Addio al Superbollo: le novità 2019 per le auto oltre i 185 kW

Da diversi anni, il Superbollo è diventato un forte disincentivo nell’acquisto di auto da 185 kW (pari a circa 250 CV) o più di potenza massima. Tutti questi modelli, infatti, sono soggetti ad una tassa extra, che va a sommarsi al tradizionale Bollo auto, ed il cui importo dipende dai kW effettivi erogati dal motore. In Senato è arrivata una proposta di legge che punta alla cancellazione del Superbollo. Ecco tutti i dettagli. 

Il Superbollo colpisce tutte le auto con più di 185 kW

In Senato è stato depositato un nuovo disegno di legge che mira alla cancellazione del Superbollo, la tassa che colpisce ogni anno tutte le auto che presentano un motore da almeno 185 kW (pari a circa 250 CV). Al momento, il ddl non ha ancora completato il suo percorso ma rappresenta un passo importante verso la possibile abolizione di questa tassa.

L’attuale Governo non ha apportato modifiche al Superbollo per il 2019, confermano la struttura della tassa e non mostrando l’intenzione di portare avanti un’iniziativa mirata alla sua cancellazione. Ricordiamo, invece, che l’Esecutivo ha scelto di aggiungere una nuova tassa, denominata Ecotassa, al settore auto con l’obiettivo di disincentivare le vendite delle auto caratterizzate da emissioni di CO2 superiori ai 160 grammi al chilometro. Nello stesso tempo viene introdotto l’Ecobonus, un incentivo statale che riguarda l’acquisto di modelli elettrici (con emissioni zero) oppure dallo scarso impatto ambientale (con emissioni di CO2 inferiori ai 70 grammi al chilometro).

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Secondo le stime del Senatore De Bertoldi, che ha presentato il disegno di legge che mira alla cancellazione del Superbollo, questa tassa si è tradotta in una sostanziale perdita per le casse dello Stato italiano. In particolare, lo Stato avrebbe perso quasi 150 milioni di Euro dal 2012 di cui oltre 90 milioni di Euro legati al mancato gettito IVA. Molti consumatori hanno preferito evitare di acquistare modelli colpiti dal Superbollo, puntando su soluzioni più economiche e, quindi, caratterizzate da un’IVA inferiore.

Questa scelta non ha portato, chiaramente, benefici per le casse dello Stato e per l’ambiente visto che i pochi CV di differenza tra un modello non colpito dal Superbollo ed un modello soggetto alla tassa non fanno alcuna differenza reale per quanto riguarda le emissioni.

Per il momento, oltre al già citato disegno di legge, non ci sono ulteriori iniziative che potrebbero portare alla cancellazione del Superbollo o ad una modifica della tassa stessa. Per il 2019, così come per i prossimi anni a venire, la tassa sui veicoli da più di 185 kW dovrebbe restare con la stessa struttura attualmente in essere. Ulteriori dettagli sulla questione potrebbero emergere già nel corso dei prossimi mesi.

Superbollo: come funziona la tassa

Il Superbollo è stato introdotto, per la prima volta, nel 2011 dal Governo Berlusconi e prevedeva una tassa aggiuntiva al Bollo auto per tutti i veicoli con potenza superiore ai 225 kW, pari a 305 CV. L’importo di tale tassa annuale era pari a 10 Euro per ogni kW oltre il limite fissato dalla norma. 

Successivamente, il Superbollo è stato modificato dal Governo Monti che ha abbassato il limite di potenza ai già citati 185 kW andando, nello stesso tempo, a raddoppiare la tassa per ogni kW eccedente il nuovo valore massimo. Così come il Bollo Auto, il Superbollo va pagato ogni anno e rappresenta, quindi, una tassa fissa aggiuntiva a differenza dell’Ecotassa che riguarda, esclusivamente, il momento dell’acquisto.

Il Superbollo per una determinata vettura si riduce progressivamente nel corso degli anni successi all’anno di costruzione. La prima riduzione è pari al 40% ed è fissata dopo cinque anni dalla costruzione del veicolo. Successivamente si riduce del 70% dopo dieci anni e dell’85% dopo quindici anni. Dal 20esimo anno, la tassa si azzera e non è più dovuta.

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