Ristrutturare casa senza Superbonus: le agevolazioni di Gennaio 2024

Ecco la mappa delle detrazioni a disposizione quest’anno per ristrutturare casa senza Superbonus, con una fotografia sulle rispettive aliquote, beneficiari e interventi ammessi. Oltre a un focus su come trovare il miglior preventivo fotovoltaico a gennaio 2024 con il comparatore di SOStariffe.it.

In 30 sec

Ecco le agevolazioni disponibili per ristrutturare casa senza Superbonus a gennaio 2024:
  • Stop al Superbonus 110% e 90%: l'aliquota è decurtata al 70% e vale solo per i condomini
  • Dall'Ecobonus al Bonus barriere architettoniche, fino al Bonus mobili: l'identikit delle misure a disposizione
  • Come trovare il miglior preventivo fotovoltaico a gennaio 2024 con il comparatore di SOStariffe.it
Ristrutturare casa senza Superbonus: le agevolazioni di Gennaio 2024

Ristrutturare casa senza Superbonus, come fare? Con il depotenziamento, da gennaio 2024, della maxi detrazione al 110% e 90% per interventi di riqualificazione energetica della propria abitazione, le famiglie italiane sono ora alla ricerca di agevolazioni alternative per centrare un doppio obiettivo:

  • effettuare lavori di edilizia o di miglioramento delle prestazioni energetiche di casa
  • ridurre le spese per la ristrutturazione

Di seguito, una carrellata delle principali misure per ristrutturare casa senza Superbonus a gennaio 2024. Prima, però, una raccomandazione: una mossa cruciale per far camminare a braccetto risparmio energetico e convenienza delle bollette è puntare sull’installazione di un impianto fotovoltaico chiavi in mano.

Come trovare il preventivo con il miglior rapporto qualità/prezzo? Utilizzando il comparatore di SOStariffe.it per pannelli fotovoltaici, accessibile cliccando direttamente sul link qui sotto:

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Questo tool permette di ottenere (gratuitamente) una stima di spesa “personalizzata” per l’acquisto e messa in posa di un impianto fotovoltaico, in quanto nell’elaborazione del calcolo il comparatore di SOStariffe.it tiene in considerazione non solo alcune informazioni sulla tipologia del dispositivo stesso, ma anche il luogo di ubicazione, così come il fabbisogno energetico medio dell’utente. Questi dati dovranno essere inseriti dall’utente stesso (in pochi, semplici step), prima di dare avvio alla comparazione dei preventivi.

Ristrutturare casa senza Superbonus: quali alternative a Gennaio 2024

LE DOMANDE DEI CONSUMATORI LE RISPOSTE DEL TEAM DI SOSTARIFFE.IT
Per quale motivo bisogna ristrutturare casa senza Superbonus? Perché la maxi-agevolazione al 100% e 90% è terminata. Da gennaio 2024 l’aliquota è scesa al 70% e valida solo per i condomini
Quali sono le detrazioni alternative per ristrutturare o riqualificare energeticamente la propria casa nel 2024?
  • Ecobonus (aliquota al 50% o 65% in base al tipo di lavori)
  • Bonus barriere architettoniche (detrazione Irpef al 75%)
  • Bonus ristrutturazione (detrazione Irpef al 50%)
  • Bonus mobili (50%)
  • Bonus verde (36%)
Nel 2024 si potrà ancora sostituire gli infissi e rifare i bagni con il bonus barriere architettoniche? No, dal 1° gennaio 2024 è scattata la stretta sul perimetro di applicazione della detrazione

Con l’addio alla maxi aliquota del 110% e del 90% e il debutto, nel 2024, del Superbonus al 70% (ma valido solo per i condomini e per gli edifici da due a quattro unità, posseduti da un unico proprietario), le famiglie stanno valutando in queste settimane le opzioni a loro disposizione nei prossimi dodici mesi per ristrutturare casa senza Superbonus. Con una certezza: sarà quanto mai fondamentale quest’anno puntare sulla giusta combinazione degli incentivi, così da ottenere il massimo beneficio in termini economici.

