcolati con la stessa periodicità, ovvero secondo lo stesso intervallo di tempo;
  • regola 3: il periodo di conteggio degli interessi non può essere inferiore a un anno e il termine per il calcolo è fissato a una data certa, che è il 31 dicembre di ciascun anno. Ciò significa che per il calcolo degli interessi passivi il periodo di riferimento non può più essere, per esempio, il trimestre. Per quelli attivi il contratto potrebbe prevedere, a vantaggio del cliente, un periodo di calcolo inferiore all’anno;
  • regola 4: gli interessi passivi sono calcolati al 31 dicembre di ogni anno anche in caso di contratti stipulati in corso d’anno e, comunque, al termine del rapporto;
  • regola 5: gli interessi passivi calcolati al 31 dicembre di ogni anno non sono dovuti a quella data, ma al 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.