Bonus IRPEF agosto 2021: quando arriva

Il bonus Irpef 2021, conosciuto anche come bonus Draghi, si riceverà nel mese di agosto 2021 nel rispetto di determinate condizioni. Quali sono i requisiti per ottenerlo e a chi spetta? Cosa bisogna fare per richiederlo e quando arriva? Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere in merito e cosa cambia nel caso del bonus per i pensionati e del contributo per i lavoratori autonomi. 

Bonus IRPEF agosto 2021: quando arriva

Il bonus Irpef agosto 2021 arriverà direttamente in busta paga non solo nel caso in cui si fosse lavoratori dipendenti, ma anche per i pensionati, con importi che varieranno in base a fattori differenti. 

L’incentivo, la cui erogazione è prevista nei prossimi giorni, prevede un importo massimo di 1.880 euro: la somma che si riceverà cambierà sulla base del reddito dichiarato, ma anche in relazione alla tipologia di contratto stipulato. 

Cos’è, di preciso, il bonus Irpef e chi sono i lavoratori che lo potranno ricevere? Quali sono i requisiti da possedere? Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere in merito, ricordando che il contributo si potrà ricevere direttamente sul conto corrente sul quale viene accreditato lo stipendio o la pensione. 

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Cos’è il bonus Irpef 2021

Il bonus Irpef è un rimborso sulle detrazioni ai fini di imposta sul reddito che si aggiungerà, direttamente in busta paga, allo stipendio previsto per il mese di agosto: lo riceveranno i lavoratori dipendenti che hanno un reddito non superiore ai 28.000 euro

L’importo varierà in relazione:

  • al contratto di lavoro;
  • al numero di giorni lavorativi che saranno effettuati.

Il tetto massimo sarà ricevuto da coloro i quali hanno un reddito che non supera gli 8.000 euro. In questo caso, i lavoratori che sono assunti con contratti a termine, quindi con un contratto a tempo determinato, potranno ricevere un importo massimo di detrazione Irpef pari a 1.380 euro.

A quanto ammonta il bonus Irpef 2021

Come anticipato nelle righe precedenti, l’importo che si potrà ricevere varierà in relazione al reddito e alla tipologia di contratto lavorativo. 

Di seguito saranno elencate le somme che si riceveranno a seconda dei casi:

  • nel caso di reddito inferiore a 8.000 euro, il rimborso Irpef sarà pari a 1.880 euro;
  • nel caso di reddito inferiore a 8.000 euro, ma con contratto a tempo determinato, il rimborso Irpef sarà pari a 1.380 euro;
  • nel caso di reddito compreso tra 8.000 e 28.000 euro, il rimborso Irpef sarà pari a 978 euro;
  • nel caso di reddito compreso tra 28.000 e 55.000 euro, il rimborso Irpef sarà pari a 690 euro

Non si riceverà alcun rimborso, invece, nel caso in cui il proprio reddito fosse superiore ai 55.000 euro

A chi spetta

Il bonus Irpef agosto 2021 rappresenta il vecchio bonus Renzi, noto anche come Bonus busta paga proprio perché si riceve direttamente assieme allo stipendio mensile. 

Oltre che ai lavoratori dipendenti, spetta anche a tutti coloro i quali percepiscono redditi simili a quelli del lavoro dipendente, quali per esempio:

  • i soci lavoratori di cooperative;
  • i lavoratori in cassa integrazione, con CIG ordinaria, CIG straordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario ed assegno di solidarietà;
  • i collaboratori con contratto a progetto;
  • gli stagisti e i tirocinanti;
  • i percettori di borsa di studio, di assegno o premio per studio;
  • i lavoratori socialmente utili;
  • i sacerdoti;
  • i disoccupati in regime di indennità NASpI;
  • i disoccupati in regime DIS-COLL;
  • i disoccupati agricoli;
  • i lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio;
  • i lavoratori in congedo di paternità.

Non riceveranno il bonus Irpef agosto 2021 i titolari di partita IVA o i possessori di redditi d’impresa o professionali, TFR, NAspl anticipata.

Chi rientra tra i requisiti previsti per legge, potrebbe valutare l’attivazione di un conto corrente online a zero spese sul quale ricevere lo stipendio e, di conseguenza, anche l’importo relativo al bonus Irpef 2021. 

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Calcolo bonus Irpef 2021

Come funziona il calcolo del bonus Irpef 2021? Rispetto all’iniziale bonus Renzi, il decreto n.3/2020 ha introdotto, il 1° luglio 2020, un’integrazione per chi riceveva già il bonus da 480 euro. 

