Quando si spengono i riscaldamenti

Oramai ci siamo. La primavera è iniziata da pochi giorni e le temperature medie registrano una progressiva crescita in buona parte del Paese. Chi ha un riscaldamento autonomo sta già iniziando ad utilizzarlo con sempre minor frequenza mentre i sistemi di riscaldamento si avviano verso lo spegnimento e torneranno in attività solo tra circa sei mesi. Ecco quando si spengono i riscaldamenti nelle varie regioni italiani. 

La primavera è iniziata ed i riscaldamenti iniziano a spegnersi

La primavera è appena iniziata e le temperature medie in varie zone d’Italia iniziano ad essere già molto più alte rispetto a quanto registrato nelle scorse settimane, soprattutto durante le ore del giorno. Nelle prossime settimane, questa tendenza diventerà sempre più chiara ed il clima primaverile riguarderà buona parte del Paese.

Chi ha un riscaldamento autonomo in casa, molto probabilmente, ha già drasticamente ridotto le ore effettive di utilizzo e si prepara a spegnere l’impianto per la pausa estiva per poi procedere con la riaccensione, dopo i necessari interventi di manutenzione, nel corso del prossimo autunno.

Evitare di utilizzare il riscaldamento quando non c’è un’effettiva necessità permette di ridurre al minimo i consumi di gas e, quindi, la relativa bolletta. Lo spegnimento dei riscaldamenti può anche essere un’occasione utile per valutare il consumo invernale di gas complessivo ed, eventualmente, procedere con l’attivazione di una nuova offerta gas più vantaggiosa.

Per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento centralizzati e condominiali, invece, è opportuno rispettare il regolamento condominiale, che determina gli orari di accensione e spegnimento dell’impianto con precisione, e la normativa vigente (D.P.R. 412/1993) che chiarisce la data ultima entro cui l’impianto di riscaldamento va spento oltre che la durata d’accensione giornaliera.

Naturalmente, questa normativa si presta a specifiche modifiche ed, in particolare, ad un eventuale prolungamento dei giorni di utilizzo del riscaldamento (con un posticipo della data di spegnimento dei riscaldamenti) ed un incremento delle ore giornaliere di attività degli impianti. Tali modifiche, legate a situazioni climatiche straordinarie e completamente imprevedibili, vanno effettuate dal Sindaco del comune di residenza sulla base dei dati climatici e, quindi, sull’effettiva temperatura rilevata nella zona.

E’ opportuno sottolineare, inoltre, che, con specifiche delibere comunali, le amministrazioni locali hanno facoltà di modificare gli orari di utilizzo dei riscaldamenti condominiali non solo in caso di freddo particolarmente intenso, un evento che potrebbe spingere un amministrazione a incrementare i giorni o le ore di utilizzo dei riscaldamenti. In caso di problemi di inquinamento dell’aria, ad esempio, potrebbero essere prese le dovute contromisure per contrastare lo smog andando a ridurre le ore di utilizzo del riscaldamento.
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In generale, a seconda della provincia di residenza si registrerà una data precisa da rispettare per lo spegnimento dei sistemi di riscaldamento centralizzati e condominiali. Ecco i dettagli:

Quando si spengono i riscaldamenti: tutte le date per le varie zone climatiche del Paese

A seconda della zona climatica in cui è collocato un impianto di riscaldamento, la normativa prevede precisi vincoli sia per quanto riguarda i “Gradi Giorno” (l’unità di misura che indica il fabbisogno termico per il riscaldamento delle abitazioni) che per quanto riguarda le date di accensione e spegnimento degli impianti. Dalla zona climatica, inoltre, dipende anche il numero di ore di funzionamento giornaliero del riscaldamento.

La prima zona climatica del Paese è la zona A che comprende i comuni di Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle. In questa zona, il riscaldamento è stato accesso lo scorso 1 dicembre ed è spento dal 15 marzo. Di norma, in queste zone è possibile attivare il riscaldamento per 6 ore al giorno.

La zona B, invece, include le province di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria e Crotone. In questa zona, il riscaldamento si accende l’1 dicembre e si spegnerà il prossimo 31 marzo. La durata massima per il funzionamento dell’impianto è di 8 ore al giorno.

La zona C presenta, invece, le province di Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto. In quest’area, il riscaldamento si spegne il 31 marzo dopo essere stato acceso per la prima volta il 15 novembre. L’utilizzo massimo giornaliero è di 10 ore al giorno.

La zona D include le province di Genova, La Spezia, Savona; Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo Valentia. In questa zona, il riscaldamento si accende l’1 novembre e si spegnerà il 15 aprile. La durata massima di utilizzo è di 12 ore al giorno.

La zona E comprende, invece, le province di Alessandria, Aosta, Asti; Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza.

In questa zona è prevista l’accensione del riscaldamento già il 15 ottobre mentre lo spegnimento dell’impianto è fissato per il prossimo 15 aprile. La durata massima del funzionamento giornaliero è di ben 14 ore. Per le province di Cuneo, Belluno e Trento, che compongono la zona climatica denominata zona F, ovvero la zona più fredda del Paese, non sono previsti limiti di accensione e spegnimento per il riscaldamento così come non sono previsti limiti per quanto riguarda l’orario di utilizzo.

In generale, a seconda della provincia dove è collocato un impianto, il sistema di riscaldamento deve seguire le relative normative ed i vincoli all’utilizzo, sia per quanto riguarda l’orario che i giorni di apertura e chiusura. Si tratta di limitazioni da tenere sempre ben in mente quando si fa a definire le modalità di utilizzo di un impianto di riscaldamento.

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