Aumenti tariffe telefoniche: ecco il disegno di legge anti rincari e rimodulazioni

In questi ultimi anni, in particolare per quanto riguarda i settori di telefonia fissa e di telefonia mobile, i consumatori italiani hanno dovuto fare i conti, con una frequenza crescente, con il problema delle rimodulazioni. Le modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori, che si traducono in un incremento dei costi per i clienti, sono oramai all’ordine del giorno. Per tentare di porre un freno alla pratica delle rimodulazioni è recentemente arrivato in Senato un nuovo disegno di legge che punta a bloccare gli aumenti di prezzo delle tariffe, almeno per i primi sei mesi dalla loro sottoscrizione. 

Arriva in Senato un disegno di legge per bloccare le rimodulazioni tariffarie

Per tentare di arginare il problema delle rimodulazioni tariffarie, oramai divenute una vera e propria costante per i consumatori, in particolare nei settori di telefonia mobile e telefonia fissa, arriva in Senato un nuovo disegno di legge sulla trasparenza delle tariffe telefoniche. Tale disegno di legge punta a massimizzare la trasparenza tariffaria andando, nello stesso tempo, a inserire delle precise barrire normative che impediranno agli operatori di aumentare i costi delle offerte per i primi 6 mesi dalla loro attivazione.Confronta le offerte di telefonia mobile

Stop alle rimodulazioni per i primi 6 mesi dall’attivazione delle tariffe

Questa nuova proposta, attualmente in fase di analisi presso la commissione competente in Senato, punta a stoppare le rimodulazioni, ovvero le modifiche unilaterali dei contratti stipulati tra operatori ed utenti, per almeno sei mesi dalla data in cui il consumatore richiede l’attivazione di una precisa tariffa.

Il nuovo disegno di legge punta a modificare l’articolo 1 del decreto legge del 31 gennaio 2007 n. 7. La proposta prevede l’aggiunta del seguente periodo al comma 1-bis:

“Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto, in ogni caso senza aggravio di costi o peggioramento delle condizioni economiche applicate nei confronti del consumatore”

Questa parte del nuovo disegno di legge rappresenta anche il punto centrale di tutta la proposta di modifica normativa. Nel caso venga approvato questo testo, ci troviamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione per il settore di telefonia. Per la prima volta, infatti, viene fissato, per legge, un periodo in cui gli operatori non hanno la possibilità di effettuare modifiche unilaterali del contratto. L’introduzione di una normativa di questo tipo potrebbe, quindi, garantire agli utenti un’importante difesa contro le rimodulazioni che, in questi ultimi anni, sono divenute, purtroppo, una vera e propria costante del mercato di telefonia, sia mobile che fissa.

E’ importante sottolineare, inoltre, che, con la struttura attuale, la norma andrebbe, di fatto, a bloccare gli aumenti tariffari per i primi 6 mesi. Con l’approvazione di tale disegno di legge, quindi, gli utenti avranno la certezza che la tariffa che stanno attivando non registrerà rincari per i successivi 6 mesi.

Il testo attuale lascia aperta l’ipotesi di modifiche (a parità di prezzo mensile) della struttura tariffaria con gli operatori che potrebbero avere esclusivamente la possibilità di modificare i bonus inclusi nelle tariffe, ad esempio riducendo le soglie di minuti, SMS e GB inclusi ogni mese, senza poter andare a toccare i costi mensili dell’offerta attivata dal cliente.

Le altre novità del disegno di legge: trasparenza tariffaria obbligatoria per legge

Un altro aspetto molto importante del nuovo disegno di legge in discussione in Senato è rappresentato da una nuova serie di modifiche normative. Tali modifiche puntano a ribadire quanto già chiarito da diverse delibere AGCOM con l’obiettivo di fissare dei vincoli normativi che garantiscano la massima trasparenza delle tariffe.

Il comma 1-quater registrerà l’aggiunta di questo periodo:

“La medesima Autorità garantisce altresì che gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte e dei messaggi pubblicitari di cui al comma 2, garantendo una comunicazione semplice ed essenziale che faciliti al consumatore la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo relativo ai servizi acquistati mediante sottoscrizione del contratto di attivazione

Il disegno di legge, inoltre, va ad aggiungere alcuni elementi al precedente decreto legge con l’obiettivo di massimizzare l’effettiva trasparenza delle offerte che dovranno risultare chiare, sotto tutti i punti di vista, per i consumatori. Secondo questa nuova proposta, infatti, gli operatori dovranno “evidenziare tutte le voci che compongono l’offerta, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto”. 

Se la nuova proposta verrà approvata, inoltre, gli operatori non potranno più proporre offerte e messaggi pubblicitari e informativi, relativi a tariffe e servizi offerti, che “contengono l’indicazione del prezzo finale privo, in tutto o in parte, degli oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, messaggistica istantanea e dei servizi ancillari”

La proposta, inoltre, include nella definizione di “servizi ancillari” di telefonia mobile i costi di attivazione del servizio e del piano tariffario, i costi di trasferimento ad un altro provider e vari costi aggiuntivi come la verifica del credito residuo o l’utilizzo della segreteria telefonia. In questa categoria di servizi sono inclusi, inoltri, tutti i servizi pre-attivati ed eventualmente non disattivabili la cui fruizione comporti per l’utente un incremento dei costi.

Come ultimo punto, inoltre, il disegno di legge chiarisce che il prezzo finale delle tariffe, ovvero il prezzo indicato nelle offerte promozionali e nei messaggi pubblicitari, dovrà includere i costi di tutti i servizi “attivati, pre-attivati o non disattivabili dal consumatore” al momento della sottoscrizione del contratto, compresi tutti i costi relativi ai servizi “ancillari” definiti in precedenza.

Nelle prossime settimane scoprire se la nuova proposta proseguirà il suo iter legislativo ed il disegno di legge diventerà, effettivamente, una nuova norma a cui gli operatori dovranno attenersi.

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