Ecco, dunque, una mini-guida con le principali agevolazioni edilizie messe a disposizione dal governo nel 2024.

Ecobonus, avanti con il risparmio energetico

“Ecobonus” è sinonimo di efficienza energetica. Per tutto l’anno in corso (fino al 31 dicembre 2024), questa agevolazione consentirà di ottenere una detrazione Irpef e Ires con aliquota al 50% oppure al 65% in base alla tipologia dei lavori che si è deciso di avviare.

Il ventaglio degli interventi ammessi è ampio: si va dalla coibentazione di tetti e pareti (con aliquota al 65% e spesa massima di 60mila euro) all’installazione di pannelli solari per acqua calda (aliquota al 65% e tetto di spesa a 60mila euro), fino all’acquisto e installazione di dispositivi per la domotica (65%, detrazione massima di 15mila euro per lavori avviati dal 6 ottobre 2020). Rientrano nel raggio d’azione di questo incentivo anche gli interventi per l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento, ovvero:

  • sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione (50% e 65%, con soglia di spesa a 30.000 euro);
  • posa di pompe di calore ad alta efficienza o sistemi geotermici o scaldacqua a pompa di calore (65%, tetto a 30.000 euro);
  • installazione di sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia a condensazione (65%, 30.000 euro il totale di spesa);
  • generatori di calore a biomassa (50%, stesso tetto dei precedenti).

Come spiega l’Agenzia delle Entrate nel suo sito, condizione indispensabile per fruire dell’Ecobonus “è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, censiti o per i quali è stato chiesto l’accatastamento, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale, merce o patrimoniali”.

Bonus barriere architettoniche, arriva la stretta

Il 2024 conferma il Bonus barriere architettoniche (con detrazione Irpef o Ires al 75%) ma ne restringe il perimetro di applicazione, escludendo di fatto due tipologie di intervento che avevano preso piede negli ultimi mesi del 2023, ovvero:

  • la sostituzione di infissi (porte automatiche, tapparelle e saracinesche motorizzate, imposte e persiane automatiche);
  • il rifacimento dei servizi igienici.

Dal 1° gennaio 2024, dunque, è scattata la stretta per questo bonus che applica la detrazione d’imposta del 75% alle spese sostenute tra il gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 per interventi di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti. Quest’anno, il Bonus barriere architettoniche coprirà solo l’installazione e la modifica di: scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

Restano i tetti di spesa validi per l’anno scorso, un importo complessivo non superiore a:

  • 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Infine, dal 1° gennaio 2024 la cessione del credito è consentita per le parti comuni dei condomini con uso abitativo e alle persone fisiche con redditi inferiori a 15.000 euro.

Bonus ristrutturazione, non si cambia

Stesso look, invece, per il Bonus ristrutturazione, che consiste in una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia, fino a un ammontare complessivo di spesa pari a 96.000 euro. Per ottenere tale aliquota, la spesa deve essere sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2024. Tra le opere edilizie agevolabili dal Bonus ristrutturazione, ci sono:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • ristrutturazione edilizia.

Bonus mobili, giù il tetto di spesa

Si abbassa, nel 2024, il tetto massimo di spesa per poter beneficiare del Bonus mobili: dagli 8.000 euro del 2023, la somma massima detraibile si riduce quest’anno a 5.000 euro.

Questa agevolazione consiste in una detrazione Irpef del 50%, spalmata su 10 anni, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici green destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Questo significa che la misura è riservata a quanti abbiano beneficiato della detrazione del 50% sulla ristrutturazione edilizia di casa.

Bonus verde, manutenzione straordinaria agevolata

Non variano, per i prossimi 12 mesi, le condizioni per usufruire del Bonus verde, ovvero la detrazione Irpef del 36% (spalmabile in 10 anni) sulle spese sostenute (fino a un massimo di 5mila euro) per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Rientrano, inoltre, tra le spese oggetto dell’agevolazione anche quelle di progettazione e manutenzione, sempre che siano connesse all’esecuzione di questi interventi. La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa a un intervento innovativo o modificativo e per lavori in economia.