Bonus Io resto a casa: tutto sulla bufala che gira sul web

Nel corso delle ultime settimane si è registrato un notevole incremento della diffusione del COVID-19 su tutto il territorio nazionale italiano. Tale incremento, che ha portato a nuovi record giornalieri dei casi registrati (in Italia è stato superato il tetto dei 40 mila casi al giorno), ha costretto il Governo ad emanare una serie di DPCM con provvedimenti sempre più stringenti. Con l'arrivo del mese di novembre diverse regioni italiane sono considerate "zone rosse". Nel frattempo, in rete, è apparsa una nuova bufala legata all'inesistente bonus "Io resto a casa". Ecco tutti i dettagli.

Bonus Io resto a casa: tutto sulla bufala che gira sul web

Per contrastare la crescita dei contagi legati alla pandemia in corso, il Governo ha emanato una serie di DPCM, con provvedimenti sempre più stringenti e con divere regioni considerate ora “zone rosse, ed ha avviato l’iter per l’avvio di nuove forme di sostegno a cittadini ed imprese, ad esempio tramite il recente Decreto Ristori supportato, successivamente, dal Ristori-bis. In arrivo ci sono tanti bonus che dovranno contribuire a sostenere il tessuto economico del Paese in questo momento di difficoltà.

All’orizzonte, però, non c’è alcun bonus “Io resto a casa”. Si tratta, infatti, di una bufala apparsa prima su WhatsApp, come una vera e propria Catena di Sant’Antonio, e poi diffusasi anche online. Non si tratta di una vera e propria truffa ma di uno scherzo. E’ importante però tenere la massima allerta perché i rischi che una bufala di questo tipo può portare sono notevoli. Ecco tutti i dettagli relativi al caso del falso bonus “Io resto a casa”. Quando si parla di questo tempo, è importante verificare sempre le informazioni con la massima attenzione.

Una bufala nata su WhatsApp

I vari bonus in arrivo per sostenere l’economia del Paese, le aziende e le famiglie hanno generato, come prevedibile, diverse fake news e bufale. Tra i casi emersi in questi giorni c’è quello del presunto bonus “Io resto a casa”. Si tratta di una bufala apparsa su WhatsApp come Catena di Sant’Antonio ed evidenziata dal sito specializzato bufale.net già nei giorni scorsi.

Alcuni utenti hanno iniziato a ricevere un messaggio tramite WhatsApp in cui veniva riportato questo testo:

BONUS IO RESTO A CASA
Lo stato versa a ogni cittadino che resta responsabilmente a casa 120€ al giorno. Il modulo per la richiesta lo trovate qui

Nel messaggio, quindi, si anticipava un presunto e completamente inesistente contributo economico per tutti i cittadini italiani che, rispettando le norme fissate dal Governo, scelgono di restare a casa con l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus e la crescita dei contagi. Chiaramente, come sottolineato in precedenza, si tratta di una bufala e non esistente un bonus di questo tipo.

Cliccando sul link allegato all’immagine, infatti, l’utente viene reindirizzato, come sottolineato da quanto individuato da Bufale.net, ad un’immagine di uno “scimmione che rivolge un gesto volgare allo sventurato cliccatore“. L’intento di questa bufala è, quindi, quello di trarre in inganno l’utente per prenderlo in giro facendogli credere di poter ottenere un bonus, completamente inesistente, semplicemente restando a casa e rispettando le eventuali restrizioni previste dal Governo.

Pur non trattandosi di una vera e propria truffa, mirata a sottrarre denaro o informazioni all’utente, la bufala sul bonus “Io resto a casa” potrebbe diventare, in futuro, un problema più grande ed è quindi importante condividere il messaggio che si tratta di una fake news e che non ci sono bonus di questo tipo in arrivo. In generale, il tema della pandemia in questi mesi è stato in più occasioni per tentare di dar vita a truffe e inganni sul web.

I rischi legati alla bufala sul bonus “Io resto a casa”

La bufala relativa al bonus “Io resto a casa”, per il momento, è del tutto innocua. A parte lo scherzo e la falsa speranza di poter ottenere un contributo economico semplicemente restando a casa, infatti, la Catena di Sant’Antonio diffusa tramite WhatsApp non porta con sé ulteriori rischi per gli utenti. Lo scherzo può creare false speranze nell’utente ma non può arrecare ulteriori danni, almeno per ora.

C’è comunque il rischio che la bufala “Io resto a casa”, ideata per prendere in giro ignari utenti, possa essere sfruttata da altri malintenzionati per mettere in piedi una vera e propria truffa online, in un periodo in cui, per via delle difficoltà economiche, sono tanti gli utenti che potenzialmente potrebbero essere ingannati da una fake news di questo tipo. Creando ad arte una bufala sfruttando il falso e inesistente bonus “Io resto a casa” c’è il rischio di dover fare i conti con truffe vere e proprie.

Durante tutto il 2020, infatti, il tema Covid-19 è stato al centro di numerose truffe online ed attacchi informatici, sfruttando l’ingenuità, la scarsa informazione e, purtroppo, anche la disperazione di molti utenti. In questo periodo di grandi incertezze, quindi, il rischio che un semplice scherzo (di cattivo gusto) come quello del bonus “Io resto a casa” possa trasformarsi in qualcosa di più è concreto.  E’ importante, quindi, prestare la massima attenzione per evitare truffe e raggiri.

Come riconoscere bufale e fake news legate alla pandemia

Come sottolineato in precedenza, il tema Covid-19 e tutto ci che è connesso alla pandemia è al centro di numerose truffe online e attacchi informatici. Nel corso del 2020 si sono registrati svariati casi in cui tale tema è stato utilizzato per portare a termine truffe e raggiri informatici. Diverse indagini hanno confermato che hacker e malintenzionati utilizzano il tema Covid-19 con frequenza sempre maggiore. La seconda ondata della pandemia non farà altro che far aumentare i rischi.

Per evitare bufale e fake news legate alla pandemia è, quindi, importantissimo prestare la massima attenzione a tutte le informazioni che non prevengono da fonti istituzionali oppure da canali di informazioni affidabili. Come prima cosa, per evitare di cadere in bufale come il bonus “Io resto a casa”, è consigliabile non dare alcun credito a quanto si può leggere sui social network o in messaggi condivisi tramite app di messaggistica come WhatsApp che rappresentano canali perfetti per la diffusione di false informazioni.

Per avere una conferma in merito a qualsiasi informazione legata alla pandemia ed ai vari bonus in arrivo è fondamentale controllare le fonti ufficiali, partendo dai siti web del Governo e dei vari ministeri, oppure consultare le testate giornalistiche più affidabili a partire dall’agenzia di stampa Ansa che ha un servizio di fact checking per garantire la veridicità di tutte le informazioni riportate.

Massima attenzione, inoltre, ai link, ricevuti sia via app di messaggistica come WhatsApp che tramite e-mail, che possono condurre l’utente verso siti potenzialmente dannosi. Evitare, inoltre, di condividere le proprie informazioni personali con fonti non affidabili, ad esempio condividere il proprio IBAN o numero di carta di credito per l’accesso a presunti bonus totalmente inesistenti.

Avere un atteggiamento dubbioso su tutto e cercare sempre una conferma in merito a quanto i legge sui social o si riceve tramite messaggio (SMS, WhatsApp o e-mail) è fondamentale per poter evitare truffe e tutti i rischi collegati. In questi tempi in cui la pandemia è l’argomento principale delle news, è fondamentale accertarsi che tutte le informazioni che si ricevono siano effettivamente corrette e che non ci sia di mezzo una fake news o una truffa.

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