Tale incremento è pari a 120 euro mensili in 6 mesi e si calcola sulla base del reddito annuo e delle tasse pagate. La legge di bilancio 2021 ha inserito un nuovo incremento, quale sostegno ai redditi. 

Il bonus Irpef viene indicato in busta paga con la dicitura Trattamento integrativo L. 21/2020. Per il calcolo vengono escluse eventuali agevolazioni ricevute, quali per esempio:

  • quelle relative all’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • gli assegni familiari;
  • l’assegno per il nucleo familiare;
  • l’assegno di maternità dello Stato;
  • il bonus bebè;
  • il bonus mamma;
  • il bonus baby sitter;
  • l’indennità COVID 19;
  • il reddito di cittadinanza.

Bonus Irpef per i pensionati

Come indicato nelle righe precedenti, il bonus Irpef agosto 2021 sarà erogato anche ai pensionati che ricevono la pensione dall’Inps o da altri enti previdenziali. Cosa cambia rispetto ai rimborsi previsti per i lavoratori?

Gli importi del bonus Irpef per i pensionati saranno meno alti rispetto a quelli previsti per i lavoratori: si dovrebbe ricevere il beneficio ad agosto, ma nel caso in cui ciò non dovesse accadere sarà sicuramente presente sulla pensione di settembre. 

Il bonus Draghi sulla pensione si riceverà soltanto nel caso in cui sia stata presentata la dichiarazione dei redditi: si ricorda che la scadenza per la presentazione del modello 730 è slittata al 30 settembre 2021. 

Nell’ipotesi in cui si dovesse tardare e presentare la dichiarazione entro il termine ultimo fissato dalla legge, si riceverebbe il bonus Irpef sulla pensione di novembre 2021. 

Cosa fare se non si riceve il bonus Irpef agosto 2021

Potrebbe anche succedere di non ricevere il bonus Irpef 2021 spettante in qualità di lavoratore dipendente in possesso dei requisiti previsti dalla legge per il mese di agosto. 

Cosa si può fare in un simile caso? L’importo dovuto sarà recuperato dai sostituti di imposta: in questa ipotesi, invece che ricevere il bonus in un’unica soluzione, il contributo sarà suddiviso in 10 rate di pari importo. 

Cosa spetta ai lavoratori autonomi

Abbiamo visto che il bonus Irpef è un contributo destinato ai lavoratori dipendenti, i quali lo riceveranno direttamente in busta paga: nel loro caso si tratta di una prassi risultante dalle detrazioni da lavoro dipendente. 

Riassumendo brevemente:

  • per i lavoratori Irpef le detrazioni vengono calcolate sulla base delle ore lavorate e del tipo di contratto di lavoro, il quale potrà essere part-time o full time, a tempo determinato o a tempo indeterminato;
  • l’importo del bonus va da un minimo di 690 euro a un massimo di 1.8880 euro, che viene riconosciuta nel caso di ISEE inferiore agli 8.000 euro (nel caso di contratto di lavoro a tempo determinato, scende a 1.380 euro). 

Il bonus Irpef decresce al crescere dell’ISEE e non viene più erogato per tutti coloro che hanno un reddito superiore ai 55.000 euro. Passando, invece, ai lavoratori autonomi, la situazione è ben diversa. 

Sarà previsto uno sgravio contributivo, ma si tratterà di una misura una tantum in vigore solo per il 2021. Nella pratica, si parla di Anno Bianco. Il bonus contributivo per gli autonomi sarà pari a un massimo di 3.000 euro e consisterà nell’esonero dei contributi previdenziali per il 2021.

Come si richiede l’esonero

L’applicazione del bonus per i lavoratori autonomi non sarà automatica: sarà infatti necessario farne richiesta e si dovrà essere in possesso di determinati requisiti. 

Nello specifico:

  • si dovrà presentare domanda all’INPS entro il 30 settembre 2021 e alle altre casse di previdenza entro il 31 ottobre 2021;
  • il proprio reddito complessivo relativo all’anno 2019 non dovrà essere superiore ai 50.000 euro;
  • tra il 2019 e il 2020 si dovrà aver subito un calo del fatturato pari ad almeno il 33%.

In merito alla cumulabilità del bonus Irpef e del bonus contributivo previsto per i lavoratori dipendenti, potranno essere ricevuti entrambi se, per esempio, è stata svolta dapprima attività di lavoro autonomo e poi come lavoratore dipendente (fermo restando che dovranno essere rispettate tutte le condizioni previste dalla legge).

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