Roaming: l’Agcom bacchetta TIM e Wind

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è espressa contro TIM e Wind riguardo alle loro offerte automatiche per il roaming internazionale, in un periodo molto delicato (quello di transizione a giugno 2017, quando ci sarà la tariffa unica europea). Europa Daily Basic e l’Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea salgono quindi sul banco degli imputati.

Le offerte a pacchetto dei due operatori non possono essere applicate senza il consenso

La fine del roaming

Chi viaggia molto probabilmente ha già cerchiato sul calendario il 15 giugno 2017. È la data in cui il roaming cesserà (finalmente) di esistere in Europa, e si potrà chiamare dai paesi Ue senza i sovrapprezzi a cui siamo abituati.

Non si tratterà però di un passaggio del tutto drastico, visto che già dal 30 aprile di quest’anno è iniziata la fase di transizione che porterà a un nuovo approccio in materia di telefonate dall’estero, facilitando, invece di ostacolare, le comunicazioni da Stato a Stato, compresa l’Italia. Eppure non tutto va sempre liscio, e lo ha dimostrato la recentissima decisione dell’Agcom, che secondo il comunicato stampa «ha diffidato gli operatori di telefonia mobile TIM e WIND al rispetto delle disposizioni introdotte dal Regolamento (UE) n. 2015/2120 in tema di roaming internazionale all’interno dell’Unione europea, per il periodo transitorio previsto dal 30 aprile 2016 al 14 giugno 2017, data da cui decorrerà la tariffa unica europea, con l’abolizione dei costi di roaming».
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Sovrapprezzi? Sì, ma misurati e non automatici

Il motivo del contendere? È presto detto: «l’applicazione automatica ai propri clienti, senza previo consenso, di tariffe a pacchetto», e in particolare Europa Daily Basic per TIM e l’Offerta per la nuova regolamentazione valida in Unione Europea per Wind.

Si tratta, appunto, di due tariffe a pacchetto che vengono applicate automaticamente – e qui sta l’inghippo – a chi non ha attiva un’altra offerta per le chiamate dall’estero. Europa Daily Basic dà diritto, per 3 euro al giorno, a 100 minuti per le chiamate effettuate, 100 minuti per le chiamate ricevute e 100 SMS, oppure a 300 Mega di traffico dati, mentre l’Offerta di Wind ne costa 2 al giorno e offre 15 minuti di telefonate effettuate, 15 minuti di chiamate ricevute, 15 SMS da inviare e 50 MB di traffico Internet. Costi sicuramente minori rispetto al passato, quando bastavano dieci minuti di telefonata per ritrovarsi decine di euro da pagare in bolletta, ma che comunque non possono essere imposte all’insaputa dei clienti e senza il loro consenso.
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Anche perché le regole per i sovrapprezzi rispetto alle chiamate standard durante la fase di transizione ci sono, e sono piuttosto chiare: non possono superare i 6 centesimi di euro per ogni SMS, i 19 centesimi per ogni minuto di chiamata e i 20 centesimi per ogni megabyte di traffico dati. Con le tariffe a pacchetto, invece, il rischio è quello di spendere molto di più: una breve chiamata di pochi istanti, o una controllata alle email, per 2 o 3 euro, anche se non si usa più il cellulare per tutto il giorno.

Secondo Emmanuela Bertucci, legale dell’Aduc, questa è una pratica scorretta: «TIM ha attivato, senza alcun avviso, a tutti i suoi clienti che non hanno già attive opzioni specifiche per il servizio di roaming l’opzione ‘Europa Daily Basic‘ che si attiva al primo servizio fruito e costa 3 euro al giorno per 100 minuti di chiamate e 100 sms, e altri 3 euro al giorno per connessione dati. Quindi, se ci troviamo all’estero e facciamo una sola chiamata paghiamo 3 euro, così come un’unica connessione dati costerà 3 euro. Si tratta di una pratica commerciale scorretta che non consente neanche l’alternativa a consumo».

Ora TIM e Wind avranno tempo fino al 30 giugno 2016 per adeguare le proprie tariffe e comunicare all’Agcom le azioni intraprese.

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