Reddito di cittadinanza sospeso per i lavori brevi: le novità della manovra

Il Reddito di Cittadinanza può essere considerato, a tutti gli effetti, come una delle principali novità politiche del 2019 per l’Italia. Fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, il Reddito di Cittadinanza è stato approvato, nella sua versione attuale, dallo scorso Governo. Come prevedibile, il provvedimento è al centro della Manovra finanziaria che andrà ad introdurre alcune novità per il 2020. Ecco quali sono le novità legate al provvedimento che sospende il Reddito di Cittadinanza per i lavori brevi appena approvato nella commissione Bilancio al Senato.

Ecco le ultime novità sul Reddito di Cittadinanza

Con la nuova Manovra finanziaria sono in arrivo importanti novità per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza ed, in particolare, le modalità di accesso al beneficio per i cittadini che, rientrando nei requisiti, trovano un lavoro di breve durata. Grazie ad un emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato, infatti, in questi casi non si registrerà la decadenza del Reddito.

Con il nuovo provvedimento appena approvato, sulla spinta del Movimento 5 Stelle e della senatrice grillina Antonella Campagna, prima firmataria dell’emendamento, viene introdotta la sospensione del reddito che permetterà a tutti i percettori del sussidio di poter accettare, senza problemi, lavori di breve durata o caratterizzati da redditi “marginali” senza uscire dal programma di sostegno previsto dal Reddito di Cittadinanza.

Come prescritto dalla nuova norma, infatti, è prevista la sospensione dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza solo per la durata del contratto di lavoro a breve termine. Il beneficio viene, quindi, congelato e tornerà disponibile per i cittadini che, una volta terminato il lavoro a breve termine, torneranno nel precedente stato di disoccupazione o inoccupazione rispettando tutti i requisiti per poter accedere al Reddito di Cittadinanza.

L’emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato specifica: “Laddove il maggior reddito determini il superamento del valore del reddito familiare, il beneficio economico è sospeso per la durata dell’attività lavorativa che ha prodotto l’aumento del valore del reddito familiare”

E’ importante sottolineare che la sospensione del Reddito di Cittadinanza, senza quindi la decadenza da parte del cittadino beneficiario del sussidio, presenta dei limiti ben precisi che vengono fissati, in modo chiaro, dalla nuova normativa. L’emendamento, infatti, chiarisce che “la prestazione comunque decade laddove il superamento del valore del reddito familiare sussista anche dopo il 31 dicembre dell’anno in cui si è verificato”

Secondo il Movimento 5 Stelle che ha promosso le nuove modifiche al Reddito di Cittadinanza con la manovra finanziaria, il provvedimento ha come obiettivo quello di snellire al massimo le procedure burocratiche per poter accedere e percepire il sostengo. In questo modo, inoltre, ci sarà una tutela maggiore per chi tutti i cittadini che, alla scadenza del loro contratto di lavoro breve, riassumeranno lo status di disoccupato, con tutte le conseguenze negative del caso.

La senatrice Campagna, promotrice dell’emendamento, ha sottolineato che l’obiettivo di questa piccola, ma molto significativa, modifica alla normativa che regola il Reddito di Cittadinanza è quello di incoraggiare “i percettori di Rdc ad accettare le offerte di lavoro loro proposte, non a rifiutarle perché non le reputano convenienti e temono di perdere il beneficio”.

Ricordiamo che dallo scorso 15 novembre, le aziende che assumono i percettori del RdC potranno contare su importanti incentivi. Per i datori di lavoro che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, un beneficiario del RdC è prevista la possibilità di sfruttare l’esonero dai contributi previdenziali (ma non dai contributi Inail) in un limite massimo pari all’importo mensile percepito dal lavoratore neo-assunto.

Lo sgravio fiscale ha una durata pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità di RdC già godute dal lavoratore appena assunto per un minimo di almeno 5 mensilità. Grazie a questo beneficio, il numero di percettori del RdC che potrebbero trovare lavoro nel corso dei prossimi mesi potrebbe aumentare in modo significativo.

