Google Vs Apple: chi guadagna di più sui negozi virtuali?

Per gli utenti di smartphone e tablet è ormai un’abitudine quasi quotidiana personalizzare il proprio dispositivo scaricando alcune applicazioni dedicate al tempo libero o all’informazione in modo tale da poter avere a disposizione i contenuti preferiti ed è per questo che è interessante sapere chi guadagna di più sui negozi virtuali. La sfida tra Google e Apple è viva, anche se la Cina e i Paesi in via di sviluppo potrebbero sconvolgere gli equilibri.

E' sempre viva la sfida tra gli store online di Apple e Google

La “guerra” tra i due giganti della tecnologia che forniscono applicazioni agli utilizzatori di dispositivi mobili è ormai sempre più nel vivo grazie alla continua domanda ed è per questo che è davvero utile sapere chi guadagna di più sui negozi virtuali tra Google e Apple. Quello che emerge però analizzando i dati appare per certi versi clamoroso: Google Play, lo store di software per dispositivi mobili di Google, infatti, produce di più ma guadagna di meno, mentre la situazione è opposta per l’equivalente di casa Apple, ovvero meno prodotti a disposizione ma più guadagni.

Il colosso di Mountain View, però, nonostante questo svantaggio apparente punta a inseguire e magari superare Apple proprio perché già agli esordi di entrambi gli store virtuali (avvenuti nel 2008) Cupertino è sempre stato in vantaggio. Conquistare gli utenti che utilizzano internet mobile è quindi la sfida da vincere per le due società.

Il confronto Google Vs Apple

Il sorpasso del colosso di Mountain View è comunque già avvenuto: a fine 2014 ha raggiunto il numero totale di 1,43 milioni di applicazioni lanciate da un esercito di 400 mila sviluppatori a livello globale. Apple, invece, nello stesso periodo aveva messo a disposizione 1,21 milioni di app, mentre gli sviluppatori si sono fermati a 280 mila. Questo spiega quindi abbastanza facilmente come mai il download della “Grande G” sia in netto vantaggio sulla “rivale”: Google Play totalizza il 22,2% delle app scaricate a livello globale contro il 13,9% di App Store utilizzato dagli utenti iPhone (la parte del leone spetta a China Android con il suo 62,8%).

Per quanto riguarda il mercato delle vendite, invece, la situazione è totalmente inversa: qui Apple ha il primato con un 44,7% del mercato globale, seguita da Google Play con il 28,6% e da China Android con il 23,8%.
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Le motivazioni di questo scenario

Un’analisi realizzata dal “Financial Times” ha cercato di mettere in evidenza le ragioni di questa situazione: secondo il famoso giornale si tratta di una situazione da addebitare alla frammentazione. Android, il sistema operativo realizzato da Google, infatti, è presente sull’80% del mercato dei dispositivi mobili, ma è installato anche su hardware diversi, ad esempio i prodotti realizzati dall’americana Amazon e dalla cinese Xiaomi, anche se entrambe queste società sviluppano store di applicazioni in autonomia.

Un altro fattore da non trascurare è la dispersione: Google, infatti, ha deciso di lavorare anche in settori sempre più all’avanguardia come le smart home, ovvero le case intelligenti, e le automobili, che negli ultimi tempi si sono trasformate per diventare sempre più personalizzate e a misura delle esigenze di ogni utente.

Le due aziende hanno inoltre voluto differenziarsi anche nella strategia relativa agli sviluppatori: Cupertino ha deciso di averne pochi in modo da sceglierli in base all’affidabilità e questo ha portato alla creazione di una media di 4,2 applicazioni a operatore, mentre Google si attesta sui 3,5 software a testa. Anche in questo caso la ragione non è difficile da trovare: la piattaforma di Apple è più remunerativa e questo spinge gli sviluppatori a essere più incentivati alla realizzazione di nuovi prodotti.

Cosa possiamo attenderci dal futuro

A questo punto per entrambe le società diventa fondamentale capire come muoversi per rimediare ai rispettivi svantaggi. Google deve innanzitutto riuscire a imporsi nei Paesi in via di sviluppo ed è per questo che sta operando per farsi conoscere maggiormente nelle aree più remote del mondo. In attesa che l’obiettivo possa essere raggiunto, il gigante di Mountain View ha già annunciato il rilascio di nuove strumentazioni per utilizzare le sue applicazioni di base anche in modalità offline, comprese le mappe che continuano a essere tra gli strumenti più richiesti dagli utenti di ogni latitudine.

L’area più difficile da conquistare è però certamente la Cina, dove Apple ha la sua roccaforte proprio perché al momento le applicazioni di Google sono bloccate. Se si riuscisse a conquistare anche questa parte cruciale del mondo il mercato delle vendite di Google passerebbe dal 28,6% attuale ad un potenziale 52% secondo i calcoli della società di analisi Digi-Capital, un passo avanti certamente non indifferente.
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