Guerra in Israele e instabilità dei prezzi energetici: possibili scenari futuri

Guerra Israele riaccende la corsa dei listini gas al TTF di Amsterdam: il prezzo del metano all’ingrosso è salito del +30% dall’attacco di Hamas. La situazione del comparto energetico a ottobre 2023, possibili scenari futuri e come proteggersi dai rialzi con le offerte luce e gas del Mercato Libero su SOStariffe.it.

In 30 secondi

Gli effetti della guerra Israele sul prezzo del gas e possibili scenari a ottobre 2023:
  1. Impennata dei listini gas al TTF di Amsterdam: +30% dall'attacco di Hamas
  2. Le tensioni geopolitiche che provocano il fermento delle quotazioni gas
  3. L'allarme di Assoutenti sulla stangata in bolletta per le famiglie italiane
  4. Come confrontare le offerte luce e gas del Mercato Libero con il comparatore di SOStariffe.it
 
Guerra in Israele e instabilità dei prezzi energetici: possibili scenari futuri

La guerra Israele ha avuto l’effetto di una “fiammata” sui listini gas al TTF di Amsterdam, il principale hub di riferimento in Europa per la compravendita del metano all’ingrosso: il prezzo ha raggiunto il tetto dei 50 euro al megawattora nella seduta di giovedì 19 ottobre 2023, con un rialzo del +30% dall’attacco di Hamas a Israele (prima il prezzo si attestava sui 38,2 euro al megawattora).

Un’instabilità che mette in allarme gli analisti del comparto energetico e che alimenta nelle famiglie italiane l’incubo del caro-energia, con le bollette di luce e gas che potrebbero subire a breve un sensibile rialzo al pari dei prezzi dei carburanti (dopo gli aumenti bollette già registrati negli ultimi aggiornamenti di prezzo ARERA).

Prima di scattare una fotografia del comparto energetico a ottobre 2023 e delineare i possibili scenari, gli esperti di SOStariffe.it ricordano che è possibile ridurre gli effetti negativi delle impennate dei beni energetici puntando sulle migliori offerte luce e gas del Mercato Libero, individuabili grazie al comparatore di SOStariffe.it, accessibile cliccando al link di seguito:

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Guerra Israele: l’impennata del prezzo del gas a Ottobre 2023

GUERRA ISRAELE: LE DOMANDE GUERRA ISRAELE: LE RISPOSTE
Quanto costava il gas al TTF di Amsterdam prima dell’attacco di Hamas a Israele? Il prezzo si attestava sui 38,2 euro al megawattora
Quanto costa il gas oggi al TTF di Amsterdam? Il prezzo ha raggiunto i 50 euro al megawattora nella seduta di giovedì 19 ottobre 2023
Quanto è cresciuto il prezzo del gas dall’attacco di Hamas? C’è stato un rialzo di circa il 30% delle quotazioni gas al TTF
Cosa incide sull’impennata del prezzo del gas? Lo stop di Israele al maxi giacimento offshore Tamar, oltre ai timori di attentati ai gasdotti dopo il presunto sabotaggio del Baltic Connector, il gasdotto sottomarino che collega Finlandia ed Estonia

Come anticipato poco sopra, l’attacco a sorpresa di Hamas a Israele ha messo in fermento i listini gas al TTF di Amsterdam, provocando un rialzo costante del prezzo del gas all’ingrosso, che ha superato la soglia dei 50 euro al megawattora.

Il rally delle quotazioni gas sta allarmando gli operatori del comparto energetico, anche sulla scia dello stop deciso da Israele al giacimento offshore Tamar, di proprietà della statunitense Chevron, che esporta gas verso l’Egitto e la Giordania e alimenta i consumi domestici di Israele. Secondo quanto riferisce la testata internazionale Bloomberg, lo stop avrebbe ridotto del 20% a 650 milioni di metri cubi al giorno l’import di gas israeliano in Egitto.