Quando decade il Reddito di Cittadinanza

Con la manovra finanziaria, l’intero sistema del Reddito di Cittadinanza entra nella cosiddetta “fase 2” che prevede la ricerca attiva del lavoro da parte di tutti i beneficiari del sostegno erogato mensilmente da parte dello Stato italiano. I cittadini che possono contare sul Reddito di Cittadinanza dovranno recarsi nei Cpi (Centri per l’impiego) e firmare il Patto di lavoro con l’obiettivo di diventare, nel minor tempo possibile, lavoratori attivi.

Come previsto dalla normativa vigente, il Reddito di Cittadinanza decade in modo definitivo se il beneficiario del sostegno non rispetta alcune regole ben precise che vanno seguite in modo scrupoloso per poter ottenere il contributo mensile messo a disposizione dallo Stato.

Ecco i casi in cui il Reddito di Cittadinanza decade in modo definitivo:

  • se il beneficiario viene convocato per la terza volta dal Cpi per poter sottoscrivere il Patto di lavoro ma non si presenta e non offre giustificazioni valide per la sua assenza; in generale, inoltre, il rifiuto di sottoscrivere il Patto di lavoro con il Cpi comporta la decadenza del RdC
  • se il beneficiario non partecipa alle attività formative legate alla ricerca del lavoro e non produce giustificazioni per la sua assenza; è prevista una decadenza del Reddito di Cittadinanza anche per chi si assenta per la terza volta ad un incontro di orientamento senza giustificato motivo
  • il Reddito decade anche nel caso in cui il beneficiario rifiuti almeno 3 offerte di lavoro nel corso dei 18 mesi successivi alla sottoscrizione del Patto di lavoro con il Cpi; è prevista la decadenza del Rdc anche per il primo rifiuto dopo il rinnovo del beneficio
  • se il beneficiario non partecipa ai lavori di pubblica utilità, il RdC decade
  • il beneficio decade anche in tutti quei casi in cui uno dei componenti del nucleo familiare viene trovato a svolgere attività lavorativa senza aver comunicato, nei tempi prescritti dalla normativa, la variazione del proprio status occupazionale; è prevista la decadenza anche nei casi in cui il beneficiario non dichiara, entro 30 giorni, la variazione della propria situazione lavorativa continuando così a sfruttare il sostegno del RdC in modo indebito
  • è prevista la decadenza del Reddito di Cittadinanza (oltre a sanzioni divario tipo) in tutti quei casi in cui si registri la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi oppure l’omissione di informazioni importanti

Reddito di Cittadinanza arriva prima a dicembre?

Al momento, non ci sono novità in merito ad un possibile anticipo dell’erogazione della mensilità di dicembre per il Reddito di Cittadinanza, un’ipotesi che era stata anticipata dall’INPS nelle scorse settimane per via della presenza del periodo di festività natalizie. Al netto di possibilità novità che verranno annunciate nei prossimi giorni, infatti, la mensilità di dicembre del RdC sarà erogata tra il 27 ed il 28 del mese corrente, con tempistiche molto simili a quelle dei mesi precedenti.

Resta l’ipotesi di una possibile erogazione anticipata ma, considerando le tempistiche molto strette, anche nel migliore dei casi difficilmente la mensilità di dicembre risulterà disponibile prima del prossimo 24 dicembre. Ulteriori aggiornamenti sulla questione potrebbero emergere in ogni caso nel corso dei prossimi giorni.

Ricordiamo, inoltre, che per qualsiasi informazione in merito al Reddito di Cittadinanza è possibile consultare il sito ufficiale, disponibile all’indirizzo redditodicittadinanza.gov.it che offre una panoramica completa in merito a tutte le questioni legate al funzionamento del sussidio, alle modalità per ottenerlo ed ai vantaggi che hanno i datori di lavoro che scelgono di assumere uno dei percettori del RdC.

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