Internet batte Blockbuster costretto a chiudere

Il colosso del video a noleggio potrebbe presto finire in bancarotta a causa di internet e dei download di film e musica.

Blockbuster, la catena più famosa al mondo di video e film e noleggio è in profonda crisi ma non è una novità: sin da febbraio 2009, Blockbuster era indicata tra le 15 società americane destinate alla chiusura entro il 2009.

Blockbuster che ha origini a Dallas (Texas) in oltre 25 anni ha aperto 6.500 punti vendita in tutto il mondo ma il fallimento è certo: a causa del miliardo di dollari di debiti la società di sarebbe appellata al Chapter 11, la legge americana che indica la procedura di bancarotta.

Il successo di blockbuster che aveva messo in crisi i cinema e le sale permettendo alle persone di vedere i film direttamente a casa deve cedere il passo alle nuove tecnologie: un gigante cosi lento a muoversi che è stato ucciso da internet.

blockbuster-video-fallimento

Blockbuster aveva però già avuto una prima battuta di arresto a causa della tv via cavo e successivamente da NetFlix (film ordinati a casa direttamente via web).

Ma l’occasione della vita Blockbuster la aveva avuta:

A fine dell’anno 2001, fu annunciato l’accordo tra Enron e Blockbuster che infervorò gli animi degli investitori a Wall Street. Con l’accordo Enron avrebbe avuto accesso alla enorme biblioteca di film e altri prodotti multimediali della Blockbuster, proponendosi sul mercato l’obiettivo di divenire il primo operatore di tv on-demand degli Stati Uniti. L’annuncio destò scalpore, ma era chiaro che i risultati si sarebbero concretizzati solo a distanza di anni.

Putroppo il fallimento di Enron e la mancata reazione di Blockbuster hanno fatto si che il “video on demand” sia stato realizzato da altri attori come iTunesAmazon Time Warner. Ma ora che il business tv si fa ghiotto per le opportunità pubblicitarie, sta arrivando anche Google Tv con l’appoggio di Sony e Intel.

L’annuncio della possibile bancarotta ha fatto crollare in Borsa le azioni di Blockbuster del 30 per cento. La fine è certa.

del video a noleggio potrebbe presto finire in bancarotta a causa di internet e dei download di film e musica.

Blockbuster, la catena più famosa al mondo di video e film e noleggio è in profonda crisi ma non è una novità: sin da febbraio 2009, Blockbuster era indicata tra le 15 società americane destinate alla chiusura entro il 2009.

Blockbuster che ha origini a Dallas (Texas) in oltre 25 anni ha aperto 6.500 punti vendita in tutto il mondo ma il fallimento è certo: a causa del miliardo di dollari di debiti la società di sarebbe appellata al Chapter 11, la legge americana che indica la procedura di bancarotta.

Il successo di blockbuster che aveva messo in crisi i cinema e le sale permettendo alle persone di vedere i film direttamente a casa deve cedere il passo alle nuove tecnologie: un gigante cosi lento a muoversi che è stato ucciso da internet.

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Blockbuster aveva però già avuto una prima battuta di arresto a causa della tv via cavo e successivamente da NetFlix (film ordinati a casa direttamente via web).

Ma l’occasione della vita Blockbuster la aveva avuta:

A fine dell’anno 2001, fu annunciato l’accordo tra Enron e Blockbuster che infervorò gli animi degli investitori a Wall Street. Con l’accordo Enron avrebbe avuto accesso alla enorme biblioteca di film e altri prodotti multimediali della Blockbuster, proponendosi sul mercato l’obiettivo di divenire il primo operatore di tv on-demand degli Stati Uniti. L’annuncio destò scalpore, ma era chiaro che i risultati si sarebbero concretizzati solo a distanza di anni.

Putroppo il fallimento di Enron e la mancata reazione di Blockbuster hanno fatto si che il “video on demand” sia stato realizzato da altri attori come iTunesAmazon Time Warner. Ma ora che il business tv si fa ghiotto per le opportunità pubblicitarie, sta arrivando anche Google Tv con l’appoggio di Sony e Intel.

L’annuncio della possibile bancarotta ha fatto crollare in Borsa le azioni di Blockbuster del 30 per cento. La fine è certa.

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