Impianto solare termico: quanto costa e quanto si può risparmiare

Ci vogliono in media 3 o 4 anni per ripagare l’investimento effettuato per un impianto solare termico, che sfrutta l’energia del sole per il riscaldamento casalingo e per la produzione di acqua calda sanitaria. Qui di seguito analizziamo la convenienza di questa scelta e le variabili che si devono tenere presenti per una scelta soddisfacente.

Un impianto di norma può ripagarsi dopo 3 o 4 anni

Come funziona un impianto solare termico

Quando si pensa a un impianto fotovoltaico, il più delle volte si dà per scontato che i pannelli solari servano soltanto per immagazzinare l’energia del sole al fine di produrre elettricità tramite un inverter, magari con un sistema di accumulo che permetta di conservare in apposite batterie quanto prodotto in più rispetto al momentaneo fabbisogno.

I consumi di una famiglia, però, sono di diverso tipo, e non sono poche le famiglie che si preoccupano assai di più della bolletta del gas rispetto a quella dell’energia. In questi casi è da valutare con attenzione l’installazione di un impianto solare termico, il cui scopo e utilizzare il sole per il riscaldamento della propria abitazione e per la produzione di acqua calda sanitaria.
Confronta i pannelli solari

I tipi di impianti che sfruttano il solare termico

Per quanto riguarda il solare termico, si distingue tra due diversi tipi di impianti: da una parte quelli a circolazione naturale (i più semplici, in cui il boiler viene installato appena al di sopra del pannello solare per far poi circolare nel circuito l’acqua calda), dall’altra quelli a circolazione forzata (utilizzati ad esempio quando sono necessarie quantità superiori di acqua o non è possibile posizionare il serbatoio sopra i pannelli: in più qui c’è una pompa elettrica che consente di scegliere dove sistemarlo in piena libertà). Oggi si tende a preferire gli impianti a circolazione forzata perché più moderni e in grado di assicurare performance superiori.

Una soluzione ottimale si ha abbinando il solare termico a una caldaia a condensazione di ultima generazione o una a pellet, in modo da sfruttare al meglio le detrazioni fiscali.

Quando si installa un impianto solare termico, infatti, bisogna innanzitutto sapere che si ha diritto alla detrazione per una percentuale pari al 65%, suddivisa in 10 rate annuali di pari importo per un massimo detraibile di 100.000 euro (nel fare questo calcolo è comunque da tenere presente l’inflazione, che porterà le ultime rate a essere anche notevolmente deprezzate come valore assoluto rispetto alle prime).

Quanto costa un impianto solare termico

Oggi un impianto solare termico “chiavi in mano” costa circa 3-4.000 euro per una famiglia-tipo, e si dovrebbe ripagare in 3-4 anni (a seconda della zona in cui ci si trova e quindi dell’irraggiamento): la spesa per il riscaldamento viene infatti tagliata di circa il 50%, soprattutto se ci si trova in una regione con molto sole.

Installare una caldaia di supporto permette di sopperire in maniera immediata agli eventuali cali di calore (quando è nuvoloso o si ha una famiglia numerosa). Una casa che si dota di un impianto solare termico va incontro anche a un aumento del suo valore, insieme al miglioramento della sua classe energetica, senza contare i vantaggi per l’ambiente con la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Le soluzioni combinate

C’è infine da tenere presente che, invece di scegliere tra il tradizionale impianto fotovoltaico “classico” per la mera produzione di energia e il solare termico è possibile optare per soluzioni combinate. Ad esempio, gli impianti fotovoltaici che vengono abbinati a uno scaldacqua a pompa di calore possono sfruttare l’energia elettrica generata dai pannelli per produrre acqua calda, avendo così la soluzione giusta per entrambi i tipi di consumo. Il solare termico, al contrario, non può essere collegato alla rete domestica e quindi la sua utilità si limita alla produzione di energia esclusiva per il sistema idrico.

In più, i sistemi fotovoltaici con la possibilità di stoccaggio consentono di sfruttare “in differita” l’energia prodotta, grazie alle batterie, mentre l’acqua calda non utilizzata con un solare termico (e che per forza di cose viene prodotta quando di norma serve di meno, cioè durante il giorno) è di fatto sprecata.

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