Anche Telecom dà il via alla redistribuzione reddituale

Dopo gli 80 euro garantiti dal governo Renzi, altre forme di redistribuzione reddituale per ridurre le disparità si fanno strada: questa volta nel settore privato e per aiutare chi ha subito contraccolpi lavorativi, come i dipendenti Telecom che sono destinatari di «contratti di solidarietà».

Circa 250 euro previsti per i 32.000 dipendenti con contratto di solidarietà

A farsi carico di questo genere di contributo sono i dirigenti dell’operatore di telefonia, che hanno deciso di redistribuire otto milioni di euro ottenuti da risparmi e tagli allo stipendio. I beneficiari saranno i dipendenti del gruppo che si sono visti ridurre l’orario di lavoro per evitare la riduzione numerica del personale impiegato (32.000, dopo l’accordo del marzo 2013).

Quattro milioni arrivano dalla spending review interna di Telecom, ottenuta con riduzione del tempo di lavoro e relativo riproporzionamento della retribuzione dirigenziale, oltre alla maturazione dell’importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili solo nel caso di pernottamento nella località di trasferta e la spettanza di trenta giorni di ferie, e non più trentacinque, per i dirigenti con un residuo relativo ad anni precedenti.
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Altri quattro sono stati resi disponibili dai recuperi di produttività dell’azienda. Il denaro così ottenuto, grazie a un accordo tra tutte le rappresentanze aziendali, potrà essere usato per alimentare le posizioni contributive dei dipendenti con contratto di solidarietà iscritti ai fondi pensione chiusi, o in alternativa erogato una tantum in busta paga a chi non è iscritto a un fondo. Secondo i calcoli del Fatto Quotidiano, l’ammontare dovrebbe essere di circa 250 euro da spalmare su tutto il 2014.

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