La fermata del maxigiacimento al largo di Haifa, in Israele, rischia ora di avere ripercussioni sull’export del gas naturale liquefatto egiziano in Europa. Non solo: al nervosismo per l’escalation israelo-palestinese si innestano anche le preoccupazioni per un presunto atto di sabotaggio al Baltic Connector, il gasdotto sottomarino che collega Finlandia ed Estonia. Le massime autorità finlandesi – il presidente Sauli Niistro e il premier Petteri Orpo, in stretto contatto con l’UE e la NATO – sono convinte che l’incidente non sia stato causato dal normale utilizzo del gasdotto o dalle fluttuazioni della pressione, bensì da “un’attività esterna”.

In questo contesto geopolitico incerto, gli operatori del settore temono che il conflitto si allarghi. Gli Stati Uniti, secondo quanto riferisce l’Agenzia Ansa, potrebbero bloccare le esportazioni di petrolio dall’Iran (che avevano lasciato fluire per calmierare i prezzi dopo la crisi ucraina). Il Qatar (grande finanziatore di Hamas) potrebbe tagliare le sue forniture di gas all’Europa. E, soprattutto, potrebbero esserci attentati ai gasdotti. Da qui la corsa ad accaparrarsi le materie prime, con i prezzi che iniziano a schizzare.

Secondo l’amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, “l’impatto della guerra sulla produzione del gas è marginale“, ma “sono le possibili conseguenze che spaventano il mercato“. In questa situazione, ha aggiunto “sostituire il gas russo diventa più complesso“.

Guerra Israele: l’Italia chiede il rinnovo del tetto al prezzo del gas

L’impennata delle quotazioni gas al TTF di Amsterdam ha effetti diretti sul prezzo del metano e dell’energia elettrica all’ingrosso anche in Italia (gli indici PSV per il gas e PUN per la luce sono infatti strettamente collegati all’andamento del mercato europeo). Anche per questo motivo e “per essere pronti a dare una risposta comune europea alla speculazione”, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha chiesto di prorogare il “price cap” (il tetto al prezzo del gas) nel corso dei lavori del Consiglio dell’Energia in Lussemburgo.

Il ‘price cap’ – ha aggiunto Pichetto – ha calmato i mercati in una delle crisi energetiche più acute di sempre, senza alcuna conseguenza negativa come in molti argomentavano al momento della sua approvazione. L’impatto è stato chiaro ed immediato”.

L’Italia – ha aggiunto il Ministro – ha sempre contribuito in maniera costruttiva all’approvazione di tutti i provvedimenti di emergenza l’anno scorso: non solo il price cap, ma anche in materia di stoccaggi, di riduzione armonizzata dei consumi di gas e elettricità, ed altre misure di solidarietà. Abbiamo dimostrato che se affrontiamo insieme le sfide possiamo avere successo”.

Guerra Israele: nuovi aumenti in bolletta in arrivo?

Con l’instabilità energetica che incombe, le associazioni dei consumatori sono in allarme e temono nuove stangate in bolletta, non solo sulla scia delle tensioni geopolitiche, ma anche dell’imminente introduzione dell’ora solare.

Assoutenti calcola che “in una sola settimana il prezzo del gas sui mercati ha subito un rialzo di circa il 40%: un aumento che, se traslato direttamente in bolletta attraverso un incremento delle tariffe per la voce ‘approvvigionamento della materia prima’, equivarrebbe per il gas sul mercato tutelato ad un rincaro da 247 euro annui a famiglia (nell’ipotesi di prezzi costanti) portando così  la bolletta del gas a quota 1.574 euro”. Per la luce, un identico incremento dei costi di approvvigionamento della materia prima energia “farebbe salire la bolletta media annua dagli attuali 764 euro a 934 euro, con una maggiore spesa pari a 170 euro annui”, è ancora la stima di Assoutenti.

Tra luce e gas – calcola, infine, Assoutenti – la stangata complessiva sarebbe pari a +417 euro annui a famiglia. Nel caso invece di un aumento più contenuto dei costi per la materia prima e pari al +25%, “le ripercussioni sulla bolletta del gas del mercato tutelato sarebbero pari a +154 euro annui a famiglia, per la luce +107 euro, per un totale di +261 euro annui a famiglia”.