Offerte impianti fotovoltaici: come tagliare la bolletta della luce 

Tagliare la bolletta della luce usufruendo delle varie offerte per l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico è sempre più conveniente per chiunque abbia la possibilità di installare i pannelli solari sul tetto della propria casa. È però necessario analizzare costi e risparmi nel modo più accurato possibile, visto che l’investimento rimane ingente.

Tutti i segreti per calcolare la quota di risparmio

A chi conviene il fotovoltaico

La diminuzione dei prezzi dei pannelli solari degli ultimi anni ha permesso a molte famiglie di tagliare la propria bolletta dell’energia elettrica in maniera significativa; chi ha optato per il fotovoltaico con accumulo può infatti arrivare al 90% di autoconsumo, termine che indica il rapporto tra la quota di energia prodotta e quella consumata in totale, compresa quella regolarmente acquistata dal sistema.

Ma conviene per tutti passare al fotovoltaico? Per saperlo è necessario utilizzare uno strumento – come il comparatore gratuito di SosTariffe.it, a cui si può accedere cliccando sul pulsante qui sotto – che permetta di inserire tutte le variabili che entrano in gioco nella scelta di un impianto a energia solare: latitudine, metratura del tetto a disposizione, inclinazione, numero delle falde e, di grande importanza, l’orientamento dei pannelli: chi può contare su un impianto rivolto a sud, infatti, produrrà più energia degli impianti rivolti verso est e verso ovest, e molta di più se di un tetto rivolto a nord (l’unica situazione in cui l’installazione dei pannelli solari è sconsigliata).

L’installazione di un impianto a energia solare è infatti fortemente personalizzata, perché anche due case a distanza di pochi metri l’una dall’altra possono avere esiti totalmente differenti in un’analisi costi-benefici: basta un albero particolarmente alto a proiettare la sua ombra sui pannelli per farli rendere al di sotto delle loro potenzialità per lunghi periodi della giornata.

Come scegliere l’impianto giusto

Con le celle fotovoltaiche dei pannelli solari collocate nel modo giusto, e una volta che con l’ausilio degli esperti abbiamo la certezza che il soleggiamento sia sufficiente, il risparmio è davvero garantito: l’energia elettrica generata (attraverso l’inverter, che trasforma la corrente elettrica continua in corrente alternata) viene o consumata direttamente al momento, se c’è richiesta; se invece in quel momento non ci sono luci accese o elettrodomestici in funzione – come spesso capita durante il giorno, quando in casa non rimane nessuno – l’energia viene stoccata nelle batterie (le più moderne sono al litio) nei sistemi con accumulo. In questo modo, alla sera, invece di acquistare energia dalla rete, si utilizza quella messa da parte, raggiungendo in questo modo percentuali di autoconsumo molto elevate e riducendo di fatto la bolletta a zero o poco più.
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E se l’impianto fotovoltaico non ha l’accumulo? In questo caso è previsto un apposito meccanismo, il cosiddetto Scambio sul posto, che consente di fatto di vendere al Gestore l’energia prodotta in eccesso. Attenzione, però: la tariffa di vendita è molto più bassa di quella con cui l’utente acquista l’energia quanto gli serve (di norma, circa la metà). La soluzione migliore dal punto di vista dell’efficienza, quindi, è installare un sistema con accumulo, anche su un impianto fotovoltaico già esistente.

Quanto si risparmia con l’energia solare

Capire quanto si risparmi con un impianto a energia solare è essenziale, perché se è vero che basta conoscere la quantità di autoconsumo per ricavare la spesa minore sulla bolletta, bisogna tenere anche conto che l’investimento effettuato al momento dell’installazione va ammortizzato. Un tempo, i prezzi altissimi degli impianti a energia solare rendevano questa scelta antieconomica per molti, perché erano necessarie decine di anni per rientrare dall’investimento. Oggi la situazione per fortuna è cambiata: un impianto sufficiente per una famiglia-tipo di tre persone ha un costo che si aggira intorno ai 6.000 euro per un impianto senza accumulo, e circa 10.000-12.000 euro per un impianto con accumulo.

Questo significa, in altre parole, che con le detrazioni fiscali al 50% il tempo in cui si rientra dall’investimento con un impianto dotato di accumulo è più lungo; nel primo caso infatti ormai bastano circa 4-5 anni, nel secondo qualche anno in più. Va ancora ricordato che, una volta raggiunta la parità, il risparmio dato da un fotovoltaico con accumulo è circa il doppio di quello di un impianto classico.

Insomma, se la prospettiva è a lungo termine – una casa appena acquistata da una coppia giovane, ad esempio, che non ha progetti per trasferirsi altrove in futuro – il fotovoltaico con accumulo è certamente la scelta più indicata; qualora invece ci si limitasse a voler vedere un certo risparmio in bolletta ma senza dover affrontare un investimento così impegnativo, si può optare sulla versione di base, senza dimenticarsi di confrontare tra di loro le diverse offerte attualmente presenti sul mercato.

Un ultimo punto da ricordare: di qualunque genere esso sia, un impianto a pannelli solari fa aumentare non di poco il valore dell’immobile, aumentando la sua classe energetica, e quindi anche nella prospettiva di vendere casa in futuro si riuscirà a ottenere un maggior quantitativo di denaro. Infine, acquistare un impianto di questo genere dà diritto alle detrazioni fiscali del 50%, spalmate su 10 anni: di fatto ogni impianto si paga la metà.

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