Confermato dall’AGCOM il taglio delle tariffe unbundling

L’Autorità garante delle telecomunicazioni ha confermato il taglio retroattivo relativo alle tariffe di unbundling per le annate 2010, 2011 e 2012 (anno per il quale il canone di unbundling è stato fissato a 9,05 euro al mese). In conseguenza di ciò, Telecom Italia dovrà rimborsare gli operatori che avevano nel frattempo pagato il canone basandosi sulla vecchia e più onerosa tariffa.

Agcom
Risparmio in vista per chi aveva fatto ricorso: Fastweb, Wind ed Eutelia

Le tariffe di unbundling corrispondono infatti al corrispettivo pagato a Telecom Italia dagli operatori per poter accedere alla sua rete in rame. Il rimborso dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 milioni di euro, in conferma a quanto già deliberato dall’AGCOM il 15 dicembre dell’anno scorso e in mancanza di rilievi sul caso da parte della Commissione europea.

Per quanto riguarda i canoni dei servizi bitstream e WLR, l’approvazione definitiva seguirà l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato sul canone del servizio bitstream naked per il 2009.
Confronta le offerte banda larga
In passato Telecom Italia si era già più volte espressa sull’eventualità di un taglio ai prezzi dell’unbundling, dichiarandosi pronta a dare battaglia fino al ricorso al TAR. Risparmio in vista, invece, per gli operatori che si erano rivolti proprio all’AGCOM con un ricorso, cioè Eutelia, Wind e Fastweb: gli introiti potranno costituire un’importante iniezione di capitale in vista degli investimenti per la fibra ottica e la banda larga.

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